domenica, Settembre 24, 2023

Diego Paccagnella

Imprenditore, hair stylist, proprietario del salone Sebastian Art Studio

«Vorrei diventare un esempio di passione per gli altri saloni, capace di far riemergere il valore profondo di questo mestiere, che amo.»

Buongiorno Diego, ringraziandola per il tempo che ci dedica comincio chiedendo: qual è il suo lavoro?

Io ho la grandissima fortuna di fare un lavoro che amo immensamente e che quindi non mi stanca mai. Creo per ogni cliente una cosa diversa, nuova, mai ripetibile. Il sistema da me usato per tagliare i capelli è così particolare che è praticamente impossibile fare un taglio uguale all’altro: ogni taglio è di fatto una “lettura” della personalità. È il mio obiettivo primario e motivo per cui non mi annoio mai. Spero sia anche il motivo per cui tante persone si affidano alle nostre competenze e continuano a tornare ogni volta piene di aspettative. 

Forse alcuni padovani sanno qual è la storia legata a questa curiosità… ma ci racconta come mai il nome del salone Sebastian Art Studio non è ispirato al suo nome di battesimo?

Circa dodici anni fa ho incontrato Giuseppe, socio di Sebastian, uno dei più grandi parrucchieri e artisti che io abbia mai conosciuto. Genio, follia, anima, passione, amore per la sua arte. Giuseppe mi ha trasmesso tutta questa sua energia e ha tirato fuori la parte migliore di me, che al tempo tenevo a briglie tirate. L’ho visto fare tagli che solo lui sapeva fare, totalmente eseguiti con il rasoio a mano. 

Sono rimasto così affascinato dalla sua tecnica da volerla imparare in ogni più piccolo dettaglio, fino a farla mia con l’esperienza.

È una costruzione del taglio che centimetro dopo centimetro si adatta alle esigenze del cliente e all’ispirazione artistica di chi lo esegue. Probabilmente se venisse in salone la stessa persona con la stessa richiesta mille volte, il risultato sarebbe sempre differente, pur soddisfacendo ogni volta il diretto interessato. Indubbiamente una tecnica molto particolare e noi siamo tra i pochissimi in Italia a utilizzarla per ogni tipo di taglio. 

D’altra parte il marchio “Sebastian” viene da una lunghissima esperienza dei soci fondatori Sebastian e Giuseppe; basti pensare che esiste a Padova dagli anni ’60. 

Fin dalle origini è stato sempre considerato un’icona da tutti gli altri colleghi (comprese mia mamma e mia nonna che facevano le parrucchiere), perché incarnava il mito del parrucchiere di successo, dalla tecnica raffinata e una spiccata creatività.

Nel periodo in cui ho affiancato Giuseppe ho deciso che questa sua forma d’arte si doveva preservare nel tempo: ho così rilevato la boutique e mantenuto il nome come simbolo di continuità di questa filosofia. 

Art Studio invece sottolinea la vena artistica apportata da me. 

L’idea, quando ho pensato il nome, era quella di creare una sorta di connessione tra la storicità legata al mio grande maestro e il futuro verso il quale sono proiettato io. 

Quindi la filosofia del salone è legata ai concetti del benessere “cucito” su misura e di naturalezza, esattamente come recita la pagina web dedicata a Sebastian Art Studio?

Il taglio con il rasoio a mano lascia un effetto molto morbido sul capello, è decisamente meno secco e geometrico rispetto a un taglio effettuato a forbice. Inoltre ricerchiamo un risultato che possa essere facilmente replicato a casa, senza la necessità di pieghe complicate e con tempi ingestibili, soprattutto per le donne di oggi che hanno sempre mille impegni. 

Il taglio deve quindi adattarsi a ogni tipo di testa, di capello e di esigenza; per questo potrebbe cambiare leggermente anche durante l’esecuzione, proprio per trarre il meglio da una tecnica flessibile come questa. 

Le mode del momento non sono canoni preimpostati da applicare ciecamente a chiunque li richieda. Abbiamo la facoltà di reinterpretare la moda adattandola alle nostre esigenze, alle nostre visioni artistiche. La moda non la fa da padrona e ogni nuova cliente riceve una consulenza personalizzata con me. 

È un momento molto importante in cui ci confrontiamo e ci conosciamo; nel dialogo nasce la fiducia e possiamo così dare consigli mirati di stile, look e immagine a volte assecondando le richieste dei clienti, altre volte spostando le loro aspettative su scelte diverse che risulteranno poi essere più soddisfacenti per entrambi. 

Una sensibilità acquisita vivendo nei saloni; di fatto ci sono letteralmente cresciuto perché mia madre e mia nonna erano parrucchiere. Da loro ho ereditato la tenacia e appreso le qualità necessarie a non mollare mai. Qualsiasi sia il problema può essere affrontato mantenendo professionalità e determinazione. Questo approccio mi ha concesso di mantenere sempre la massima concentrazione sulla persona e sul suo taglio, senza farmi distogliere da altro.

Anche la mia esperienza come rappresentante di prodotti è stata costruttiva per giungere alla filosofia attuale.

Quel periodo mi ha dato un punto di vista decisamente diverso, mostrandomi tanti professionisti all’opera e tanti clienti (soddisfatti o meno). Ho avuto modo di osservare con attenzione e di percepire che spesso l’errore stava nel sottovalutare il momento di confronto e consulenza, che dovrebbe sempre avvenire prima di un taglio.

Mi pare di capire che la sua professione occupa praticamente tutte le sue energie: nel tempo libero, se ne ha, cosa le piace fare?

Tempo libero quasi non ne ho, ma nei ritagli che riesco ad avere mi dedico il più possibile a mio figlio Edoardo. Ha 9 anni e che posso dire… è semplicemente l’amore della mia vita. 

Quando riesco mi dedico anche ad altre attività manuali e artistiche. In particolare, restauro oggetti antichi; quasi tutti i mobili in legno che si trovano nel salone li ho sistemati io, compreso un torchio risalente al ‘700 e ogni singolo mattone della parete a faccia vista che provengono da vari palazzi antichi. 

Quando sono in giro per il mondo acquisto cose e poi studio una nuova funzionalità, dando loro un nuovo significato. Forse questa è una passione che indirettamente mi ha trasmesso mio padre; lui era uno stilista e stava sempre a disegnare, tagliare, inventare e creare cose nuove. 

Una volta avevo una grande passione per lo sport ma ora non ho più tempo, nemmeno per riposare! Ma è perfetto così: mi piace talmente tanto quello che faccio da non farmi sentire la mancanza di tempo libero. 

Il mio lavoro mi rende felice, è quella la mia vera passione. 

Tra queste righe si percepisce grande soddisfazione nell’impegno che mette nel suo lavoro. Vorrei quindi sapere che cos’è il successo per lei. 

Insieme alla mia squadra abbiamo dato vita a un salone davvero vicino al cliente. Ricerchiamo sempre il meglio in termini di consulenza, di servizio, di prodotti utilizzati. E come dicevo prima lo faccio con una tale passione che annulla quasi la fatica quotidiana. Fare bene tutto questo per me è fonte di grande soddisfazione. 

Però il vero successo è nell’essere un riferimento per tutte le altre realtà che aspirano a migliorarsi. 

Alcuni per un motivo o per l’altro finiscono per vedere questa professione come una manovalanza ripetitiva senza più alcunché di creativo. Vorrei che Sebastian Art Studio fosse, con umiltà, un esempio di passione, capace di far riemergere il valore profondo di questo mestiere. 

Quindi cosa è il successo per me? Diventare un esempio virtuoso facendo ciò che amo.

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