lunedì, Settembre 14, 2026

Fortunato Depero. Sete di Futurismo, fame d’America

Ci sono sodalizi fortunati che hanno segnato la storia, dando vita a veri e propri miti. Il legame tra Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960) e il marchio Campari, ad esempio, è stata una collaborazione unica: il leggendario Bitter Campari o la famosa bottiglietta del Campari Soda dimostrano come arte e industria possano fondersi per creare immagini senza tempo. Attraverso composizioni geometriche, colori vivaci e personaggi stilizzati, Depero non solo è riuscito a pubblicizzare il prodotto, ma ne ha creato, potremmo dire, l’identità. 

Ma in generale, tutte le composizioni deperiane sono un esempio virtuoso di modernità che solo questo genio creativo avrebbe potuto realizzare.

La mostra Fortunato Depero Sete di Futurismo, fame d’America, organizzata a Verona dall’EARTH Foundation, in collaborazione con il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, celebra la figura poliedrica di Fortunato Depero presso la Stazione Frigorifera Specializzata di Verona.  Vi invitiamo a visitare la rassegna a cura di Federico Zanoner e Luca Bochicchio, aperta fino al 1° marzo 2025. L’esposizione offre un percorso interessante attraverso l’intera produzione dell’artista, dall’adesione al Futurismo nel 1914 fino alle opere realizzate negli anni Cinquanta.

Michael Biasi


«L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria» (Fortunato Depero, Manifesto dell’arte pubblicitaria, 1932)

Presentandosi come un tripudio di colori, con la mostra Fortunato Depero Sete di Futurismo, fame d’America, lo spazio espositivo dell’Eataly Art House di Verona offre un assaggio dell’innovazione, della fantasia e dell’ironia di questo pioniere del design contemporaneo. Filo conduttore che lega insieme le opere esposte è il cibo, grande passione che Depero ha avuto nel corso della sua vita e che ha assecondato collaborando con numerosi marchi e luoghi dedicati alla gastronomia.

Il prestigio di questa mostra è assicurato anche grazie ai numerosi prestiti provenienti dal Mart di Rovereto, città in cui l’artista ha deciso di aprire la bellissima Casa d’Arte Futurista Depero, altra sede museale che merita di essere visitata.

Esposti lungo il percorso sono opere grafiche, sculture, quadri ma anche progetti, come quello che mostra i disegni del Cabaret del Diavolo, luogo inaugurato a Roma nell’Aprile 1922 e famoso per le sue tre sale realizzate da Depero, che scelse di denominarle Inferno, Purgatorio e Paradiso, in base alla specificità cromatica e tipologica dell’arredamento.

Anche il progetto del Bar Bristol di Merano ci permette di apprezzare il suo stile innovativo e ironico. Ambiente ormai scomparso, questo luogo è stato realizzato nel 1924, durante un periodo di grande creatività dell’artista. In una sintesi originale tra arti decorative e linguaggio pubblicitario, Depero creò un’opera vivace, popolata da innumerevoli figure che solo la sua audace visione avrebbe saputo interpretare con una tecnica cromatica così esuberante e unica.

Allievo di Giacomo Balla, entra nella cerchia del primo gruppo futurista firmando nel 1915, insieme a lui, il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, nel quale i due auspicano un universo gioioso, «coloratissimo e luminosissimo», teorizzando l’uso di materiali extrartistici per la realizzazione dell’opera d’arte – come metalli, tessuti, vetri, liquidi ecc. – secondo un’arte «polimaterica».

Fortunato Depero Bevitore di limonata, da Citrus, rivista della Camera agrumaria di Messina, aprile 1928 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Archivio di Nuova Scrittura - Donazione Paolo Della Grazia
Fortunato Depero Bevitore di limonata, da Citrus, rivista della Camera agrumaria di Messina, aprile 1928 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Archivio di Nuova Scrittura – Donazione Paolo Della Grazia

Negli anni Venti, con il boom dell’arte pubblicitaria, Depero inizia a collaborare con diverse aziende, tra cui Campari. Alla fine del decennio, l’artista approda a New York, dove lavora senza sosta, dedicandosi a decorazioni di ambienti e ristoranti. 

Rientrato in Italia negli anni Trenta, Depero approfondisce il tema del cibo, ispirandosi alla cucina futurista di Filippo Tommaso Marinetti e Fillìa, ma anche alle tradizioni locali trentine. Tra le opere più rappresentative di questo periodo ricordiamo gli arazzi del 1938, realizzati per il Vi.Bi.Bar di Bolzano, e i pannelli decorativi in buxus, materiale innovativo utilizzato per allestimenti, come quello della Bottega del Vino di Trento nel 1940.

Installation view: “Fortunato Depero. Fame di Futurismo, sete d’America”, a cura di Luca Bochicchio e Federico Zanoner, EARTH Foundation 2024 – Foto: Nicolò Lucchi
Installation view: “Fortunato Depero. Fame di Futurismo, sete d’America”, a cura di Luca Bochicchio e Federico Zanoner, EARTH Foundation 2024 – Foto: Nicolò Lucchi

Forse è una felice coincidenza che la mostra Fortunato Depero. Sete di Futurismo, fame d’America sia ospitata presso i locali della Stazione Frigorifera Specializzata di Verona. Questo imponente edificio circolare, infatti, fu originariamente concepito per conservare e refrigerare prodotti alimentari destinati alla distribuzione. Oggi, dopo un sostanziale intervento di restauro, questo spazio rappresenta un notevole esempio di archeologia industriale recuperata e trasformata in un nuovo spazio per l’arte. 

Fortunato Depero

Sete di Futurismo, fame d’America

a cura di Federico Zanoner e Luca Bochicchio

EARTH Foundation – Stazione Frigorifera Specializzata – Verona

Fino al 1° marzo 2025

Marta Previti

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