giovedì, Luglio 7, 2022
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    Georgia Mos

    Conosciuta come una delle migliori dj e producer tra le donne più acclamate della scena contemporanea, Georgia Mos ha raggiunto in parecchi anni di gavetta una popolarità sempre maggiore che l’ha portata a collaborazioni di prestigio internazionale.

    Il suo brano “If you had my love”, re-work della celebre hit di J.Lo, ha raggiunto in poco tempo oltre  3 milioni di ascolti su Spotify, sino alla recentissima collaborazione  discografica con l’artista svizzera Pull N Way nel brano “Will you follow me?”.

    Tra i suoi grandi successi anche “Call 911” feat. Ella Loponte, “Amami a tempo” disco cantato e co-prodotto da Georgia per Universal Music e “Y U?” feat. Nino Lucarelli per Ego Music. Il suo ultimo meraviglioso progetto è il remix di Jovanotti “La primavera”.

    La voglia di fare la dj nasce dalla tua passione per la musica?

    Sicuramente sì! Ho iniziato ad amare la musica all’età di 6 anni studiando canto e chitarra classica, e ho proseguito su quella strada fino a quando ho deciso di trasferirmi a Londra per ampliare i miei confini musicali.

    Proprio in questa metropoli mi sono appassionata a djing e produzione musicale, ho studiato molto e iniziato a suonare in diversi club.

    Raccontaci la tua vita da dj.

    Passo parte della mia vita in studio per lavorare sulle produzioni con il mio team e parte in tour per suonare. Adoro il palcoscenico perché c’è un incredibile scambio di energia con il pubblico. Quando invece sono un po’ più libera dagli impegni passo qualche giorno nella mia città, Sanremo… mi manca sempre molto.

    Quali sono i tuoi guru? A chi ti ispiri?

    Nella musica elettronica amo Carl Cox, Black Coffee, Calvin Harris e David Guetta.

    Il tuo nuovo remix di La primavera di Jovanotti ci farà ballare quest’estate. Come si decide su quale brano puntare e come si trasforma un brano che già piace?

    In questo caso sono stata contattata per realizzare il remix ufficiale di Lorenzo e non potevo che esserne felice perché sono sempre stata una sua fan. Lavorare per lui, e con lui, è stata una grande soddisfazione.

    Mi ha mandato un vocale una volta sentito il brano dicendomi che era bomba! Stupendo.

    Ringrazierò sempre per il supporto tutte le persone che hanno sostenuto questo progetto.

    Qualche curiosità.

    Ogni artista ha delle particolarità ed è proprio questa la bellezza. Mi piace il lavoro di squadra e collaborare con artisti di nazionalità differenti che possano portare un po’ del loro percorso nella musica.

    Le tue soddisfazioni più grandi?

    Essere riuscita a realizzare uno dei miei sogni, ovvero lavorare nella musica e suonare in giro per il mondo. L’altro mio sogno è condurre un programma radiofonico… e magari uno televisivo musicale.

    Fai un lavoro impegnativo e hai un fisico invidiabile. Cosa fai per mantenerti così in forma e reggere questi ritmi?

    Ho sempre studiato danza. Amo ballare e la danza oltre ad aiutarti fisicamente ti trasmette una grande disciplina. Quando ero piccola studiavo anche quattro volte a settimana, ora molto meno ma cerco sempre di praticarla.

    Ultimamente ho anche iniziato kick boxing.

    Cos’è che ti piace di più del lavoro che fai?

    Il contatto con il pubblico. L’energia reciproca che ci si trasmette è qualcosa di impagabile!

    Amo anche viaggiare, scoprire nuovi posti e culture musicali; poi quando sei in paesi completamente diversi come Cina o India, e vedi che ti accolgono per ascoltare la tua musica… beh è semplicemente straordinario.

    Ti mantieni su un genere musicale o spazi? Come funziona?

    Amo house, electro house e tribal house; quindi i miei set sono più o meno tutti su questo genere. Mentre quando non suono e voglio ascoltare musica mi piace spaziare su altri generi come la black, il soul e il pop.

    Come si muovono i primi passi in questo mondo?

