Diventare genitori è una scelta che a volte non avviene secondo i processi naturali che ci si aspetterebbe o che si è sempre immaginato. Le motivazioni per cui si sceglie di fare questa esperienza sono molteplici: rispettare un copione familiare, rispondere a un desiderio generativo, un progetto di coppia, sentire l’orologio biologico. Purtroppo, a mio avviso, esiste tutt’oggi ancora scarsa informazione rispetto ai processi di fertilità dell’essere umano, e sempre più spesso ci si ritrova a pensare di diventare genitori, quando la nostra mente e il nostro cuore sono pronti ma il nostro corpo appare un po’ datato.
Lessico generativo: Fertilità, Infertilità, Sterilità
La fertilità è la capacità di un individuo (e di una coppia) di concepire entro 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. Con sterilità si intende l’incapacità di un individuo (e di una coppia) di concepire entro 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti, mentre l’infertilità fa riferimento all’incapacità di portare a termine una gravidanza fino a partorire un bambino vitale. Sappiamo ad oggi, che la scienza può migliorare e favorire alcuni processi nel percorso del concepimento ma non può effettuare un ringiovanimento degli ovociti, che ahimè, risultano un patrimonio che via via nel tempo scompare di quantità e decade di qualità. La donna sviluppa il proprio patrimonio ovocitario dal 4° mese di gestazione, quindi quando ancora è nel grembo della propria mamma, e ne perde metà alla sua stessa nascita.
Nella nostra società esiste un problema di infertilità?
Gli esseri umani sono tra le specie meno riproduttive. Si stima che solo il 25% delle coppie che ha rapporti regolari non protetti ottiene una gravidanza nel corso del primo mese, e occorre circa 1 anno perché la gravidanza si verifichi nel 90% dei casi. Nel mondo occidentale il 20% delle coppie ha problemi di infertilità. Questa percentuale oggi è in aumento e lo sarà probabilmente sempre di più perché:
– Aumenta l’età media in cui una donna ricerca una gravidanza.
– Aumenta l’incidenza delle problematiche legate al liquido seminale: ad esempio, il peggioramento del liquido seminale può dipendere da inquinamento ambientale e stile di vita scorretto.
Quali sono le maggiori cause di sterilità? È solo legata alla donna?
Tra i fattori femminili, che incidono al 30%, includiamo endometriosi, problemi disovulatori/irregolarità mestruali, anomalie anatomiche, patologie genetiche. Tra i fattori maschili, che incidono anch’essi per un 30%, si considera la scarsa concentrazione/assenza di spermatozoi nel liquido seminale, la scarsa motilità degli spermatozoi e patologie genetiche. Va segnalato anche un 30% dovuto alla mancata identificazione di una causa alla fine del percorso diagnostico e, infine, un 10% di cause legate a fattori immunologici o di coppia.
Patrimonio generativo: cosa incide maggiormente sulla fertilità della donna?
L’età femminile avanzata rappresenta uno dei problemi più significativi in tema di sterilità di coppia. Con l’avanzare dell’età femminile si riduce progressivamente sia la quantità, sia la qualità degli ovociti e pertanto:
- – Si riducono le probabilità mensili di concepimento naturale: 30% a 20 anni, 25% a 30 anni, 20% a 35 anni, 10% a 40 anni.
- – Aumenta il rischio di aborti spontanei (che dipendono dalla qualità degli ovociti: 10% a 20-29 anni, 15-20% a 30-39 anni, 30-40% dai 40 anni.
- – Si riducono le probabilità di successo delle tecniche di fecondazione in vitro omologa (cioè, quelle che prevedono l’utilizzo di gameti, ovociti e spermatozoi della coppia): 45% prima dei 31 anni, 41% a 32-35 anni, 27% a 36-40 anni, 10% dai 41 anni.
Desidero un figlio: cosa posso e possiamo fare?
In Italia esistono molti centri di Pma (Procreazione Medicalmente Assistita), sia pubblici che privati. In linea generale è utile rivolgersi per una consulenza quando esistono queste condizioni:
- – Dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti in assenza di concepimento, se la persona ha meno di 35 anni.
- – Dopo 6 mesi di rapporti regolari non protetti in assenza di concepimento, se la persona ha 35 anni o più.
- – Al più presto qualora si sia a conoscenza di patologie che possono essere responsabili di mancato concepimento (sindrome dell’ovaio policistico, patologie genetiche, o altro).
Quali sono le emozioni correlate in un percorso di Pma?
Spesso i clienti che incontro, indipendentemente dal genere, portano vissuti legati alla colpa, alla vergogna, alla solitudine, all’impotenza, all’ansia.
La colpa spesso viene vissuta da uno dei partner verso l’altro, come se il fatto di essere la persona portatrice di una problematica generativa ledesse il desiderio anche dell’altro.
La vergogna e la solitudine sono spesso legate al fatto di non poter condividere il percorso con altre persone; perché, se di altre patologie se ne può parlare e si può essere sostenuti e compresi, in questo contesto si ha la percezione che ciò non possa accadere.
L’ansia viene spesso attivata perché non si conosce nel dettaglio ciò a cui si andrà incontro, e spesso è legata all’alta aspettativa che spinge le persone ad accedere a questi percorsi.L’impotenza è legata spesso anche alla delusione, quando gli esiti sono diversi rispetto a ciò che ci sia aspettava.
