CEO e Founder di Car for Life
Vendita e leasing Porsche usate. La concessionaria #1 in Italia per la rivendita di Porsche usate e KM 0.
«Il cliente, che compri o meno, deve tornare a casa con un’emozione».
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Filippo, benvenuto in VPOCKET. Partiamo da te. Com’è nata la tua passione per Porsche, e come l’hai trasformata in Car for Life?
È una passione che ho avuto fin da bambino, quando a 7-8 anni giocavo ancora sul tappeto di casa con dei piccoli modellini di Porsche. E ogni tanto, parlando con mia madre, immaginavo un giorno che sarei andato a prenderla in Porsche.
È una passione per le vetture e una passione innata per tutto quello che concerne la comunicazione, l’interazione con le persone.
Il nome dell’azienda, Car for Life, nasce proprio dal coinvolgimento emotivo che c’è quando il cliente si interfaccia con noi. Nella vendita la chiave di volta è nel saper interagire con gli altri e, ancora di più, saper emozionare.
Mi viene la pelle d’oca a pensare da dove siamo partiti. E quello che tutt’ora stiamo realizzando, è un’azienda che non ha eguali a livello di servizio e dettaglio. Su Google abbiamo più di 900 recensioni a cinque stelle, da clienti italiani e provenienti da tutta Europa. È un grande risultato di reputazione, soprattutto se si considera che l’80% dei clienti acquista da noi senza vedere l’auto dal vivo.
Qual è il vostro approccio?
Come dico sempre ai ragazzi, dall’altra parte della scrivania o del telefono, c’è una persona che merita la nostra massima cura.
Il cliente spesso arriva a noi impacciato o arrabbiato a causa delle sue esperienze passate, dei tanti tentativi infruttuosi per trovare l’auto dei sogni. Dobbiamo restituirgli un’esperienza straordinaria, che sia di ispirazione per lui, ma anche per il settore in cui lavoriamo.
È un impegno che parte fin dalla prima impressione, quei fugaci trenta secondi della stretta di mano. Stiamo sempre più parlando un linguaggio che gli altri venditori non parlano, ma che per noi è fondamentale per una crescita continua e costante. Il cliente ci esprime qualcosa di intimo, un sogno o un desiderio da accogliere. Che compri o meno, deve tornare a casa con un’emozione.
Un altro aspetto per noi importante è il legame nel corso del tempo. Cerchiamo un rapporto longevo anche attraverso una consulenza fiscale ad hoc: il cliente spesso preferisce il leasing e non diventare mai proprietario dell’auto. In questo modo dopo due o tre anni può fare l’upgrade al modello più recente. È una forma di libertà inestimabile.
Svolgete un lavoro che definirei “sartoriale”, nel consegnare l’auto così come l’ha immaginata il cliente, in appena 20 giorni. Come trovate l’auto su misura?
La nostra forza è creare un abito sartoriale in base ai gusti e alle esigenze. Possiamo farlo, e in tempi così rapidi, perché abbiamo un canale preferenziale per affinare le ricerche e individuare il modello perfetto. Poi, dovesse mancare un optional, lo aggiungiamo noi; ogni richiesta deve trovare piena soddisfazione.
Qual è stato il momento più significativo che hai vissuto nella tua carriera?
Se guardo al passato, senza dubbio ne ho almeno due di momenti significativi. Il mio inizio è stato davvero drammatico, perché avrei dovuto fare società con una persona che, a sette giorni dalla firma con il notaio, si tirò indietro a causa di vincoli con altre parti. In quel momento mi è letteralmente crollato il mondo addosso. Stavo ripartendo da zero, senza capitali, armato solo della grande forza di superare la sfida.
L’altro momento chiave è stato il periodo Covid. Con l’azienda chiusa per tre mesi, ho deciso di trasformare una profonda crisi in opportunità, non solo lavorativa ma anche esistenziale.
Prima della pandemia mi facevo carico di tutto, poi ho capito che ad oggi l’imprenditore deve focalizzarsi e strutturare l’azienda.
