sabato, Gennaio 28, 2023

Dott. Carlo Alberto Pallaoro

Chirurgo plastico ed estetico

Specialista in chirurgia estetica e plastica, nato in Argentina da madre boliviana e padre trentino, figlio di due mondi, si laurea in medicina in Brasile e decide di candidarsi per una borsa di studio a Padova per specializzarsi e cercare un modo personalissimo per esprimere i suoi concetti di bellezza e perfezione estetica. Il Dottor Pallaoro mostra già nello studio in Brasile il suo talento straordinario. Dopo la specializzazione a Padova ha acquisito un miracoloso sesto senso per le proporzioni, l’armonia e la simmetria. E la passione per la bellezza diventa una missione esistenziale, facendo sublimare un talento innato nella creatività più pura. Dopo la specializzazione a Padova avrebbe potuto lavorare ovunque, ma lui ha preferito restare per realizzarsi a modo suo. E l’individualità nello spazio del cuore è la base di ogni successo e creatività. Il Dott. Pallaoro conosce il modo di sfidare natura e tempo rendendo donne e uomini più giovani e belli, facendo vibrare la bellezza nelle sue diverse ombre, liberate dalle tracce del tempo (quale ad esempio un naso brutto che da solo eclissa la bellezza di un intero viso). Carlo Alberto ha sempre pensato che senza un naso elegante il viso non possa essere in armonia. Nella sua ossessiva ricerca della perfezione, scopre anche la potenza e gli effetti delle tecniche innovative del laser: una luce miracolosa che, con un tocco magico, ha il potere di piegare l’evoluzione del tempo sul corpo umano. Fonda nel 1983 la clinica Pallaoro Medical Laser, creando tecniche chirurgiche innovative per raccontare come la metamorfosi del viso sia, in estrema sintesi, una creazione dove armonia, perfette proporzioni e l’eterna giovinezza in ultimo trionfano. 

Il Dott. Pallaoro riesce a rendere visibili tutte le sfumature della gioventù senza che la donna perda la sua personalità trasformandosi in una bambola inanimata  e senza espressione. 

E grazie alle Sue tecniche il corpo si modella e trasforma, senza cicatrici, in una forma più definita e giovanile. 

Lei Dottor Pallaoro è un chirurgo noto in Italia. Dove si nasconde il suo segreto?  

Comincerei con una condicio sine qua non: la pratica e la ripetizione sono le base di tutto. Senza l’esperienza, che si crea solamente nella ciclicità del ripetersi, non esiste alcun risultato, perché per creare la perfezione chirurgica è necessario avere esperienza, eseguire all’infinito i movimenti, sempre gli stessi. Ma esperienza e pratica non bastano, senza creatività, passione, sesto senso per la bellezza. Senza questi doni, il movimento delle mani e dello scalpello non produce miracoli. È ciò che è invisibile che tiene insieme tutto ciò che è visibile. Modellare un viso è la trasformazione più elevata e complessa, come nell’evoluzione dei cristalli di una pietra che, levigata dal tempo e dai millenni, diventa una gemma preziosa e nobile. Per indossare le pietre, le più nobili, occorre possedere un’anima, che si esprime in modo elegante ed intelligente, autentico e creativo. Quando un viso diventa un’opera d’arte come una pietra preziosa, la persona riesce a sentire felicità e a far splendere la nobiltà della sua anima.   Indossare opere d’arte è come indossare l’anima. Indossare un viso libero dalle ombre della natura e del tempo è come finalmente “indossare” l’anima, che libera si sente felice di mostrarsi. E splendere. Cerco di creare bellezza superando in astuzia le insidie del tempo e della natura. Cerco di creare un’opera d’arte come fa uno scultore, liberando la forma dalla sostanza, il finito dall’infinito, per sublimare la bellezza nel corpo umano. La mia chirurgia estetica è elevazione, riscatto, libertà.

Quanta generosità e passione ci vuole per cambiare la vita delle persone (trasformando il loro viso o il loro corpo)?   

Sfidare la natura e il tempo significa liberare la bellezza nelle sue diverse sfumature. «In natura non ci sono né ricompense né punizioni: ci sono conseguenze», ha scritto Robert Green Ingersoll. E la conseguenza del mio lavoro è “buttare via il tempo” come dice Seneca. Con onestà intellettuale devo ammettere che nessuno e neanche io potrei mai rendere una donna, che non è bella, davvero bella. Però posso far brillare la bellezza nascosta sotto le ombre della natura, per correggere le sviste del tempo. Amo le parole di Stendhal, «la bellezza non è che una promessa di felicità». Sono guidato ed illuminato dalla bellezza Apollinea, celebrata da Platone in onore di Apollo, dio dell’equilibrio e dell’armonia. Un mio stimato docente, il Dott. Giovanni Dogo, diceva sempre che tutta la chirurgia è estetica: ripristinare, rimodellare e tornare alla normalità è sempre una forma di chirurgia estetica, che ridona armonia sia da un punto di vista funzionale che estetico. Quando una paziente si rivolge a noi, cerchiamo di comprendere in senso intimo e profondo le sue esigenze per togliere “le tracce del tempo”.  È importante accompagnare la paziente con empatia autentica nelle diverse trasformazioni del corpo e dello spirito. Perché un chirurgo estetico è un’artista, o meglio, uno scultore che crea il suo nuovo mondo con i suoi occhi, con le sue percezioni e con tutti i suoi sensi. È sempre ossessionato dal suo istinto, dalla sua passione, dal suo senso per l’armonia e la proporzione. 

È arrivato a Padova dal Brasile nel 1981. Come è cambiata la sua vita? 

