Fidanzarsi con il migliore amico, quali sono i processi psicologici sottostanti
Accade, non così di rado, che una relazione amicale si trasformi a un certo punto in una relazione amorosa o nel desiderio che questo possa accadere.
Abbiamo condiviso momenti importanti della nostra vita con questa persona, siamo stati reciprocamente la spalla su cui piangere amori passati, e ora ci ritroviamo a sentire qualcosa in più per questa persona, la vediamo con occhi diversi. Cosa fare?
L’aspetto sul quale porre attenzione è avere consapevolezza su quale fase di vita affettiva ci troviamo. Se abbiamo chiuso da poco una relazione significativa per noi, indipendentemente dal tempo, ma proprio per i significati peculiari di quel rapporto, potremmo essere in uno stato di particolare vulnerabilità e questo potrebbe in parte confonderci. Potremmo pertanto vedere possibili appagamenti di bisogni interiori in una persona che ai nostri occhi è stabile, prevedibile e ci vuole bene. Ma se fosse invece solo un abbaglio? Se fosse solo un modo per sentire meno sofferenza, come se l’altro oggi fungesse da balsamo emotivo?
È inoltre importante essere consapevoli che operare questo switch, implica un cambio di ruolo relazionale, perché passiamo da una relazione amicale a una relazione amorosa, dove anche i corpi diventano mezzo per comunicare altre emozioni e altri istinti. Pensiamo per un attimo al nostro migliore amico, che conosce la nostra storia, le nostre fragilità, le nostre insicurezze, le nostre paure e i nostri errori: ci sentiremo liberi di narrare altre parti di noi o la nostra identità è già scritta? Come potremmo gestire, in questo caso, la curiosità che di norma sperimentiamo in una nuova relazione? Come potremmo sorprendere l’altro che ci conosce da così tanto tempo?
Sentimento che potremmo inoltre iniziare a sentire è la gelosia, magari di amici che frequentiamo da sempre insieme, ma a un certo punto ci irrigidiamo, e certe frequentazioni che fino a sei mesi fa non avevano alcun peso, oggi rappresentano potenziale sofferenza e tensione. Cosa temiamo? Che quello che sta accadendo a noi possa succedere anche a qualcun altro amico/a?
È spiazzante a volte iniziare a sentire qualcosa di diverso per il nostro amico/a storico. Ci si può sentire confusi, si possono nutrire dubbi, si può sentire incredulità. “Perché tra otto miliardi di persone oggi sento questo proprio per lui/lei? Cosa mi sta succedendo?”
Il rischio potenziale di questa scelta, perché di scelta di tratta, è che se la relazione affettiva dovesse finire non avremo una spalla su cui piangere; è come se in questo particolare caso il prezzo in ballo fosse molto elevato (un rischio implicito in qualsiasi relazione). Ecco perché se ci trovassimo in questa situazione, sarebbe davvero importante fermarci e fare chiarezza prima con noi stessi e poi con l’altro.
Fare chiarezza significa mettersi in protezione, avere cura di sé e della propria affettività: mettersi a nudo ai propri occhi è un atto di coraggio.
Solo quando abbiamo chiaro ciò che stiamo sentendo, senza mescolarlo o confonderlo con i bisogni di altri, siamo in grado di verbalizzare anche al nostro amico/a cosa proviamo.
Nel momento in cui scegliamo di verbalizzare, dobbiamo mettere in conto anche che il nostro amico/a possa essere spiazzato e possa anche disattendere una nostra aspettativa. Cosa succederebbe nella nostra relazione amicale? Che dimensioni relazionali si attiverebbero? Ci sentiremmo feriti? Delusi? Arrabbiati? Imbarazzati?
È chiaro che a tutte queste possibili implicazioni è utile pensarci prima di fare l’acting, in modo da renderle prevedibili e tollerabili almeno nella nostra mente. Se le immaginiamo, allora almeno in parte potrebbero essere tollerate.
D’altro canto, se la relazione dovesse funzionare, il legame che si può instaurare è un legame profondo e fusionale, dove l’altro può avere nel nostro mondo psicologico una “base ampia”, proprio data dal fatto che ci si conosce da vari punti di vista e si sono intrecciati fili di esperienza diverse che generano una trama ricca, generativa… se pur molto rischiosa.