Mi sono messo a studiare il marketing e i “numeri”, sempre più consapevole della loro importanza per l’attività manageriale. Essenziale è stata la scelta di affidarmi allo studio Cortellazzo & Soatto come consulente fiscale. Lo devo in particolare a loro il salto di qualità che ho potuto fare.
… Aspirazioni per il futuro?
La sfida che ci aspetta, è quella di diventare leader incontrastati nel settore dell’auto di lusso. Per farlo è essenziale la crescita delle persone e l’incremento dell’organico in forza. Cerchiamo fuoriclasse, dei riferimenti solidi su cui poter contare.
Cosa serve quindi per diventare un consulente di Car for Life?
Competenza, passione, entusiasmo. Autentica dedizione. Ci vuole una persona che non si accontenti di lavorare nella mediocrità. C’è una parola che deve sempre affiorare nelle sue azioni: eccellenza. Non si tratta di un’ossessione maniacale, l’eccellenza è parte del modo di essere e di fare sotto il profilo comunicativo e di gestione.
Perché innamorarsi proprio di una Porsche? Cosa la rende straordinaria?
Il valore aggiunto nel tempo. È un investimento garantito, perché è un’auto sportiva che ha la peculiarità di poter essere utilizzata tutti i giorni. È duttile, non ha la delicatezza e l’estremismo delle supercar in stile Lamborghini o Ferrari. Una Carrera, per fare un esempio pratico, può essere utilizzata per svago e lavoro. Ed è quello che cerca un manager, un imprenditore, un libero professionista.
Quali valori personali hai instillato nella tua azienda?
Trasparenza, correttezza, etica, coraggio, perseveranza. Questi valori mi hanno permesso di superare i momenti più importanti e significativi della mia vita, tra cui quelli di cui ho parlato prima. Sono una persona profondamente spirituale. Ho acquisito quella che possiamo definire una vera fede [NdR ~ Cristiana] una decina di anni fa, proprio quando sono partito con Car for Life. È stata una chiave di volta da cui ho attinto coraggio e perseveranza. Mi ha portato a credere all’impossibile, creando un’impresa straordinaria anche quando tutti mi davano per spacciato.
C’è un progetto fuori dal mondo delle auto che vorresti esplorare?
Mi è sempre piaciuto il “mondo dell’ascolto”. Ogni persona che incontriamo ci dà qualcosa da portare a casa, se siamo pronti ad ascoltarla.
Se dovessi vedere questo desiderio come un progetto, penserei alla formazione. Aiutare altri imprenditori, portando nelle loro vite quello che sono riuscito a creare negli ultimi dieci anni.
Là fuori ci sono imprenditori in difficoltà, magari scoraggiati, che a volte vorrebbero mollare. Ecco, vorrei essere per loro una scintilla di ispirazione, soprattutto per quelli che non partono da ricchezze e grandi investimenti. Persone che non sono favorite da alcun aiuto esterno, ma solo dalle proprie forze. Sarebbe straordinario.
Grazie per essere stato con noi Filippo. Concludiamo con una domanda personale: cos’è il successo per te? Come dura nel tempo?
Svegliarmi al mattino e fare ciò che amo, penso sia il dono più grande che la vita mi abbia potuto dare. Chiamalo successo, chiamala realizzazione, chiamalo obiettivo. Chiamalo pure come vuoi, l’importante è la consapevolezza che, quando entri nell’azienda, non lo fai solo per lavorare ma lo fai per “divertire” la tua vita.
Un imprenditore di successo lo possiamo poi associare a quante persone è in grado di assumere. Creare posti di lavoro è uno degli obiettivi più importanti che dovrebbe porsi.
Come può durare? Seminando il benein eccellenza. Focalizzandosi su di sé, non badando troppo agli altri. Dobbiamo assolutamente continuare a essere quello che siamo stati sino ad oggi e mirare a essere sempre più un esempio per gli altri. Per essere grandi bisogna prima di tutto saper essere piccoli, l’umiltà è la base di ogni vera grandezza.