Dopo la laurea ho vinto una borsa di studio in Italia. Sono arrivato con un’esperienza per un dottore giovane abbastanza importante. Il doppio passaporto mi ha aiutato, ma non è stato facile: tutti mi vedevano esclusivamente come uno straniero, e a quei tempi il fardello era piuttosto pesante. Ma con pazienza, cercando di mostrare le mie capacità e perfezionarle, ho superato queste difficoltà. Il sistema di studi brasiliano, che era decisamente più liberale di quello europeo, mi ha permesso di praticare e fare grande esperienza in giovane età. Sono arrivato in Italia preparato. Ho cercato nonostante la mia grande passione per la bellezza e per l’estetica di perfezionare soprattutto il mio mestiere come chirurgo. Dico sempre a mio figlio, che lavora in clinica con me e al quale sto trasmettendo nel miglior modo possibile il mio sapere: «Devi ripetere, continuare a sognare e ripetere. Solamente con la pratica, passione e creatività si riescono a raggiungere buoni risultati. Esattamente come accade ai piloti di volo».   

Allora è vero che lei pilota un elicottero! Possiamo definirlo come il suo modo di rilassarsi? 

Direi di sì! Ormai ho ben 2.000 ore di volo all’attivo e finalmente, grazie alla pratica di cui parlavamo prima, mi sento veramente in grado di governare questo strumento, che necessita di abilità manuali straordinarie; mi sento a casa, felice e in pace con me stesso quando volo. Sono stato anche direttore di una scuola di volo per persone con gravi difficoltà motorie e questa esperienza mi ha insegnato molto in merito alla felicità e alla relatività: di come alcuni, nonostante problematiche complesse, siano in grado di gioire immensamente, e altri si facciano letteralmente bloccare da qualche piccolo inestetismo. L’importante è capire che non c’è un modo giusto e uno sbagliato, ma bisogna comprendere come ogni persona affronta le difficoltà. Volare in cielo e vivere nella natura sono modi per tornare alla nostra petrosa Itaca. Noi esseri umani non abbiamo solamente cultura. Abbiamo prima di tutto cuore, sentimenti e passioni. Dimentichiamo spesso che abbiamo anche la natura. La natura è proprio il cielo, la terra, la foresta, gli animali, con una parola la “Bellezza” creata dall’Universo. Mi piace vivere nella natura, perciò vivo lontano dal centro, immerso nel verde e circondato da animali; mi ricorda gli anni in cui ho lavorato in Mato Grosso (ndr. Stato del Brasile il cui nome significa “giungla fitta”): ho imparato il coraggio di affrontare situazioni nuove, che implicano difficoltà ma anche miglioramento continuo, come una pietra ruvida che diventa liscia con il tempo, passando attraverso intemperie ed erosione si trasforma in una pietra nobile e preziosa. 

Lei ha una bella famiglia. Quanto è importante per lei, come uomo e chirurgo estetico? 

Quando lavoro sono totalmente immerso, la mia passione è dedicata alla persona che ha affidato il suo viso o il suo corpo a me. Mettersi sotto le mani di un chirurgo, una persona estranea, è assolutamente un’esperienza esistenziale che cambia la vita di un paziente e senza fiducia non potrebbe verificarsi. Apprezzo e mi nutro della fiducia dei miei pazienti, senza il loro totale affidarsi a me e alla mia equipe medica non sarebbe possibile alcun miracolo della creazione. Il mio lavoro, i miei pazienti, il loro benessere e la loro felicità sono una parte della mia famiglia. Fuori dalla Clinica mi prendo del tempo libero per dedicarmi a ciò che è il mio mondo intellettuale, spirituale ed emozionale. Senza dubbio la mia famiglia è per me la base della mia vita emozionale. Ho cinque figli, una gioia immensa; ora sono grandi e ognuno di loro sta inseguendo i propri sogni, come è giusto che sia. Sono felice di aver dato loro la possibilità di sviluppare delle passioni; mi manca avere la famiglia tutta riunita ma mi piace pensare che abbiano in me sempre un gancio a cui aggrapparsi in caso di necessità. E poi mi rende davvero felice ogni giorno la mia adorata moglie, una compagna di vita speciale, con cui condivido tutto. 

Cosa significa per lei avere successo? 

Il successo è una forma di stabilità. La stabilità offre tranquillità e armonia, permette di affrontare le difficoltà della vita con ottimismo. Nella vita non si può sempre essere docili, i problemi e le avversità ci saranno sempre, quindi bisogna affrontare la quotidianità con spirito attivo, ottimista e perseverante. Il più grande successo per me è quando la metamorfosi del viso di una donna, che ho creato io, la rende intimamente felice. Ogni metamorfosi è in ultimo la trasformazione di una realtà in un altro mondo possibile. Esiste un momento inquietante nell’incontro tra un chirurgo estetico ed una persona che vuole correggere il suo viso o una sua parte con cui ha convissuto tutta la sua vita. Quell’attimo di dubbio che precede il miracolo della creazione. Quell’attimo in cui la fiducia e l’affidarsi del paziente è il presupposto per il buon esito della metamorfosi. Il viso è lo specchio della nostra anima, del carattere ed è l’espressione più intima della nostra personalità. Un elemento essenziale per regalare fiducia al paziente, è l’esperienza del chirurgo e la sua competenza emozionale, la sua empatia. Vorrei dire senza arroganza: il mio successo più grande è il potere di saper correggere gli “errori” e gli “scherzi” della natura, per liberare e mostrare la bellezza nascosta sotto le sue ombre. Successo e felicità sono solo momenti e come tali vanno vissuti, i momenti  più importanti della nostra vita. Solamente quando i miei occhi riescono a vedere tutto ciò che è visibile e soprattutto invisibile, io come chirurgo estetico sento che ho avuto successo.

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