giovedì, Luglio 18, 2024

Fabrizio Plessi. Nero Oro

Nella Nuova Sant’Agnese è aperta, fino al 13 Ottobre, la monografica di Fabrizio Plessi: Nero Oro, a cura di Riccardo Caldura.

Con questa mostra la Fondazione Alberto Peruzzo rende la città di Padova un’appetibile tappa per gli amanti dell’arte contemporanea, che nel corso di questi mesi visiteranno la vicina Venezia per l’imperdibile appuntamento con la 60a Biennale d’Arte.

Una mostra site specific che si snoda lungo tutti gli spazi dell’ex chiesa, mettendo insieme inedite installazioni e oltre 100 disegni che trattano il tema dell’oro dalla prospettiva dell’artista.

Il percorso inizia dalla navata, dove un grande mosaico dialoga virtualmente con la storia dell’ex chiesa, per poi proseguire con i disegni nero e oro disposti nell’ex sacrestia, fino ad arrivare all’ipogeo,dove una colata d’oro sembra versarsi sui resti di un’antica strada romana.

L’insieme delle opere costituisce un importante approfondimento sull’arte di Fabrizio Plessi, che in questa mostra mette a disposizione del visitatore una ricchissima raccolta di disegni e ci permette di entrare idealmente nello studio dell’artista, seguendo le fasi della concezione delle sue opere, all’interno di ciò che lui definisce «la parte biologica e genetica del mio lavoro».

L’attività espositiva della Fondazione Alberto Peruzzo sta certamente dando nuova linfa vitale alla diffusione dell’arte contemporanea nella città di Padova, grazie alla realizzazione di mostre di alto livello e al supporto scientifico del professor Riccardo Caldura che, ancora una volta, ha dato vita a un progetto solido e ben ragionato.

Michael Biasi

Artista veneziano di adozione, Fabrizio Plessi ha alle spalle oltre sessant’anni di ricerca incessante, che si è costantemente incentrata sul rapporto tra passato e innovazione.

Temi principali del suo lavoro sono gli elementi dell’acqua e del fuoco, che diventano di volta in volta protagonisti assoluti delle sue videoinstallazioni e videosculture. 

Negli anni Settanta, Plessi è stato uno dei primi artisti italiani a fare uso del monitor come strumento principale per i suoi progetti. Le sue opere, esposte nei più importanti musei del mondo, rendono immediatamente riconoscibile il suo stile e il suo pensiero.

In questa mostra l’artista ci racconta il tema dell’oro, materiale che per la sua rarità, preziosità e luminosità è sempre stato il metallo più ambito, più desiderato.

La sostanza aurea richiama alla tradizione bizantina e a quella veneziana, già celebrata nell’importante mostra Plessi – L’età dell’oro, realizzata nel 2021 al Museo Correr di Venezia.

Nelle installazioni esposte alla Fondazione Peruzzo assistiamo a un processo alchemico, fatto di contrasti tra nero e oro, tra materia ed energia.

Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni
Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni

Il flusso digitale del mosaico che trasversalmente occupa la navata della Nuova Sant’Agnese fa da contraltare al centinaio di disegni disposti nell’ex sacrestia; si tratta di un’opera che mette in dialogo la realtà storica e quella contemporanea, attraverso la poetica del frammento e dell’ornamento. A rendere dinamico il mosaico è una vibrazione acquea che richiama il concetto di fluidità tra presente e passato, due dimensioni che si compenetrano l’una all’altra.

Il focus della mostra resta, tuttavia, la selezione dei disegni di Plessi, valorizzati ancor di più dall’allestimento che ci dà modo di osservarne da vicino ogni particolare, e soprattutto di leggere gli appunti e le indicazioni scritte dal maestro. 

Tutti i lavori dell’artista hanno origine da un foglio bianco, ed è da qui che prendono forma e si concretizzano le sue videoinstallazioni. È sorprendente leggere questi progetti dove sono accuratamente segnate istruzioni, misure, indicazioni cromatiche e modalità di “lettura” delle opere. Tutto rigorosamente in nero e oro.

Un raffinato parallelismo viene proposto dal curatore tra il progetto dell’opera Legàmi,realizzata da Plessi nel 1970 e Senza titolo di Jannis Kounellis del 1996: i due lavori dialogano sul terreno di confronto della verticalità, senza volersi paragonare tra di loro, ma soltanto proponendo una ricercata suggestione.

Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni
Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni

«Io cammino con un piede nella modernità e un altro nell’antichità. È un modo scorretto di camminare però mi permette di procedere su due tempi, ciò è molto importante». 

Fabrizio Plessi

L’artista

Fabrizio Plessi è considerato il pioniere della videoarte e delle videoinstallazioni in Italia.

Nasce nel 1940 a Reggio Emilia, dove frequenta il liceo artistico per poi proseguire la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, laureandosi nel 1962. Sin dai suoi esordi ha affrontato come tema centrale delle sue ricerche gli elementi dell’acqua e del fuoco. Il suo lavoro verte su diversi ambiti creativi, includendo installazioni, video, film, performance, scenografie e costumi per spettacoli. Docente di Umanizzazione delle Tecnologie per dieci anni e di Scenografie Elettroniche alla Kunsthochschule für Medien di Colonia,partecipa alle manifestazioni internazionali più importanti, come la Biennale Internazionale di Venezia, Documenta a Kassel (Germania) e l’Expo di Hannover del 2000. In questa occasione realizza una monumentale installazione alta 44 metri, dal titolo Mare Verticale

Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni
Fabrizio Plessi, Nero Oro, exhibi;on view, 2024, Fondazione Peruzzo Foto: ©Ugo Carmeni

Sono numerosissime le sue mostre personali di cui ricordiamo soltanto le più recenti: nel 2023 espone all’interno di Palazzo Reale a Milano, nella Sala delle Cariatidi, i suoi Mari Verticali. Nello stesso anno presenta le nuove creazioni Plessi Sposa Brixia nell’area archeologica del Capitolium e nel Museo di Santa Giulia a Brescia.

Fabrizio Plessi

Nero Oro

a cura di Riccardo Caldura

dal 6 Aprile al 13 Ottobre 2024

Padova – Fondazione Alberto Peruzzo

Marta Previti

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