Se diciamo inverno, ci vengono in mente le icone tipiche di questo periodo dell’anno, tra cui i cappotti, il freddo, la montagna, i cibi caldi, la neve, gli sci, i colori che lo caratterizzano, il bianco, il rosso, il grigio, dei cibi, degli ambienti, del paesaggio. Oggi navighiamo un po’ nella dimensione della montagna e della sua connessione con la natura, in particolare con dei frutti di montagna che vengono utilizzati anche in cucina, spesso trascurati ma invece così deliziosi e preziosi: le bacche.
Le bacche sono piccoli gioielli della natura, nascosti tra i pendii e nelle distese, tra il verde e tra le rocce. In botanica le bacche sono frutti tondeggianti carnosi di alberi o arbusti, costituite da tre strati (epicarpo, mesocarpo, endocarpo) e dai semi. Sono bacche ad esempio il mirtillo, il ribes, il peperone, il pepe, il dattero, l’uva, il lampone, il ginepro.
La storia
Le bacche di bosco e di montagna hanno svolto un ruolo importante nella nutrizione e nella medicina delle civiltà antiche. Venivano infatti utilizzate sia come fonte di cibo, sia per le loro proprietà medicinali; ad esempio i nativi americani utilizzavano il mirtillo per trattare varie condizioni, come il mal di stomaco.
La pratica di raccoglierle e utilizzarle risale a molto indietro nel tempo, quando l’umanità per il suo sostentamento dipendeva totalmente dalla natura.
Nel corso della storia molte comunità hanno poi iniziato a coltivare alcune varietà di bacche. La transizione dalla raccolta selvatica alla coltivazione organizzata, ha contribuito a rendere più stabile la disponibilità di questa risorsa: esse venivano consumate fresche nelle stagioni di raccolta, essiccate e conservate per l’utilizzo nei mesi più freddi, quando ne diminuiva la reperibilità.
Nell’Europa medievale, le bacche di bosco venivano impiegate per preparare marmellate, piatti e conserve. Nell’epoca contemporanea le bacche sono ancora un frutto molto apprezzato in cucina, sia per il sapore interessante e gustoso, sia per le proprietà nutritive benefiche. Il loro impiego avviene per pietanze salate e per preparazioni dolci: possono essere mangiate come frutta fresca, sotto forma di marmellata, come ingredienti di torte, gelati, e frullati.
Le bacche di montagna
Nelle nostre Alpi e Appennini, vallate e boschi, le bacche sono un elemento caratteristico; esse non rappresentano solo ingredienti culinari che danno un tocco speciale ai piatti, sono anche custodi di tradizioni e sapori autentici.
Ecco alcune bacche tipiche della montagna:
Mirtilli alpini
Sono ricchi di antiossidanti e di vitamina C. Possono essere consumati freschi, oppure utilizzati in dolci, marmellate, succhi, salse per accompagnare carni rosse o selvaggina, in quanto la loro acidità bilancia bene i sapori intensi.
More selvatiche
Possono essere consumate fresche o utilizzate in conserve, gelati, torte e creme. Accompagnano bene dessert e formaggi.
Lamponi di montagna
Crescono spontaneamente in molte zone. Sono ideali per macedonie, per decorare torte, nel gelato, o per condire insalate.
Ribes
Ricco di vitamina C, si presta bene alla preparazione di succhi, gelatine e marmellate, oppure come salsa per accompagnare carni e formaggi.
Aronia nera o bacca nera
È coltivata in alcune zone montane. Molto ricca di antociani, viene utilizzata nella preparazione di succhi, marmellate e integratori. Essiccata, è ottima in aggiunta a cereali e yogurt.
Le bacche da bere sugli sci
Le bacche sono ingredienti meravigliosi per preparare cocktail, succhi, tè freddi, e bevande analcoliche. Tra queste ultime, protagonista per chi fa sport sulla neve è lo skiwasser, bevanda che richiama emozioni di montagna, aria tersa, manti candidi e sole.
