giovedì, Febbraio 29, 2024

Emozioni di bacche, montagna, natura e sport

Se diciamo inverno, ci vengono in mente le icone tipiche di questo periodo dell’anno, tra cui i cappotti, il freddo, la montagna, i cibi caldi, la neve, gli sci, i colori che lo caratterizzano, il bianco, il rosso, il grigio, dei cibi, degli ambienti, del paesaggio. Oggi navighiamo un po’ nella dimensione della montagna e della sua connessione con la natura, in particolare con dei frutti di montagna che vengono utilizzati anche in cucina, spesso trascurati ma invece così deliziosi e preziosi: le bacche.

Le bacche sono piccoli gioielli della natura, nascosti tra i pendii e nelle distese, tra il verde e tra le rocce. In botanica le bacche sono frutti tondeggianti carnosi di alberi o arbusti, costituite da tre strati (epicarpo, mesocarpo, endocarpo) e dai semi. Sono bacche ad esempio il mirtillo, il ribes, il peperone, il pepe, il dattero, l’uva, il lampone, il ginepro.

La storia

Le bacche di bosco e di montagna hanno svolto un ruolo importante nella nutrizione e nella medicina delle civiltà antiche. Venivano infatti utilizzate sia come fonte di cibo, sia per le loro proprietà medicinali; ad esempio i nativi americani utilizzavano il mirtillo per trattare varie condizioni, come il mal di stomaco.

La pratica di raccoglierle e utilizzarle risale a molto indietro nel tempo, quando l’umanità per il suo sostentamento dipendeva totalmente dalla natura.

Nel corso della storia molte comunità hanno poi iniziato a coltivare alcune varietà di bacche. La transizione dalla raccolta selvatica alla coltivazione organizzata, ha contribuito a rendere più stabile la disponibilità di questa risorsa: esse venivano consumate fresche nelle stagioni di raccolta, essiccate e conservate per l’utilizzo nei mesi più freddi, quando ne diminuiva la reperibilità.

Nell’Europa medievale, le bacche di bosco venivano impiegate per preparare marmellate, piatti e conserve. Nell’epoca contemporanea le bacche sono ancora un frutto molto apprezzato in cucina, sia per il sapore interessante e gustoso, sia per le proprietà nutritive benefiche. Il loro impiego avviene per pietanze salate e per preparazioni dolci: possono essere mangiate come frutta fresca, sotto forma di marmellata, come ingredienti di torte, gelati, e frullati.

Le bacche di montagna

Nelle nostre Alpi e Appennini, vallate e boschi, le bacche sono un elemento caratteristico; esse non rappresentano solo ingredienti culinari che danno un tocco speciale ai piatti, sono anche custodi di tradizioni e sapori autentici.

Ecco alcune bacche tipiche della montagna:

Mirtilli alpini

Sono ricchi di antiossidanti e di vitamina C. Possono essere consumati freschi, oppure utilizzati in dolci, marmellate, succhi, salse per accompagnare carni rosse o selvaggina, in quanto la loro acidità bilancia bene i sapori intensi.

More selvatiche

Possono essere consumate fresche o utilizzate in conserve, gelati, torte e creme. Accompagnano bene dessert e formaggi.

Lamponi di montagna

Crescono spontaneamente in molte zone. Sono ideali per macedonie, per decorare torte, nel gelato, o per condire insalate.

Ribes

Ricco di vitamina C, si presta bene alla preparazione di succhi, gelatine e marmellate, oppure come salsa per accompagnare carni e formaggi.

Aronia nera o bacca nera

È coltivata in alcune zone montane. Molto ricca di antociani, viene utilizzata nella preparazione di succhi, marmellate e integratori. Essiccata, è ottima in aggiunta a cereali e yogurt.

Le bacche da bere sugli sci

Le bacche sono ingredienti meravigliosi per preparare cocktail, succhi, tè freddi, e bevande analcoliche. Tra queste ultime, protagonista per chi fa sport sulla neve è lo skiwasser, bevanda che richiama emozioni di montagna, aria tersa, manti candidi e sole.

