giovedì, Febbraio 29, 2024

Esther Stocker. Uno scenario mentale

Dopo il recupero del complesso Sant’Agnese a Padova, la Fondazione Alberto Peruzzo sta conducendo, con estrema coerenza, un’operazione virtuosa per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea in città. La mostra in corso Esther Stocker. Uno scenario mentale conferma la linea intrapresa da questa istituzione, ormai polo culturale di interesse internazionale per la conoscenza dell’arte più attuale. In dialogo tra passato e presente, questo luogo conserva quell’atmosfera metafisica originaria, presentandosi al contempo come una tabula rasa, uno spazio a disposizione per progetti espositivi e incontri aperti al grande pubblico.

Esther Stocker. Uno scenario mentale, installation view. Fondazione Peruzzo, Padova. Foto Ugo Carmeni, 2023

L’allestimento della mostra dedicata all’artista altoatesina Esther Stocker ha “trasformato” gli spazi della navata centrale dell’ex-chiesa, dove sculture e tele rigorosamente in bianco e nero misurano e scandiscono il nostro passaggio introducendoci in un ambiente surreale. Come ha sottolineato il curatore nonché direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Riccardo Caldura, l’elemento che contraddistingue la ricerca di Stocker è la griglia, struttura cardine delle avanguardie di primo Novecento, come il Costruttivismo e il Neoplasticismo. Il talento di un artista credo risieda soprattutto nella capacità di guardare indietro, ai propri maestri, e saper poi costruire un linguaggio personale creativo; Esther Stocker compie proprio questa operazione, destrutturando quelle linee ortogonali e introducendo a quell’ordine precostituito una componente di disordine, di vero e proprio caos.  

Michael Biasi

Esther Stocker. Uno scenario mentale, installation view. Fondazione Peruzzo, Padova. Foto Ugo Carmeni, 2023

Varcata la soglia dell’ex-chiesa di Sant’Agnese, si apre davanti a noi l’universo visivo di Esther Stocker: immersi in un’atmosfera “altra”, dove lo spazio appare “non terrestre”, iniziamo a muoverci e a camminare lungo il percorso espositivo costellato di “corpi satellitari”. Spostando il nostro sguardo in direzione delle pareti che delimitano la navata, siamo poi attratti dalle galassie che si aprono su tele nere di grandi dimensioni che ricordano grandi finestre rivolte verso un cielo notturno sconfinato. Siamo dentro la mostra Esther Stocker. Uno scenario mentale, allestita presso la Fondazione Alberto Peruzzo e a cura di Riccardo Caldura. L’eleganza, la ratio e la profondità di quest’artista sono tutte racchiuse nelle sue opere che, in un primo momento, appaiono composte, inscritte entro regole matematiche e griglie geometriche ma che, in realtà, decostruiscono dall’interno quello stesso canone che dovrebbe organizzarle. Il mondo in bianco e nero di Esther Stocker ci catapulta nell’universo visivo delle avanguardie costruttiviste, con cui l’artista altoatesina instaura un dialogo costante e rispettoso, fatto di rimandi e suggestioni.

Esther Stocker. Uno scenario mentale, installation view. Fondazione Peruzzo, Padova. Foto Ugo Carmeni, 2023

Le opere misurano lo spazio, germinano da esso e lo reinterpretano. 

Le sculture, che potremmo definire vere e proprie installazioni immersive, sovvertono la percezione della realtà e ci invitano a esplorare lo spazio che ci circonda: disposte a pavimento o a parete, i volumi sono percorsi da griglie geometriche la cui rigidità è messa in discussione a causa di una sorta di processo di compressione, che accartoccia le superfici e ne deforma la regolarità. Il motivo ricorrente della griglia si presenta così sulle sculture secondo varianti determinate di volta in volta dal collasso irregolare delle strutture. Ed è proprio questa precaria solidità, questa illusoria robustezza a rendere le sculture di Stocker fragili, private della loro “materialità”.

Le tele a fondo nero, invece, propongono elementi strutturali che traducono in pittura i temi della razionalità e della percezione, attraverso la ripetizione di figure geometriche alterate nella loro regolarità in una sorta di “disordine programmato”. I nostri occhi, cercando istintivamente di trovare un criterio di ordinamento, tentano invano di immaginare un’estetica “controllata”; ma il dinamismo virtuale dei frammenti geometrici disposti sulla superficie ci sovrasta, provocando in noi un senso di vertigine di fronte a questa profondità cosmica.

Esther Stocker, Untitled, 2021, acrilico su cotone, 200 x 300 cm. Foto Markus Gradwohl

 «Nei miei dipinti, nelle mie sculture e installazioni cerco di descrivere l’ambiguità e l’incertezza del sistema. Utilizzo la precisione di un sistema per investigare il sistema stesso. Cerco di liberare e abbandonare i nostri modi di vedere e comprendere che sono associati alla riconoscibilità delle forme e che ci distinguono gli uni dagli altri, talvolta inconsciamente». 

Esther Stocker

Nata a Silandro (BZ) nel 1974, Esther Stocker si è formata tra l’Accademia di Belle Arti di Vienna, di Brera e l’Art Center College of Design di Pasadena (California). Riconosciuta a livello mondiale per i suoi lavori astratto-geometrici, ha esposto in prestigiose sedi museali, fondazioni e gallerie nazionali e internazionali. È presente in istituzioni come Changwon Sculpture Biennale (Corea del Sud), Museum Haus Konstruktiv (Zurigo), Museo Vasarely (Budapest), Museo Gegenstandsfreier Kunst (Otterndorf, Germania), LA BF15 (Lione), Triennale di Setouchi (Giappone), Kunsthalle di Bratislava, Ambasciata Italiana a Vienna, MACRO (Roma), Museum Ritter (Waldenbuch, Germania), Georg Kolbe Museum (Berlino), Künstlerhaus Hannover, CCNOA – Center for Contemporary Non-Objective Art (Bruxelles), Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig (Vienna), Sharjah Art Museum (Emirati Arabi). 

La personale di Esther Stocker dialoga con la seconda proposta espositiva allestita negli spazi della sacrestia, in cui è presente un importante nucleo di opere storiche provenienti dalla collezione della Fondazione Alberto Peruzzo, dal Museo civico d’Arte Contemporanea Umbro Apollonio di San Martino di Lupari, dalla raccolta Verifica 8+1 di Mestre e dalla collezione della famiglia Agostini.

Marta Previti

Esther Stocker. Uno scenario mentale

a cura di Riccardo Caldura11 Novembre 2023 – 3 Marzo 2024
Padova, Fondazione Alberto Peruzzo – Nuova Sant’Agnese

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