Lo skiwasser ha origine negli anni ’60, nelle nostre Alpi centro-orientali, quando gli abitanti del posto, avventurandosi sulle piste da sci nelle fredde e vigorose giornate invernali, cercavano un modo per dissetarsi e rivitalizzarsi.
Desiderosi di bere qualcosa che non solo li dissetasse, ma che fosse anche in armonia con l’ambiente circostante, iniziarono a mescolare l’acqua di sorgente con erbe aromatiche locali e frutti di bosco. Questo esperimento diede vita all’attuale bevande skiwasser (che in tedesco letteralmente significa “acqua dello sci”, “acqua dello sciatore”).
Lo Skiwasser divenne presto una tradizione; gli sciatori lo portavano con sé all’interno di borracce per ristorarsi durante le discese. Con il tempo questa bevanda divenne popolare tra gli appassionati degli sport invernali, ed è giunta fino a noi; tutt’oggi viene largamente consumata in montagna, nei rifugi e nei vari punti di ristoro.
La ricetta originale includeva: acqua di montagna, pura e ricca di minerali; erbe aromatiche come menta e melissa, che conferivano un aroma rinfrescante; e frutti di bosco come lamponi e fragole, che conferivano la nota dolce e fruttata tipica dello skiwasser.
La ricetta odierna prevede alcune varianti. Può essere preparato caldo o freddo, alcolico o analcolico. Gustiamocelo già pronto sulle piste da sci, oppure prepariamolo a casa con la ricetta che segue, facilissima e veloce, godendo ogni sorso di questo elisir alpino che trasporta in un viaggio sensoriale nella bellezza delle montagne innevate.
La ricetta di oggi: lo skiwasser analcolico
Ingredienti
20 g di succo di limone
20 g di succo di lampone
20 cl di acqua o seltz (acqua gassata artificialmente in sifoni di vetro o di metallo)
Procedimento
Mescolare gli ingredienti, e servire in un bicchiere ampio e alto. A piacere decorare con cannuccia e qualche lampone. Ideale in compagnia!
Buon Benessere a tutti
Se diciamo inverno, ci vengono in mente le icone tipiche di questo periodo dell’anno, tra cui i cappotti, il freddo, la montagna, i cibi caldi, la neve, gli sci, i colori che lo caratterizzano, il bianco, il rosso, il grigio, dei cibi, degli ambienti, del paesaggio. Oggi navighiamo un po’ nella dimensione della montagna e della sua connessione con la natura, in particolare con dei frutti di montagna che vengono utilizzati anche in cucina, spesso trascurati ma invece così deliziosi e preziosi: le bacche.
Le bacche sono piccoli gioielli della natura, nascosti tra i pendii e nelle distese, tra il verde e tra le rocce. In botanica le bacche sono frutti tondeggianti carnosi di alberi o arbusti, costituite da tre strati (epicarpo, mesocarpo, endocarpo) e dai semi. Sono bacche ad esempio il mirtillo, il ribes, il peperone, il pepe, il dattero, l’uva, il lampone, il ginepro.
La storia
Le bacche di bosco e di montagna hanno svolto un ruolo importante nella nutrizione e nella medicina delle civiltà antiche. Venivano infatti utilizzate sia come fonte di cibo, sia per le loro proprietà medicinali; ad esempio i nativi americani utilizzavano il mirtillo per trattare varie condizioni, come il mal di stomaco.
La pratica di raccoglierle e utilizzarle risale a molto indietro nel tempo, quando l’umanità per il suo sostentamento dipendeva totalmente dalla natura.
Nel corso della storia molte comunità hanno poi iniziato a coltivare alcune varietà di bacche. La transizione dalla raccolta selvatica alla coltivazione organizzata, ha contribuito a rendere più stabile la disponibilità di questa risorsa: esse venivano consumate fresche nelle stagioni di raccolta, essiccate e conservate per l’utilizzo nei mesi più freddi, quando ne diminuiva la reperibilità.
