I bimbi sono per natura sognatori e splendenti, poi diventano adulti, e in molti cambiano le proprie prospettive. Io invece più invecchio e più mi sento tranquillo, positivo e sorridente.
Coloro che stanno leggendo si divideranno adesso in tre gruppi: il primo gruppo (numeroso) penserà che io sia un uomo ricco, bello e fortunatissimo, quindi per questo facile preda dell’entusiasmo.
Il secondo gruppo (altrettanto numeroso) penserà che io sia un superficiale, fortunello, probabilmente viziatino e pertanto inconsapevole, ergo entusiasta.
Il terzo gruppo invece, certamente il più sparuto (che è quello che più amo), si compone di una manciata di inguaribili portatori di ottimismo. A loro però mi dedicherò alla fine, perché adesso devo descrivere i due grupponi.
Il primo. I convinti seguaci della filosofia sfigato-centrica, ovvero possessori dell’assoluta certezza che tutte le cose peggiori nella vita siano capitate a loro e pertanto, se incontrano un soggetto (alieno) portatore di sorrisi e gentilezza, rivendicano il diritto di pensare che costui si ponga così solo perché la sua vita è stata sempre in discesa, accarezzata dal costante benessere economico, in totale salute fisica (e mentale), nonché cullata dall’amore del prossimo, in primis quello di un/una partner bellissimo/a.
Il secondo gruppone. È composto dai fervidi sostenitori della tesi secondo cui “leggerezza” faccia rima con “superficialità” e pertanto, chi vive dispensando continuamente al prossimo sorrisi e gentilezze, sia banalmente una persona semplice e inconsapevole delle brutture della vita se non peggio, ovvero una che sorride per ottenere qualcosa e pertanto va osservata con estrema diffidenza.
Proprio a causa di tali brutture e diffidenze, i “consapevoli” si sentono quindi autorizzati a essere sempre grigi, musoni, a tratti persino scorbutici e, soprattutto, convinti che nella vita da sorridere ci sia davvero poco o niente. Rifletto con un pizzico di orrore ai silenzi che pervadono nelle abitazioni di costoro.
Sia chiaro che non intendo colpevolizzare queste persone che poi messe tutte assieme rappresentano la maggioranza dell’umana specie. Desidero evidenziare però che non sempre la maggioranza detiene la verità. Ad esempio, come recitava il mio amato nonno Guido: «Sono miliardi le mosche che mangiano la cacca, ciò non significa però che sia buona».
Infine il terzo gruppetto. Quello più piccolo, ma a parer mio quello che risulta indubbiamente il più grande: i veri supereroi. La Marvel a tal proposito può tranquillamente nascondersi in quanto a narrazioni. Chi sono infatti i vari Batman, Superman, Spiderman, Ironman ecc., al confronto di queste anime incredibilmente forti che quotidianamente scelgono la cortesia nei modi, l’allegria nelle parole e tanta luce negli occhi? Anche senza quasi tutto… Anche nonostante tutto.
Tracciamo allora il profilo di chi davvero splende nel buio dei nostri tempi.
Persone che hanno magari seri problemi di salute, solitudine, profondi dispiaceri sentimentali o grande necessità economica, eppure conservano l’immensità di un garbo quotidiano rassicurante e positivo nel rivolgersi alle umane genti. Senza alcuna schiavitù dell’apparenza inseguita a tutti i costi, si accendono di gioia continuamente e sanno entusiasmarsi per ogni occasione di genuina felicità; quella semplice, quella regalata attraverso una risata, un abbraccio, un gesto solidale, un brindisi, una buona azione.
Queste persone sono (anzi siamo) i veri supereroi nella vita, coloro che a differenza di quanto pensano gli altri, conoscono bene i problemi e le difficoltà di questo viaggio che inizia con la nascita. Personalità talmente forti da non avvertire la necessità di imprigionarsi dentro a un cliché da duri o da incazzati. Anime nobili che scelgono ogni giorno di affrontare tutto con quel sorriso che li (ci) ricopre di luce e ottimismo.
Se mai esisterà un mondo migliore un domani, lo dovremo a quelli come noi, capaci di indossare con sartoriale eleganza, lo sgargiante vestito del positivismo anche quando non c’è molto di che essere positivi, e proprio per questo diventiamo sempre più forti, migliori. Come da bambini, quando eravamo magicamente splendenti.
