Ci sono persone che sembrano abitare il tempo con una grazia tutta loro, un misto di passi veloci e soste riflessive. Eleonora è così: un’energia che non alza mai la voce, ma che senti vibrare in ogni scelta. In lei convivono la curiosità intatta di chi vuole ancora scoprire il mondo e la solidità di chi ha imparato a navigarne le correnti. Non è solo questione di bellezza, ma di quella luce autentica che brilla quando la mente e il cuore viaggiano insieme.
Ciao Eleonora e grazie per questa intervista.
Cominciamo dal 2002, l’anno che ha cambiato tutto. Guardando quella corona di Miss Italia, cosa direbbe quell’Eleonora a quella di oggi?
Quella ragazza, probabilmente, le direbbe di vivere con grinta e curiosità, senza lasciare che i momenti più difficili spengano il desiderio di andare avanti. Le direbbe di non scoraggiarsi davanti agli ostacoli, perché spesso sono proprio le difficoltà a insegnare qualcosa di importante su di sé.
Le ricorderebbe quanto sia fondamentale cercare sempre qualcosa che alimenti la creatività, che tenga la mente viva, in movimento, aperta al cambiamento e alle emozioni. Perché, quando si smette di essere curiosi, si smette anche un po’ di crescere.
E soprattutto le direbbe di non aver paura di sbagliare. Gli errori non sono fallimenti, ma passaggi necessari. Sono esperienze che aiutano a capire, a maturare, a vedere le cose da prospettive diverse. Ogni errore lascia un insegnamento, anche quando fa male, e spesso è proprio da lì che nasce una versione più consapevole e forte di sé stessi.
Le direbbe di concedersi il diritto di provare, di cambiare idea, di cadere e rialzarsi, perché vivere davvero significa anche questo, continuare a cercare, imparare e reinventarsi senza perdere la voglia di sentire, creare, scoprire.
… E oggi cosa è rimasto di quella ragazza nel modo di affrontare la vita?
Di quella ragazza è rimasta la voglia di conoscere, di viaggiare, di divertirsi. È rimasta la curiosità di scoprire il mondo, di lasciarsi sorprendere dalle persone, dai luoghi e dalle emozioni nuove.
È rimasta quella leggerezza capace di trasformare anche i momenti più semplici in ricordi importanti, insieme al desiderio di vivere ogni esperienza con entusiasmo e autenticità.
Di quella ragazza è rimasta soprattutto la capacità di guardare avanti, di cercare sempre qualcosa che faccia battere il cuore e sentire viva la mente. Perché, nonostante il tempo, le difficoltà e i cambiamenti, certe parti di noi non smettono mai davvero di esistere: crescono, maturano, ma continuano a guidarci.
Hai esplorato il mondo dello spettacolo come presentatrice e attrice, dimostrando una grande versatilità. In un panorama mediatico così fluido e mutevole, come senti sia cambiato il modo di raccontare e di presentare oggi?
Non giudico, perché credo che il modo di presentare e di fare televisione oggi si stia semplicemente adeguando al momento storico e ai cambiamenti che abbiamo vissuto negli ultimi anni. La comunicazione evolve insieme alla società, ai linguaggi e alle nuove generazioni, ed è naturale che anche la televisione abbia seguito questa trasformazione.
Allo stesso tempo, però, credo che andrebbero rivisti alcuni contenuti. Spesso si dà più spazio all’impatto immediato che alla profondità, privilegiando ciò che fa discutere rispetto a ciò che lascia davvero qualcosa. Penso invece che la televisione abbia ancora una grande responsabilità culturale e sociale, e proprio per questo dovrebbe cercare un equilibrio tra intrattenimento e qualità, senza perdere il senso dell’autentico e il valore nei messaggi che trasmette.

Ti abbiamo vista spaziare con successo tra ambiti diversi, dalla cucina allo sport. Qual è il fil rouge che lega tutte queste passioni e cosa ti spinge a metterti sempre in gioco in sfide nuove?
Fin da piccola, una delle mie caratteristiche è sempre stata quella di non stare mai ferma, di essere in continuo movimento, con la testa e con il corpo. Ho sempre avuto bisogno di fare, scoprire, inventare qualcosa di nuovo, quasi come se la curiosità e l’energia facessero parte del mio modo di essere.
Ed è proprio da qui che nasce la mia passione per lo sport: dal bisogno di sentirmi libera, attiva, viva. Lo sport per me non è mai stato solo movimento fisico, ma un modo per liberare la mente, superare i limiti e ritrovare equilibrio.
Allo stesso tempo, questa mia natura mi porta continuamente a cercare nuovi stimoli, nuove idee, nuovi progetti. Ho sempre avuto la tendenza a reinventarmi, a creare, a non accontentarmi mai della staticità, perché sento il bisogno di crescere e di mettere energia in tutto ciò che faccio.
Recentemente ti sei misurata anche con la scrittura, nel libro L’ho fatto per te. Che tipo di libertà ti ha regalato la pagina bianca rispetto alla telecamera e al set cinematografico?
Più che una semplice struttura narrativa, il libro ha rappresentato per me un vero e proprio percorso psicologico. Trattandosi della mia autobiografia, ho dovuto ripercorrere tutti i passi della mia vita: dalla mia infanzia fino a oggi, attraversando ricordi, emozioni e soprattutto quei momenti difficili che mi hanno segnata nel profondo.
Scrivere mi ha portata a fermarmi davanti a esperienze che, per molto tempo, avevo forse cercato di mettere da parte o di guardare a distanza. Invece, pagina dopo pagina, ho imparato a rileggerle con maggiore consapevolezza, comprendendo quanto ogni esperienza — anche la più dolorosa — abbia contribuito a rendermi la persona che sono oggi.
È stato un viaggio intenso, a tratti complicato, ma anche liberatorio, perché mi ha dato la possibilità di trasformare fragilità, cambiamenti e ferite in parole, dando un significato più profondo al mio percorso di vita.

