Titolare di Illumyna Parrucchieri
«In questo lavoro entri nelle emozioni delle persone, impari a conoscerle, e ti accorgi che a volte basta un niente per cambiare la loro giornata».
Benvenuta Elena, iniziamo con un po’ di storia. Ogni mestiere racconta qualcosa della persona: com’è iniziato il tuo viaggio nel mondo dell’hair styling?
Fin da giovanissima mi ha attirato il mondo dell’arte e della creatività. Mi piaceva creare, dipingere, ma è verso i 14 anni, affascinata dalla moda, che ho iniziato a sperimentare i primi look di acconciatura con le amiche e i familiari. Era più di un semplice gioco.
Mi sono così trovata alla fine delle medie a scegliere tra Liceo Artistico e Accademia Parrucchieri. Ho scelto la seconda come puoi immaginare [NdR ~ sorride]. Facevo scuola e lavoravo come praticante in un salone, in cui poi sono rimasta quasi sette anni.
Col tempo mi appassionavo sempre più, andavo alla ricerca di nuovi look, tagli e acconciature, ma soprattutto ero affascinata dal colore, quella che possiamo definire la “parte chimica” di questo mestiere. Tanto affascinata da specializzarmi in Colorimetria in un’Accademia di Bologna.
Qual è l’aspetto più delicato del colore?
La decolorazione. Fare un semplice castano non presenta grandi difficoltà, mentre nella decolorazione si toccano tanti aspetti delicati che devi studiare, altrimenti rischi di danneggiare i capelli, anche in modo importante.
Appena aperto il negozio, otto anni fa, erano di moda i bianchi ghiaccio, l’argento, i grigi metallizzati, colori che richiedono una decolorazione perfetta prima di ritonalizzare. Lì serve una precisione assoluta che devi amare.
Gli stili, nel modo di essere e apparire, sono in continua evoluzione: come si può essere alla moda mantenendo la propria identità?
Bisogna cavalcare la moda, però anche personalizzarla. Si può prendere ispirazione per stare “nel momento”, ma bisogna seguire l’armocromia (incarnato, occhi, capelli) e la morfologia del viso, perché poi sono questi a valorizzare la bellezza. Il colore incide tantissimo. Ora c’è una grande richiesta per la palette dei biondi, e va molto il foilyage, che crea un riflesso naturale. In entrambi i casi il colore è usato per seguire con armonia le caratteristiche individuali. Basta davvero un piccolo cambio di tonalità, parliamo di pochi grammi, per avere un effetto completamente diverso sul viso.
E per quanto riguarda il make-up? Acconciatura e trucco lavorano in coppia…
Abbiamo delle collaborazioni molto strette per la cura generale dell’immagine. Collaboro spesso con Daniela G Beauty, una make-up artist specializzata fra l’altro nel trucco da sposa. A volte viene al salone e in doppietta facciamo le prove per la sposa, altre ci incontriamo direttamente nel luogo delle nozze, dove ci prendiamo cura anche della mamma e delle amiche; si crea un’atmosfera piacevole in cui ciascuna ospite ha il suo tempo dedicato.
Con Daniela abbiamo lavorato anche per alcuni eventi al Plaza (Abano Terme), dove ci siamo prese cura di personalità come Martina Colombari, Malika Ayane, Camila Raznovich.
Gestire un salone non significa solo lavorare con forbici e colori, ma stare vicini alle persone. Cosa pensi di questo lato “umano”?
È la cosa che amo di più in assoluto. Non mi piace l’idea del salone “fabbrica”, lava, asciuga, taglia, metti in piega. Mi piace ascoltare la cliente, che magari sta per diventare nonna o sta affrontando una difficoltà; offrire anche un abbraccio quando c’è la confidenza del rapporto. Ho clienti che mi seguono da tanti anni, già da prima che aprissi il negozio qui a San Pietro Viminario. C’è qualcuna che mi ha conosciuta a 14 anni, quando muovevo i primi passi in questo mondo. Quando ci si conosce da tanto basta uno sguardo per capire com’è la giornata, se c’è bisogno di una chiacchierata o di un momento relax mentre qualcuno massaggia la testa prima del taglio. In questo lavoro entri nelle emozioni delle persone, impari a conoscerle, e ti accorgi che a volte basta un niente per cambiare la loro giornata.
C’è un’atmosfera familiare, ma anche l’ambiente vuole la sua parte.
Sì, esatto. L’ambiente è essenziale per l’esperienza.
