giovedì, Febbraio 29, 2024

Febbraio e i giorni dell’amore…

Hai mai vissuto il breadcrumbing?

Febbraio è considerato il mese degli innamorati, il mese in cui in ogni angolo della città ci sono cuori rossi che aleggiano e fanno fluire libere associazioni all’espressione più simbolica dell’amore.

A volte però incappiamo in relazioni in cui l’amore viene bistrattato, confuso, viene manipolato e messo in ombra… Una modalità attraverso cui sperimentare questo è il breadcrumbing.

Cosa significa? Significa accettare di subire o agire una modalità relazionale dove si inviano segnali di briciole d’interesse verso qualcuno, senza avere nessuna intenzione di stabilire una connessione profonda e impegnata. Si esplica attraverso l’ambivalenza, i paradossi, la presenza e l’assenza, l’essere legati ma slegati.

Cosa ci racconta di sé chi agisce questa modalità?

Spesso sono persone che non riescono a investire profondamente in una relazione, perché la percepiscono esclusivamente come limite, come vincolo, e quindi vedono nell’impegno la perdita di una parte di sé più che un valore aggiunto. Chi agisce il breadcrumbing spesso ha una visione della vita autocentrata, e teme (con un basso livello di consapevolezza) che l’altro lo metta nell’ombra o causi la perdita della sua libertà interiore e di azione. Possono essere persone con grandi capacità seduttive, “grandi” oratori con i quali il dialogo e la conoscenza si limitano a contenuti superficiali; sono persone che nelle relazioni si muovono come anguille, sgusciano via perché hanno il terrore del legame.

Cosa ci racconta di sé chi riceve questa modalità?

Spesso sono persone che si trovano in un momento della vita in cui c’è desiderio di una storia d’amore, e questo desiderio le porta a non vedere pienamente ciò che sta accadendo; travisano e restano intrappolati nei meccanismi ambivalenti e contraddittori di chi agisce il breadcrumbling. Diventare consapevoli di ciò, significherebbe rinunciare alla storia d’amore e vedere chi e ciò è l’altra persona. A volte raccontarsi una realtà alternativa protegge, rassicura, perché in quel momento non si è disposti a fronteggiare una delusione, una sconfitta, un errore di valutazione. Si sceglie, con un basso livello di consapevolezza, di accontentarsi delle briciole, di restare appesi in una modalità comunicativa ambivalente; di sentirsi impegnati in una relazione a intermittenza gestita prevalentemente dall’altro, e vedere questo apparire e scomparire come segnale di una persona impegnata, indaffarata, piuttosto che semplicemente disinteressata. Chi accetta di stare in questa modalità, spesso è in un momento della propria vita caratterizzato da una disistima personale, da scarso valore per sé e dal pensiero latente “ormai sono grande chi vuoi che mi voglia”, finendo per accontentarsi delle briciole di quello che non è minimamente paragonabile a una relazione affettiva.

Come si manifesta?

Prova a immaginare: conosci una persona, ti corteggia, inizi a vederla per un caffè, poi per un aperitivo; si palesa con messaggi frequenti e pervasivi, varie chiamate e poi d’improvviso… sparisce! Ma mai del tutto, dopo un po’ arriva un altro messaggio: “ciao”. Quattro lettere che hanno un enorme potere.

Ed ecco che ci risiamo e riparte il circolo vizioso del “torno, ti mostro interesse, scompaio, torno, scompaio di nuovo”. È proprio nel lasciare le briciole che, come nella favola di Hänsel e Gretel, si costruisce una strada, si mantiene l’altro legato e slegato, dentro e fuori. È proprio nell’ambivalenza della presenza/assenza che si nutre un legame di potere e di dipendenza, dove la manipolazione e la confusione diventano nutrimento ed effetto conseguente.

Come uscirne?

Ciò che può interrompere questo circolo vizioso estremamente frustrante, è la consapevolezza da parte della “vittima” di avere un ruolo attivo nel processo: più la “vittima” riaccoglie, più il sistema si mantiene. 

Teniamo a mente che questa modalità manipolatoria è molto potente, perché attiva emozioni forti e il nostro cervello a volte ci fa sentire “vivi” proprio grazie anche all’imprevedibilità.

Pertanto in occasione del mese dell’Amore, facciamo un bilancio di come ci relazioniamo con chi sta intorno a noi, e se sentiamo di agire manipolazioni o subirne, regaliamoci un atto d’amore: interrompiamole! Se non sappiamo come fare chiediamo aiuto a un professionista. La consapevolezza è il primo passo per amarci.

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