C’è una regola non scritta a Marrakech: la vera stravaganza si nasconde sempre dietro una porta che non avreste mai pensato di aprire. Una porta anonima, in una viuzza senza nome. La spingete per sbaglio e vi ritrovate in un altro secolo. La Città Rossa non smette mai di reinventarsi: mentre i suoi suk odorano di curcuma e cuoio fresco, dietro le mura fiorisce un’estetica ibrida e meravigliosa.
Extravagans è andata a caccia di particolarità gettandosi a capofitto nel caos vitale della medina dove il concetto di ospitalità si trasforma in esperienza teatrale. I riad non sono semplici hotel: sono mondi paralleli nascosti dietro portoni anonimi. Da fuori, muri spogli. Dentro, piscine di marmo, cortili con alberi d’arancio e candele accese ovunque.
Tra gli indirizzi, IZZA Marrakech: sette riad uniti, tre cortili, settecento anni di storia. Un omaggio a Bill Willis, il decoratore che negli anni Settanta inventò la Marrakech glamour dei Rothschild e dei Rolling Stones. Trecento opere d’arte, tappeti berberi, soffitti in cedro intagliato. Un museo che dorme con l’ospite. Si tratta di un inno alla creatività e alla libertà. Le camere sono dedicate ad icone del passato controculturale del Marocco.

Riad Dar Divine Medina è l’ultimo arrivato e sicuramente destinato a diventare una meta iconica. Questo boutique riad è originale perché sembra il palazzo di un sultano in miniatura, un edificio trasformato in qualcosa di deliberatamente elaborato dal punto di vista decorativo: suite piccole ma lussuose, piastrelle colorate e materiali di pregio in legno intagliato, una piscina interna che sembra l’area wellness per le principesse delle fiabe. Qui tutto punta verso un’idea di divino filtrata dal lusso di un’ospitalità amichevole e raffinata. Le camere si affacciano nella terrazza interna e danno su ballatoi lavorati da artigiani. La colazione sul tetto del riad è ricchissima, basata su prodotti locali con l’immancabile cerimonia del tè marocchino.
Riad La Brillante Boutique Hotel è l’opposto, situato in una posizione strategica nella Medina, a due passi dal Palazzo Bahia, un gioiello del patrimonio culturale marocchino rivisitato con uno stile unico e inconfondibile, vicino ai principali siti storici di Marrakech. Quattro camere lussuose e due grandi suite che si affacciano su un patio moderno e contemporaneo, dove si trovano una piscina riscaldata vista cielo e una jacuzzi. Il servizio è di standard elevato. Particolare è l’atmosfera che si respira. Si capisce di essere in Marocco ma ci si sente in un’oasi di detox percettivo rispetto alla vivace e iper-colorata vita del centro. Il design è particolare se consideriamo che siamo nella Medina. Il colore bianco che tranquillizza, la pace dei sensi grazie al minimalismo dell’ambiente che però non conduce ad un’idea di freddezza ma di calore ospitale. Ispirato alla femminilità, il boutique riad comunica sensuale eleganza e raffinatezza. L’ispirazione per La Brillante viene dalla storia del bellissimo e magnifico Palazzo Bahia, che si racconta essere stato costruito da Ahmed Ben Moussa per la sua amante preferita, Bahia.

Se bisogna scegliere il riad più strano della Medina di Marrakech, il titolo probabilmente va a Riad Yasmine che ha trasformato il concetto di riad in un’icona pop globale. La sua piscina verde smeraldo circondata da piante tropicali è diventata una delle immagini più fotografate del Marocco contemporaneo. Entrarci dà la sensazione di precipitare dentro un set cinematografico tra Wes Anderson e “Il tè nel deserto”. La stranezza di questo posto nasce dal contrasto: fuori ci sono i vicoli caotici della Medina, motorini impazziti, venditori urlanti e odore di spezie. Dentro invece sembra una serra tropicale sospesa nel tempo. Il silenzio è quasi irreale. Molti viaggiatori raccontano che il vero shock di Marrakech è proprio questo: “i riad tengono la loro bellezza all’interno”.
Se invece si cerca qualcosa di più artistico, allora Riad Medina Art è probabilmente il più bizzarro. Mescola arte contemporanea, arredamento marocchino tradizionale e dettagli volutamente spiazzanti: installazioni, colori saturi, stanze che sembrano atelier bohémien e terrazze quasi psichedeliche. È il genere di posto dove potresti trovare un collezionista francese che fa colazione accanto a un musicista gnawa.

Per un’esperienza quasi mistica c’è invece Riad Secret De Medina, che punta tutto sull’atmosfera clandestina e sensoriale: corridoi bui, candele, profumi orientali e ambienti volutamente teatrali. Sembra progettato per chi vuole sparire dal mondo per qualche giorno.
Finiamo le stravaganze nel cuore minerale del deserto di Agafay, a pochi chilometri da Marrakech, dove il nuovo Seven Saints Agafay ridefinisce il concetto di glamping di lusso con un’esperienza immersiva tra tende panoramiche, piscine scenografiche e ospitalità marocchina contemporanea. Ci siamo stati e siamo rimasti a bocca aperta: sembra di essere nel set di Dune. Circondato da colline pietrose e tramonti spettacolari, il camp combina l’estetica boho-chic con servizi premium pensati per un turismo esperienziale sempre più richiesto. Cena sotto le stelle, attività nel deserto con quad e cammelli, suite-tenda dal design raffinato trasformano il soggiorno in una fuga esclusiva, sospesa tra natura e comfort. Seven Saints si candida a diventare uno degli indirizzi più iconici dell’Agafay, intercettando il trend del glamping alto di gamma che sta conquistando il mondo. Ci hanno colpito la piscina infinity che guarda il deserto senza fine, la terrazza sopra al bar che offre un panorama senza precedenti, il silenzio pazzesco, ma anche i bagni con specchio centrale e due tagli di vetro laterali che fanno vedere il deserto in due dimensioni cosi’ come l’istallazione all’ingresso tutta a specchio che permette selfie insoliti.
Insomma, per cercare avventure fuori dal comune, la destinazione è Marrakech. Oltre agli insoliti luoghi descritti, ve ne sono molti altri come molte altre esperienze da provare. Noi di Extravagans invitiamo a provare il tè con un piccolo cristallo di eucalipto. Un piccolo granello, e Voilà, la magia è fatta. Provare per credere.