Lo skiwasser ha origine negli anni ’60, nelle nostre Alpi centro-orientali, quando gli abitanti del posto, avventurandosi sulle piste da sci nelle fredde e vigorose giornate invernali, cercavano un modo per dissetarsi e rivitalizzarsi.

Desiderosi di bere qualcosa che non solo li dissetasse, ma che fosse anche in armonia con l’ambiente circostante, iniziarono a mescolare l’acqua di sorgente con erbe aromatiche locali e frutti di bosco. Questo esperimento diede vita all’attuale bevande skiwasser (che in tedesco letteralmente significa “acqua dello sci”, “acqua dello sciatore”).

Lo Skiwasser divenne presto una tradizione; gli sciatori lo portavano con sé all’interno di borracce per ristorarsi durante le discese. Con il tempo questa bevanda divenne popolare tra gli appassionati degli sport invernali, ed è giunta fino a noi; tutt’oggi viene largamente consumata in montagna, nei rifugi e nei vari punti di ristoro. 

La ricetta originale includeva: acqua di montagna, pura e ricca di minerali; erbe aromatiche come menta e melissa, che conferivano un aroma rinfrescante; e frutti di bosco come lamponi e fragole, che conferivano la nota dolce e fruttata tipica dello skiwasser.

La ricetta odierna prevede alcune varianti. Può essere preparato caldo o freddo, alcolico o analcolico. Gustiamocelo già pronto sulle piste da sci, oppure prepariamolo a casa con la ricetta che segue, facilissima e veloce, godendo ogni sorso di questo elisir alpino che trasporta in un viaggio sensoriale nella bellezza delle montagne innevate.

La ricetta di oggi: lo skiwasser analcolico

Ingredienti

20 g di succo di limone

20 g di succo di lampone

20 cl di acqua o seltz (acqua gassata artificialmente in sifoni di vetro o di metallo)

Procedimento

Mescolare gli ingredienti, e servire in un bicchiere ampio e alto. A piacere decorare con cannuccia e qualche lampone. Ideale in compagnia!

Buon Benessere a tutti

Se diciamo inverno, ci vengono in mente le icone tipiche di questo periodo dell’anno, tra cui i cappotti, il freddo, la montagna, i cibi caldi, la neve, gli sci, i colori che lo caratterizzano, il bianco, il rosso, il grigio, dei cibi, degli ambienti, del paesaggio. Oggi navighiamo un po’ nella dimensione della montagna e della sua connessione con la natura, in particolare con dei frutti di montagna che vengono utilizzati anche in cucina, spesso trascurati ma invece così deliziosi e preziosi: le bacche.

Le bacche sono piccoli gioielli della natura, nascosti tra i pendii e nelle distese, tra il verde e tra le rocce. In botanica le bacche sono frutti tondeggianti carnosi di alberi o arbusti, costituite da tre strati (epicarpo, mesocarpo, endocarpo) e dai semi. Sono bacche ad esempio il mirtillo, il ribes, il peperone, il pepe, il dattero, l’uva, il lampone, il ginepro.

La storia

Le bacche di bosco e di montagna hanno svolto un ruolo importante nella nutrizione e nella medicina delle civiltà antiche. Venivano infatti utilizzate sia come fonte di cibo, sia per le loro proprietà medicinali; ad esempio i nativi americani utilizzavano il mirtillo per trattare varie condizioni, come il mal di stomaco.

La pratica di raccoglierle e utilizzarle risale a molto indietro nel tempo, quando l’umanità per il suo sostentamento dipendeva totalmente dalla natura.

Nel corso della storia molte comunità hanno poi iniziato a coltivare alcune varietà di bacche. La transizione dalla raccolta selvatica alla coltivazione organizzata, ha contribuito a rendere più stabile la disponibilità di questa risorsa: esse venivano consumate fresche nelle stagioni di raccolta, essiccate e conservate per l’utilizzo nei mesi più freddi, quando ne diminuiva la reperibilità.