    Non c’è una regola ben precisa. Io venivo dal canto, un percorso differente ma comunque incentrato sulla musica. Io ho fatto la mia gavetta nel momento in cui ho iniziato a studiare produzione musicale e suonare in giro. Agli inizi non è facile, perché è un ambiente abbastanza settoriale e soprattutto da donna ho subito spesso pregiudizi. Ma l’importante è avere passione e determinazione.

    Qualche suggerimento per le ragazze che vogliono intraprendere questo percorso.

    Innanzitutto capire se lo fanno per passione o per “moda”. Purtroppo ultimamente vedo troppa gente uscire dai reality e improvvisarsi dj. 

    È importante studiare musica, sperimentare, formarsi e collaborare con altri produttori. Soprattutto cercare di mantenere sempre la propria personalità.

    Quando hai capito che poteva essere un lavoro su cui puntare?

    È venuto tutto in maniera molto naturale. Sicuramente l’ho capito dopo aver iniziato il mio percorso a Londra, ma la partecipazione al Talent italiano “Top dj” me lo ha confermato, perché dopo quell’esperienza ho iniziato a lavorare davvero tanto anche nel mio paese.

    È più difficile per una donna, oppure le donne hanno una marcia in più?

    Come in tanti altri settori c’è del pregiudizio da superare, quindi è come se dovessimo fare il doppio per ottenere la metà. Sono fortunata perché ho sempre avuto l’appoggio e la stima dei miei colleghi, però soprattutto agli inizi non è mai facile farsi strada.

    Quanti tipi di dj esistono?

    Mi piace pensare che ognuno abbia una propria personalità inimitabile, quindi ne devono esistere moltissimi!

    Hai viaggiato molto per lavoro. Dove è stato più bello?

    I posti in cui mi sono divertita di più in assoluto: Cina e India. Hanno un’accoglienza incredibile verso gli occidentali — cartonati con il tuo viso, gruppi di fan sotto la consolle ecc.

    I club sono enormi e già pieni alle 22:30. Hanno una grandissima voglia di divertirsi! Non vedo l’ora di tornarci.

    L’aspetto conta. Quanto è importante per te il look?

    Certamente l’aspetto è un’arma in più, ma quando si tratta di esprimere qualcosa di artistico voglio sempre che venga considerato come un “plus”. Capisco che l’aspetto è la prima cosa che una persona vede, ma molte volte è motivo di pregiudizi, come se una persona di aspetto gradevole non debba essere in grado di fare qualcosa.

    All’inizio del mio percorso cercavo di “togliere”. Magari legandomi i capelli, vestendomi tutta di nero o mettendomi le sneakers per non dare troppo nell’occhio ed essere apprezzata solo per la musica.

    Da qualche anno mi sono detta: “Basta! Voglio esprimere me stessa sempre al meglio; se devo indossare i tacchi e un top colorato e appariscente, lo devo fare perché da donna mi fa sentire bene”.

    Quanto conta lo stile? Musicale e nel modo di presentarsi.

    Moltissimo! Lo stile musicale determina la tua personalità e quello che vuoi esprimere; mentre nel modo di presentarsi rappresenta te come donna e come vuoi apparire.

    Come definisci il tuo stile?

    Nella vita in generale mi piace il “semplice ma complesso”; un concetto che cerco di riprendere anche nella musica.

    Ci vuole un investimento iniziale. Quale strumentazione serve?

    Ho iniziato con un controller piccolino per allenarmi; poi mi sono regalata diversi strumenti per produrre e una grande consolle per suonare in casa.

    Come si fa a farsi conoscere?

    Io cerco di utilizzare moltissimo i social e tenermi sempre attiva con i miei followers. Pubblico foto e video continuamente. I social sono una fortissima arma per arrivare alla gente. Ti danno la possibilità di far vedere costantemente la tua vita, sopra il palcoscenico e anche fuori.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    A non esagerare e cercare di godersi anche i momenti più semplici con le persone care. Io appena posso scappo nella mia Sanremo perché mi mancano il mare e i miei genitori.

    Tre cose da tenere a mente che hai imparato facendo questo mestiere.

    Perseveranza, passione, ascoltare i consigli di tutti ma agire sempre di testa propria.

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