L’estate viene spesso immaginata come il tempo della leggerezza. Le giornate si allungano, i ritmi rallentano, le ferie si avvicinano e tutto sembra suggerire una parola sola: relax. Eppure, nella pratica clinica, molte donne raccontano qualcosa di molto diverso.
“Non riesco a staccare.”
“Mi sento stanca anche in vacanza.”
“Continuo a pensare a tutto.”
“Ho più fame nervosa proprio quando dovrei rilassarmi.”
Per molte donne il corpo si ferma, ma il sistema nervoso continua a correre.
Viviamo in una società in cui il ruolo femminile è ancora fortemente associato alla cura: cura dei figli, della casa, del partner, del lavoro, delle relazioni, dell’organizzazione familiare. Anche quando arriva l’estate, moltissime donne non smettono davvero di “funzionare”. Cambia lo scenario, ma non cambia lo stato interno di allerta.
Il carico mentale invisibile
Esiste una forma di stanchezza che non si vede. Non è soltanto fisica. È il cosiddetto carico mentale: quella continua attività interna fatta di pianificazione, controllo, responsabilità e attenzione costante verso gli altri.
Molte donne non si concedono mai un vero riposo psicologico. Anche durante una vacanza continuano inconsapevolmente a monitorare tutto: cosa manca, cosa bisogna organizzare, chi ha bisogno di aiuto, cosa c’è da ricordare.
Il risultato è che il cervello rimane in una modalità di iperattivazione continua. Il corpo può essere fermo, ma la mente resta in movimento costante.
Cosa succede nel cervello: la risposta allo stress
Dal punto di vista neurobiologico, questo stato corrisponde a una attivazione persistente dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA axis), il principale sistema di risposta allo stress.
Quando percepiamo richieste, responsabilità o pressione emotiva, l’ipotalamo attiva una cascata ormonale che porta alla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. In condizioni acute questo sistema è adattivo: aumenta l’energia, la vigilanza, la capacità di risposta.
Il problema nasce quando l’attivazione diventa cronica.
In questo caso:
- il sistema nervoso simpatico resta predominante (modalità “allerta”);
- il sistema parasimpatico fatica a riportare il corpo in uno stato di recupero;
- il cortisolo rimane elevato o instabile;
- il cervello interpreta il contesto come “mai sicuro abbastanza per fermarsi”.
Questo stato altera profondamente anche il funzionamento di altre aree cerebrali, in particolare quelle legate alla regolazione emotiva e al controllo degli impulsi.
Stress, fame e sistema di ricompensa
Uno degli effetti più interessanti riguarda il rapporto con il cibo.
Quando il sistema nervoso è sotto stress cronico, si attivano circuiti dopaminergici legati alla ricerca di gratificazione immediata. Il cervello, in sostanza, cerca micro-pause emotive attraverso stimoli rapidi e accessibili.
Il cibo, soprattutto quello ricco di zuccheri e carboidrati, è uno di questi stimoli.
Non si tratta di mancanza di volontà. È un meccanismo neurobiologico:
- il cortisolo aumenta la ricerca di energia rapida;
- la dopamina rinforza comportamenti gratificanti immediati;
- il cervello associa il cibo a una riduzione temporanea della tensione.
Per questo motivo molte donne, proprio nei momenti in cui dovrebbero rilassarsi, sperimentano fame improvvisa,voglia di snack continui,bisogno di “qualcosa di buono”,alimentazione più disordinata.
Non è fame fisiologica: è un meccanismo di regolazione emotiva.
Il corpo parla quando la mente non si ferma
Quando il sistema nervoso rimane a lungo in uno stato di attivazione, si perde progressivamente la capacità di riconoscere i segnali interni.
Interocezione e consapevolezza corporea si riducono, e diventa difficile distinguere la fame dallo stress, la stanchezza, la noia la mancanza di emozioni dal bisogno di cibo,noia e vuoto emotivo, il bisogno di riposo dalla ricerca di gratificazione.
Il corpo, però, continua a parlare attraverso segnali indiretti:
gonfiore, sonno disturbato, irritabilità, fame impulsiva, stanchezza persistente.
Il mito della donna sempre efficiente
Culturalmente molte donne sono state educate a essere funzionali, presenti, affidabili. Il riposo viene spesso vissuto con ambivalenza o senso di colpa.
Ma il sistema nervoso umano non è progettato per un’attivazione continua.
Quando il recupero non è sufficiente infatti aumenta la disregolazione emotiva, si altera il rapporto con il cibo, si riduce la qualità del sonno,si indebolisce la percezione dei bisogni corporei.
Stare bene non significa solo nutrirsi bene; vuol dire anche aver eil sistema nervoso in equilibrio.
Riposare davvero è una competenza
Riposare non significa semplicemente “non lavorare”. Significa permettere al sistema nervoso di passare dalla modalità di allerta alla modalità di sicurezza.
Questo implica il saper ridurre il controllo costante, saper aumentare la presenza mentale, saper rallentare i ritmi interni, recuperare la sensorialità del corpo ed il suo ascolto, dare maggiore attenzione ai segnali di fame e sazietà.
Il vero nutrimento non è solo ciò che mangiamo, ma anche lo stato interno in cui ci troviamo mentre viviamo.
Due piccoli esercizi per questa estate
Un esercizio quotidiano che puoi fare è il seguente: per una settimana prova a dedicarti ogni giorno uno spazio di cinque minuti completamente tuoi, senza telefono e senza richieste esterne. Rilassati e prova semplicemente a respirare, e ad ascoltare quello che emerge, pensieri, sensazioni, sogni, preoccupazioni, stati d’animo, ricordi, progetti…lascia semplicemente che tutto scorra liberamente, come acqua che sciacqua via le impurità. Poi torna alle tue attività e prova a sentire come stai. Potresti sentirti più calma e più leggera.
Un secondo esercizio che puoi fare invece ai pasti è il segunet: prima di uno dei pasti principali, fermati un momento prima di iniziare a mangiare e chiediti:
“Di cosa ho davvero bisogno in questo momento?”
“Ho vera fame? Ho bisogno di riposo? Ho bisogno di silenzio, o forse di leggerezza, o forse di emozioni positive?”
Imparare a riconoscere questa risposta è una forma profonda di regolazione emotiva e nutrizionale.
Impariamo davvero a rtrovare spazi di riposo per la nostra salute, e godiamoci un’ottima estate!