Spesso ti descrivono come una donna solare e determinata. Se dovessi scegliere un pregio di cui vai fiera e un difetto con cui hai imparato a convivere, quali sarebbero?
Il pregio di cui vado più fiera è sicuramente la grinta, quella forza che mi spinge ad andare avanti anche nei momenti più difficili senza perdere la voglia di credere in ciò che faccio.
Ma soprattutto sono fiera della mia capacità di trasmettere positività agli altri, di cercare sempre un modo per incoraggiare, sostenere e regalare un sorriso a chi mi sta accanto. Credo che l’energia che doniamo agli altri abbia un valore enorme, e sapere di poter lasciare qualcosa di bello nelle persone è una delle cose che sento più mie.
Il mio difetto, forse, è che penso troppo. Anche se in certi momenti può diventare quasi un pregio, perché mi porta ad analizzare tutto in profondità e a dare valore ai dettagli più piccoli.
La verità è che la mia mente non si ferma mai: continua a viaggiare tra pensieri, domande, idee ed emozioni, persino quando dovrebbe semplicemente rallentare. A volte questo mi rende più sensibile e consapevole, altre invece mi porta a complicare situazioni che forse avrebbero bisogno solo di essere vissute con leggerezza.
Però è questo continuo movimento interiore che mi spinge a capire, a crescere e a non smettere mai di cercare qualcosa che mi faccia sentire viva.
Al di là dei riflettori, quali sono le passioni “silenziose” di Eleonora, quelle che coltivi lontano dagli schermi e che ti servono per ricaricare le energie?
Amo godermi il tempo con i miei figli: è lì che ritrovo la mia parte più autentica. Mi piace nutrirmi di quell’amore profondo, sincero e puro che solo il legame con i propri figli sa dare.
Sono momenti fatti di semplicità, presenza ed emozioni vere, capaci di riportarmi all’essenziale anche nelle giornate più complicate. Con loro riscopro ogni volta la bellezza delle piccole cose e il valore del tempo condiviso. Certi abbracci, sorrisi e emozioni riescono a riempire il cuore più di qualsiasi altra cosa.

In un mondo che corre velocissimo, come riesci a bilanciare l’esigenza di essere una professionista multitasking con il bisogno di ritagliarti dei momenti di autentico “respiro”?
Cerco di trovare un equilibrio tra la mia vita familiare, quella professionale e quella personale, perché credo profondamente che l’equilibrio sia la base del benessere. Per me significa riuscire a dedicare il giusto spazio al lavoro, alle passioni, ma soprattutto agli affetti e a ciò che mi fa stare bene davvero.
Per questo faccio molta attenzione ai miei bisogni, cercando di ascoltarmi e di capire quando devo fermarmi, respirare o ritrovare energia. Ma questa attenzione inevitabilmente si riflette anche sui miei figli e sulla mia famiglia: il loro benessere è strettamente legato al mio.
Credo che una famiglia cresca davvero bene quando c’è armonia, presenza e ascolto reciproco. Non è sempre semplice mantenere tutto in equilibrio, ma è un impegno quotidiano che porto avanti con amore, consapevole che la serenità si costruisce proprio nelle piccole attenzioni di ogni giorno.
Sappiamo che sei una donna in continuo movimento: puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?
C’è un progetto che sto seguendo da più di due anni e al quale tengo tantissimo. Per ora preferisco non svelarlo, ma posso dire che ci sto mettendo impegno, tempo, energia e una parte molto profonda di me stessa. Ci lavoro con dedizione, passo dopo passo, lasciando che cresca in modo naturale insieme a me.
Non so ancora esattamente dove mi porterà, ma credo che alcune cose abbiano bisogno del loro tempo per prendere davvero forma. E forse il bello sta proprio in questo: nel percorso, nelle evoluzioni, nelle sfide e nelle emozioni che accompagnano la costruzione di qualcosa in cui si crede davvero.
Per ora continuo a lavorarci con passione e curiosità, cercando di dare il massimo e di rimanere fedele a ciò che sento, poi sarà il tempo a raccontarmi dove tutto questo mi condurrà.
