giovedì, Settembre 29, 2022

Francesco Sarcina

Cantautore, chitarrista, frontman da oltre vent’anni del gruppo Rock “Le Vibrazioni”

FRANCESCO SARCINA, 45 ANNI, È TORNATO QUEST’ANNO AL FESTIVAL DI SANREMO PER LA GIOIA DEL SUO PUBBLICO, SOPRATTUTTO FEMMINILE.

Com’è andata all’Ariston?

È l’unica vera vetrina in cui vai e suoni dal vivo davanti a milioni di persone: in quei tre minuti della canzone ti mangi il palco e vivi una settimana in full immersion. Per me non conta tanto la posizione in classifica quanto esserci; conta la musica e non come devi essere vestito. In ogni caso la nostra canzone “Tantissimo”, che parla di grandi emozioni, ha totalizzato un milione di streaming in un giorno.

Sono d’accordo con la vittoria di Mahmood e Blanco e poi ammetto che l’edizione di quest’anno era trasversale: accontentava i miei figli con i giovani cantanti e anche mia mamma con Gianni Morandi, che merita tutto il suo successo.

Cosa pensi dell’exploit dei Måneskin?

Finalmente c’è una nuova bella band che spacca  anche all’estero, anche se il loro successo è dovuto soprattutto all’Eurovision. Un gruppo così nasce solo con una congiunzione astrale e adesso tutti gli altri rosicano; speriamo sia da traino affinché molti giovani preferiscano mettersi a suonare insieme invece di restare in casa davanti al pc o a una console.

Striped white Top from H&M, Pants from Zara, Glasses by Gucci and coffee courtesy of local Starbucks.

Al Gran Teatro Geox di Padova avete concluso  la vostra ultima tournée: come è andata?

È stato un bellissimo concerto, molto partecipato. Il pubblico veneto è molto rock e genuino, però anche esigente. Abbiamo reso il nostro  solito live, con i pezzi più famosi della nostra carriera come “Dedicato a te”, “Vieni da me”, “Sbagliato”, una sorta di rock opera con momenti di musica classica e psichedelica e canzoni meno note, ma comunque molto ben arrangiate.

Essendo in un teatro la dimensione è stata più intima, ma pur sempre potente grazie all’orchestra di 15 musicisti, e poi a me piace improvvisare interagendo con gli spettatori e con il maestro Beppe Vessicchio.

Ti piace Padova?

Ogni volta che ci vengo per un concerto mi fermo poco per cui non riesco a godermela come vorrei, comunque conosco il centro storico, ho molti amici; si mangia e beve bene.

Cosa hai fatto durante la pandemia?

Negli ultimi 2 anni ho scritto moltissime canzoni, per cui avrei già degli album pronti, e anche il libro autobiografico “Nel mezzo” che vorrei tornare a presentare in giro per l’Italia.

Sei pro vaccino?

Negare che ci sia un virus è assurdo: è una sorta di guerra e si combatte così. Ho amici che hanno perso i genitori in tre giorni per cui dico a tutti di farlo. Il virus circola ancora purtroppo e magari va a scapito dei nostri bambini.

Sei social?

Sì, perché siamo costretti… Preferisco vivere la vita vera, ma durante il lockdown ho approfittato per fare delle dirette suonando e parlando con altri artisti.

Hai degli hobbies?

Nel tempo libero sono un operaio come mio nonno che mi ha cresciuto: costruisco mobili di legno e nel villaggio di loft dove abito fuori Milano i miei vicini sanno che sono bravo a fare dei lavoretti e a riparare di tutto. Ogni tanto poi mi diverto a togliere la corrente, e quindi anche internet, lasciando la famiglia al buio e costretti ad inventarsi qualcosa da fare a lume di candela.

Te la cavi ai fornelli?

Amo cucinare per gli altri, o meglio, lo faccio per me come quando canto però mi gratifica molto vedere godere i commensali. Sono forte nei primi, anche perché di origine pugliese, e quindi vado ad esempio di orecchiette. Il piatto che fa mi fa impazzire? Le seppie ripiene di mia nonna.

Ti piacerebbe fare Radio?

Forse i miei gusti sono un po’ troppo fuori dalla musica mainstream che la gente di solito ascolta, e poi gli argomenti che vorrei toccare sono da notte fonda.

Sei appassionato di serie tv?

Le guardo tutte. Ho divorato “La casa di carta” e ora sono preso da “Dexter” in cui mi rivedo nel protagonista.

Come va nel privato?

Bene. È nata pochi mesi fa la mia terza figlia, Yelaiah, dalla mia compagna messicana Nayra, un nome che deriva da quello di un angelo. Poi ci sono anche Nina di 7 anni, frutto del matrimonio con Clizia (Incorvaia Ndr) da cui mi sono separato e Tobia di 15 anni, che ho avuto con un’altra donna.

Ti piace viaggiare?

Adoro il Messico dove ho anche comprato un appezzamento. Per non farmi mancare i sapori e l’atmosfera di quella terra ho aperto in zona Navigli la prima mezcaleria “El chupasangre” dove la tequila è di altissimo livello, parola di Checco.

Other Articles