Quando ho scelto il nuovo “look” per il negozio, circa un anno fa, ho deciso di ripartire da zero: dall’organizzazione degli impianti fino alla scelta degli arredi, un aspetto su cui ho puntato tantissimo, grazie anche alla collaborazione con Flavio Scarabello (SF Cosmetics) con cui lavoro da diversi anni. È uno dei miei principali fornitori — per marchi come Sensus, Terra di Sole e iAM4u — ma anche distributore di arredamenti professionali per parrucchieri. Con Flavio ho scelto per l’intero ambiente la linea di Gamma & Bross, firmata da Marcel Wanders e ispirata a Lady Jane, dove i grandi specchi hanno quell’originale colletto tutt’attorno che fa sentire regine e principesse. Credo nell’insieme diano un’atmosfera chic ma allo stesso tempo avvolgente.
Parlando di “nuovo negozio”, penso al lato imprenditoriale del tuo lavoro che convive con quello creativo: come riesci a farli dialogare?
Sono come le due facce di una medaglia. La creatività non deve mai mancare, è ciò che tiene vivo il motore, ma resta sempre l’impresa, che ha bisogno di controllo economico, gestione organizzativa, formazione e garanzia della qualità nel tempo. Ci vuole quel giusto equilibrio tra impresa e lavoro creativo, perché poi quando convivono bene, le clienti sono soddisfatte e il lavoro è appagante per il team.
Qual è stata la lezione più importante che il tuo lavoro ti ha insegnato?
L’ascolto. Più aumentano gli anni di esperienza più ti accorgi che ascoltare le persone ti permette di raggiungere l’obiettivo desiderato. Io parlo tantissimo, come tanti nel mio mestiere, ma il rischio è di esporci troppo e di non ascoltare nel profondo le clienti e magari perderci cosa più desiderano. È fondamentale fermarci e ascoltare, perché nelle loro parole c’è tutto il necessario per fare al meglio il nostro lavoro.
Com’è cambiato il tuo approccio nel corso del tempo?
Mi sono accorta che bisogna mettere dei limiti in ciò che è fattibile. Nei primi tempi mi è capitato di assecondare richieste non realizzabili, tipo “vorrei questo risultato nel tempo X”. L’esperienza oggi mi porta a dire no; preferisco rischiare di perdere la cliente, ma se resta voglio che faccia un percorso realizzabile e sicuro per lei. Un esempio semplice: passare da nero corvino a bianco in una sola applicazione di decolorante non è fattibile, va rispettata la struttura del capello e la sua salute. Quando ho nuove clienti cerco subito la trasparenza: questo è il tuo obiettivo? Ti dico come arrivarci, in quanto tempo, con quali costi; e poi come mantenerlo.
Proviamo a uscire dal salone: qual è il tuo “luogo sicuro”? Cosa ti rigenera?
Adoro immergermi nella natura, fare camminate lungo i sentieri dei Colli Euganei dove non si sente più il rumore delle auto, solo il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccelli… c’è una tranquillità totale. Quando sono lì e respiro a pieni polmoni, sento una ricarica di endorfine. Mi rigenero completamente. L’altro luogo sicuro per me è “casa”, lo “stare in famiglia” con le nostre cagnoline a fare compagnia. Quella bolla di serenità in cui voler sempre tornare.
Concludiamo con la domanda simbolo di Interview. Cos’è il successo per te e come si “conserva”?
Il successo è quando la cliente raggiunge l’obiettivo ed è felice. Felice che “oggi” sia andato tutto bene e felice di tornare. Il successo è quando una persona fa chilometri per venire proprio da me, quando è tanto soddisfatta da fare il passaparola (la migliore pubblicità possibile). È un successo aver mantenuto negli anni lo stesso team, un gruppo di colleghe su cui riporre totale fiducia. E il successo è stato anche aprire questa nuova sede. Averla progettata da zero e realizzata proprio come l’avrei voluta. Avevo molte paure, perché l’impegno economico e mentale è stato enorme, senza contare che mi ritrovavo a lavorare nel vecchio negozio mentre portavo avanti i lavori nel nuovo. Adesso mi guardo a destra e a sinistra, vedo questi due mega specchi e mi dico “sì, hai raggiunto il tuo grande obiettivo”. Come si mantiene? Restando sempre con i piedi per terra. Cercando sempre di essere aggiornati con le mode, le tecniche, i prodotti, perché è un continuo evolversi. Offrendo novità quando serve e, soprattutto, accogliendo ogni cliente con la freschezza della prima volta.
