mercoledì, Ottobre 7, 2026

Daryna Geletei

Avvocato

«Nei rapporti umani ritengo fondamentali l’onestà, la giustizia, la responsabilità, la disciplina e il rispetto della parola data».

Come nasce il tuo interesse per la giurisprudenza?

Si è sviluppato gradualmente a mano a mano che crescevo. Nel mio caso, la scelta della professione era in gran parte predeterminata dal destino. Sono nata nel 1996 nella capitale dell’Ucraina, Kiev, in una famiglia dove il rispetto della legge non è solo un principio, ma parte della filosofia di vita.

Sono un avvocato di terza generazione e di questo sono veramente orgogliosa. Mio nonno era procuratore generale in Tribunale e ha dedicato tutta la sua vita al lavoro, vigilando sulla giustizia. Mia madre è notaia e per lei precisione, responsabilità e reputazione impeccabile sono alla base della sua professione. Fin dall’infanzia ho visto come funzionano i processi nelle aule del foro e quanto è importante dare continuità e saper fare networking nel settore. In questa maniera si garantisce non solo una profonda conoscenza delle norme giuridiche, ma anche un’esperienza professionale unica a tutela dei diritti delle persone, poi trasmessa di generazione in generazione.

In questo clima di rispetto della legge e di alto livello di responsabilità, la mia decisione di iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza è diventata un passo naturale e consapevole. Per me è stata più di una chiamata, una vocazione.

Hai qualche altra passione?

Sono stata un’atleta professionista, come mio padre ex campione olimpico di speed skating ai Giochi di Calgary, e ho dedicato 14 anni della mia vita alla danza sportiva con allenamenti quotidiani e gare in tutta Europa, soprattutto in Inghilterra. All’età di 16 anni, sono diventata campionessa del mondo in dieci balli diversi e una maestra internazionale: i risultati ottenuti sono il frutto di disciplina, forza di volontà e fiducia in me stessa. La danza è un’arte speciale che unisce carattere, emozioni, plasticità ed estetica. 

Parallelamente mi ha sempre attirato anche la moda: i due mondi sono strettamente legati per ispirazione, stile e cura dei dettagli. 

Infine, pratico yoga per ripristinare l’equilibrio interno e mantenere l’armonia.

Ci puoi descrivere il tuo lavoro?

Mi occupo di diritto civile, amministrativo e notarile; la conoscenza della lingua inglese, che ho migliorato all’Università di Cambridge, mi ha permesso di rappresentare l’Ucraina nella filiale del mio Paese nella International Law Association. Nella mia capitale e a Londra ho seguito questioni relative allo sviluppo del diritto internazionale pubblico e privato, e ho preparato pareri legali professionali su questioni relative a miei connazionali residenti all’estero. Mi onora di aver preso parte al secondo Incontro Mondiale delle Società di Diritto Internazionale al Palazzo della Pace dell’Aja, dove sono state discusse le prospettive di sviluppo dell’ordinamento giuridico internazionale.

La guerra scoppiata tra Ucraina e Russia ha cambiato la tua vita?

Il 24 Febbraio 2022 la mia vita si è divisa in “prima” e “dopo” l’invasione. Una settimana dopo l’inizio della tremenda guerra su vasta scala, io, mia figlia e mia madre siamo state costrette a lasciare l’Ucraina. Abbiamo vissuto temporaneamente in Moldavia e poi in estate siamo arrivate in Italia, a Montegrotto Terme, dove ci siamo stabilite per un po’ perché pensavamo che il conflitto bellico finisse presto. 

La guerra ha cambiato le mie priorità e rafforzato il mio carattere. Ho continuato a lavorare online sui miei progetti, mantenendo la mia attività professionale con lo studio legale di Kiev e quindi con la mia terra natale. Questo periodo è diventato per me un momento di crescita interiore, perseveranza e ripensamento delle priorità della vita.

Cosa ti piace dell’Italia?

Il mio amore per l’Italia è iniziato da mia madre durante l’infanzia. Sono cresciuta ascoltando le canzoni di Eros Ramazzotti, Toto Cutugno e Adriano Celentano, e venire qui in vacanza era una tradizione di famiglia.

Questo è un Paese di cui non puoi fare a meno di innamorarti. Concordo con Giuseppe Verdi che ha detto: «Puoi prenderti il mondo intero, ma lascia a me l’Italia».

Per me è un museo vivente, dove ogni città conserva la propria leggenda e bellezza. Ma quello che più mi tocca sono, come in Ucraina, i valori della famiglia, gli usi, i costumi e l’ospitalità sincera. Forse è per questo che l’Italia è divenuta una parte del mio cuore.

Come si compone la tua famiglia?

Oggi ho due piccole principesse, mio orgoglio e ispirazione. La maggiore, Valeria, ha otto anni ed è nata a Kiev. Il mio compagno Giorgio, anche lui avvocato, ha una figlia della stessa età, Stella; insieme siamo diventati genitori della piccola Celeste Victoria, venuta alla luce a Padova l’anno scorso. La mia famiglia “allargata” è fonte di forza, amore e fiducia nel futuro.

Ti manca qualcosa della tua terra natia?

I miei genitori, la nonna, e mio fratello che vive in Canada. Mi manca Kiev, la città in cui sono nata e cresciuta, la mia casa. Quando irrompe una simile tragedia nella tua esistenza, non perdi solo la geografia della vita, ma la lingua, le tradizioni, il ritmo consueto delle giornate, gli amici, il lavoro, le cose semplici che prima sembravano banali e ora sono inaccessibili. Anche a distanza, il mio legame con la famiglia e la patria però rimane indissolubile.

Vedi speranze di pace?

Sono ucraina e scelgo consapevolmente di difendere il mio stato. La guerra iniziata in seguito all’invasione russa comporta vittime quotidiane, infrastrutture distrutte, milioni di sfollati, una minaccia costante per i civili, mancanza di energia elettrica, gas e acqua quasi ogni giorno. Questa è la realtà in cui vivono i miei connazionali da quattro anni. Allo stesso tempo è anche la realtà dell’indomabilità: l’esercito mantiene la difesa, la società si adatta, l’economia funziona nonostante i bombardamenti e il sostegno del mondo ci aiuta a resistere. Il percorso verso la pace non sarà né rapido, né facile. Penso che l’Ucraina debba preservare la propria indipendenza e integrità territoriale. La pace è possibile solo se giusta e sicura, con la garanzia che questa tragedia non si ripeta. Non credo nelle promesse dei russi, ma nella forza del nostro popolo.

Quali sono i valori più importanti per te?

Rimanendo fedele ai tuoi principi puoi essere non solo un avvocato, ma una persona di fiducia. Sia nel lavoro che nei rapporti umani ritengo fondamentali l’onestà, la giustizia, la responsabilità, la disciplina e il rispetto della parola data.

Progetti futuri?

La guerra ha modificato i miei piani e, poiché ora la mia vita è legata all’Italia, il mio obiettivo è la creazione di uno studio legale di diritto internazionale che aiuti gli ucraini, e non solo, a proteggere i loro diritti, ma anche a creare progetti di business in tutto il Vecchio Continente. Vorrei essere una consulente di riferimento anche per tutti gli imprenditori stranieri, soprattutto ucraini, che vogliono intraprendere delle iniziative in Italia.

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