Nell’Europa medievale, le bacche di bosco venivano impiegate per preparare marmellate, piatti e conserve. Nell’epoca contemporanea le bacche sono ancora un frutto molto apprezzato in cucina, sia per il sapore interessante e gustoso, sia per le proprietà nutritive benefiche. Il loro impiego avviene per pietanze salate e per preparazioni dolci: possono essere mangiate come frutta fresca, sotto forma di marmellata, come ingredienti di torte, gelati, e frullati.

Le bacche di montagna

Nelle nostre Alpi e Appennini, vallate e boschi, le bacche sono un elemento caratteristico; esse non rappresentano solo ingredienti culinari che danno un tocco speciale ai piatti, sono anche custodi di tradizioni e sapori autentici.

Ecco alcune bacche tipiche della montagna:

Mirtilli alpini

Sono ricchi di antiossidanti e di vitamina C. Possono essere consumati freschi, oppure utilizzati in dolci, marmellate, succhi, salse per accompagnare carni rosse o selvaggina, in quanto la loro acidità bilancia bene i sapori intensi.

More selvatiche

Possono essere consumate fresche o utilizzate in conserve, gelati, torte e creme. Accompagnano bene dessert e formaggi.

Lamponi di montagna

Crescono spontaneamente in molte zone. Sono ideali per macedonie, per decorare torte, nel gelato, o per condire insalate.

Ribes

Ricco di vitamina C, si presta bene alla preparazione di succhi, gelatine e marmellate, oppure come salsa per accompagnare carni e formaggi.

Aronia nera o bacca nera

È coltivata in alcune zone montane. Molto ricca di antociani, viene utilizzata nella preparazione di succhi, marmellate e integratori. Essiccata, è ottima in aggiunta a cereali e yogurt.

Le bacche da bere sugli sci

Le bacche sono ingredienti meravigliosi per preparare cocktail, succhi, tè freddi, e bevande analcoliche. Tra queste ultime, protagonista per chi fa sport sulla neve è lo skiwasser, bevanda che richiama emozioni di montagna, aria tersa, manti candidi e sole.

Lo skiwasser ha origine negli anni ’60, nelle nostre Alpi centro-orientali, quando gli abitanti del posto, avventurandosi sulle piste da sci nelle fredde e vigorose giornate invernali, cercavano un modo per dissetarsi e rivitalizzarsi.

Desiderosi di bere qualcosa che non solo li dissetasse, ma che fosse anche in armonia con l’ambiente circostante, iniziarono a mescolare l’acqua di sorgente con erbe aromatiche locali e frutti di bosco. Questo esperimento diede vita all’attuale bevande skiwasser (che in tedesco letteralmente significa “acqua dello sci”, “acqua dello sciatore”).

Lo Skiwasser divenne presto una tradizione; gli sciatori lo portavano con sé all’interno di borracce per ristorarsi durante le discese. Con il tempo questa bevanda divenne popolare tra gli appassionati degli sport invernali, ed è giunta fino a noi; tutt’oggi viene largamente consumata in montagna, nei rifugi e nei vari punti di ristoro. 

La ricetta originale includeva: acqua di montagna, pura e ricca di minerali; erbe aromatiche come menta e melissa, che conferivano un aroma rinfrescante; e frutti di bosco come lamponi e fragole, che conferivano la nota dolce e fruttata tipica dello skiwasser.

La ricetta odierna prevede alcune varianti. Può essere preparato caldo o freddo, alcolico o analcolico. Gustiamocelo già pronto sulle piste da sci, oppure prepariamolo a casa con la ricetta che segue, facilissima e veloce, godendo ogni sorso di questo elisir alpino che trasporta in un viaggio sensoriale nella bellezza delle montagne innevate.

La ricetta di oggi: lo skiwasser analcolico

Ingredienti

20 g di succo di limone

20 g di succo di lampone

20 cl di acqua o seltz (acqua gassata artificialmente in sifoni di vetro o di metallo)

Procedimento

Mescolare gli ingredienti, e servire in un bicchiere ampio e alto. A piacere decorare con cannuccia e qualche lampone. Ideale in compagnia!

Buon Benessere a tutti

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