Nella vita ci sono cose che cerchiamo e altre che ci vengono a cercare (pure se non ne avvertivamo la necessità). Queste ultime purtroppo ci cambiano dentro, e tante volte senza neppure accorgercene.
Sono situazioni che ci costringono a due soluzioni possibili: scappare, oppure fermarci determinati ad affrontarle.
Questa è l’eterna metafora della differenza che intercorre tra il vivere “comodi” nel pessimo e continuo compromesso, oppure faticare davvero, cullandosi nella serenità del BENE-ESSERE.
Questa pratica comportamentale è validissima se vogliamo costruire dei rapporti di vera amicizia, anche se la maggior parte delle volte, per interesse, comodità o solo comfort mentale, optiamo per rapporti di più banale conoscenza.
L’Amicizia questa sconosciuta.
Da bambini chiamavamo amici tutti quelli che incontravamo.
Da giovani il termine amici lo abbiamo utilizzato con tanti, ma non più con tutti.
Più invecchiamo maturando esperienza, e più abbiamo scelto di utilizzare impropriamente il termine amici nei confronti di coloro che sono semplicemente utili a un nostro tornaconto personale, mentre intimamente siamo consapevoli che la vera amicizia è in realtà altra cosa.
Spesso cavalchiamo l’illusione di coltivare al pari di vere amicizie, quelle che obiettivamente sono soltanto delle opportune conoscenze, quindi come tali, pronte a sciogliersi nei momenti di difficoltà, come fa la neve sotto a una forte pioggia. Una consapevolezza che ci avvolge quando comprendiamo che nei momenti difficili, soltanto un cuore davvero amico è capace di venirci incontro senza nemmeno bisogno di invocarlo.
L’Amicizia vera risulta rara e preziosa quanto quella di un Angelo. Certe volte questo Angelo ci è vicino da lungo tempo, altre volte ci appare all’improvviso.
Certe volte restiamo delusi perché non lo troviamo dove pensavamo di cercarlo, altre volte scopriamo con stupore che ci sta aspettando, laddove non lo avremmo mai cercato.
Gli Amici proprio al pari degli Angeli, vanno ricompensati utilizzando due valute: Gratitudine e Lealtà.
Non dovremmo mai dimenticare che Amico è una definizione che inizia con la A di Angelo, e conoscente inizia invece con la C di… “convenienza”. La convenienza è un contenitore all’interno del quale se ne possono trovare varie forme ed espressioni: può esserci una convenienza di tipo sentimentale o soltanto sessuale, una convenienza economica, una convenienza di miglioramento della propria immagine, una convenienza di carriera nel proprio lavoro, una convenienza di accrescimento politico, scolastico, eccetera.
La convenienza è il fango che sporca il concetto di vera amicizia, è l’humus che nutre l’ipocrisia, l’uso utilitaristico della persona al pari di un oggetto. I rapporti di convenienza (che nulla hanno a che vedere con quelli di amicizia vera), non potremo mai cancellarli nella vita, all’interno di una società come la nostra. Una realtà virtuale costruita proprio su apparenze e convenienze. Possiamo tuttavia sviluppare ottimi anticorpi per evitare di rassegnarci alle frequentazioni di convenienza, imparando a essere molto selettivi, più obiettivi ed esigenti nei confronti dell’unica persona che davvero meriterebbe il nostro rispetto: ovvero noi stessi.
Soltanto dopo questo percorso, potremmo finalmente inebriarci anche noi del piacere di comprendere che, nella vita abbiamo avuto la fortuna di conoscere qualche compagno di viaggio davvero meritevole della definizione più realistica di “AMICO”.