Nell’Europa medievale, le bacche di bosco venivano impiegate per preparare marmellate, piatti e conserve. Nell’epoca contemporanea le bacche sono ancora un frutto molto apprezzato in cucina, sia per il sapore interessante e gustoso, sia per le proprietà nutritive benefiche. Il loro impiego avviene per pietanze salate e per preparazioni dolci: possono essere mangiate come frutta fresca, sotto forma di marmellata, come ingredienti di torte, gelati, e frullati.
Le bacche di montagna
Nelle nostre Alpi e Appennini, vallate e boschi, le bacche sono un elemento caratteristico; esse non rappresentano solo ingredienti culinari che danno un tocco speciale ai piatti, sono anche custodi di tradizioni e sapori autentici.
Ecco alcune bacche tipiche della montagna:
Mirtilli alpini
Sono ricchi di antiossidanti e di vitamina C. Possono essere consumati freschi, oppure utilizzati in dolci, marmellate, succhi, salse per accompagnare carni rosse o selvaggina, in quanto la loro acidità bilancia bene i sapori intensi.
More selvatiche
Possono essere consumate fresche o utilizzate in conserve, gelati, torte e creme. Accompagnano bene dessert e formaggi.

Lamponi di montagna
Crescono spontaneamente in molte zone. Sono ideali per macedonie, per decorare torte, nel gelato, o per condire insalate.
Ribes
Ricco di vitamina C, si presta bene alla preparazione di succhi, gelatine e marmellate, oppure come salsa per accompagnare carni e formaggi.
Aronia nera o bacca nera
È coltivata in alcune zone montane. Molto ricca di antociani, viene utilizzata nella preparazione di succhi, marmellate e integratori. Essiccata, è ottima in aggiunta a cereali e yogurt.
Le bacche da bere sugli sci
Le bacche sono ingredienti meravigliosi per preparare cocktail, succhi, tè freddi, e bevande analcoliche. Tra queste ultime, protagonista per chi fa sport sulla neve è lo skiwasser, bevanda che richiama emozioni di montagna, aria tersa, manti candidi e sole.
Lo skiwasser ha origine negli anni ’60, nelle nostre Alpi centro-orientali, quando gli abitanti del posto, avventurandosi sulle piste da sci nelle fredde e vigorose giornate invernali, cercavano un modo per dissetarsi e rivitalizzarsi.
Desiderosi di bere qualcosa che non solo li dissetasse, ma che fosse anche in armonia con l’ambiente circostante, iniziarono a mescolare l’acqua di sorgente con erbe aromatiche locali e frutti di bosco. Questo esperimento diede vita all’attuale bevande skiwasser (che in tedesco letteralmente significa “acqua dello sci”, “acqua dello sciatore”).
Lo Skiwasser divenne presto una tradizione; gli sciatori lo portavano con sé all’interno di borracce per ristorarsi durante le discese. Con il tempo questa bevanda divenne popolare tra gli appassionati degli sport invernali, ed è giunta fino a noi; tutt’oggi viene largamente consumata in montagna, nei rifugi e nei vari punti di ristoro.
La ricetta originale includeva: acqua di montagna, pura e ricca di minerali; erbe aromatiche come menta e melissa, che conferivano un aroma rinfrescante; e frutti di bosco come lamponi e fragole, che conferivano la nota dolce e fruttata tipica dello skiwasser.
La ricetta odierna prevede alcune varianti. Può essere preparato caldo o freddo, alcolico o analcolico. Gustiamocelo già pronto sulle piste da sci, oppure prepariamolo a casa con la ricetta che segue, facilissima e veloce, godendo ogni sorso di questo elisir alpino che trasporta in un viaggio sensoriale nella bellezza delle montagne innevate.
La ricetta di oggi: lo skiwasser analcolico

Ingredienti
20 g di succo di limone
20 g di succo di lampone
20 cl di acqua o seltz (acqua gassata artificialmente in sifoni di vetro o di metallo)
Procedimento
Mescolare gli ingredienti, e servire in un bicchiere ampio e alto. A piacere decorare con cannuccia e qualche lampone. Ideale in compagnia!
Buon Benessere a tutti
