giovedì, Febbraio 29, 2024

Conti correnti bancari: in Italia o all’Estero?

In base alla normativa nazionale e sovranazionale, è perfettamente lecito essere titolari di conti correnti bancari all’estero, sia nell’ambito della Comunità Europea che nell’area extra UE. 

Per quanto riguarda i requisiti necessari per accedere a un conto corrente estero, questi variano di nazione in nazione, sia tenendo conto del paese di residenza del soggetto che intende attivarlo, che del paese ove il conto andrà aperto. In linea di massima, va ricordato che nell’ambito dei paesi appartenenti alla Comunità Europea, l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha posto regole sullo scambio automatico di informazioni tra le Amministrazioni Finanziarie dei singoli paesi, pervenute dai rispettivi Istituti di Credito. 

Successivamente all’apertura del conto, il cittadino italiano dovrà menzionare, nella dichiarazione dei redditi, il possesso di conti esteri con giacenze superiori a € 5.000,00 onde evitare sanzioni derivanti da accertamenti. 

A titolo di esempio, una delle nazioni spesso prescelte dagli italiani per l’apertura di un conto corrente è la Spagna, per la sua affinità linguistica. Presupposto per essere accettati quali nuovi Clienti di una Banca spagnola è il possesso del NIE, ossia del codice di identificazione rilasciato dall’autorità locale al cittadino straniero. In altri casi invece, per quanto riguarda ad esempio l’Austria (altro paese prescelto per la sua vicinanza), è sufficiente il documento di identità e l’indicazione della provenienza dei fondi.

Quanto ai vantaggi conseguenti, è generalizzato il rilascio, al titolare di conto corrente, di carte di credito e debito ampiamente accettate in tutto il mondo, quali Mastercard o Visa, che consentono al possessore di operare ovunque si trovi. In definitiva, per operare sul conto non è necessario recarsi agli sportelli della Banca estera: per i depositi o prelievi è possibile eseguire un bonifico/giroconto dall’Italia; e per i pagamenti basta utilizzare le carte rispettando i limiti e tenendo conto delle norme che regolamentano il profilo fiscale delle operazioni. 

Essere titolari di un conto estero consente inoltre di godere di interessi attivi spesso in termini più vantaggiosi; di sopportare costi più contenuti rispetto a quelli mediante proposti dalle Banche italiane; di accedere a finanziamenti e investimenti maggiormente remunerativi. 

Va comunque ricordato che le giacenze attive e gli interessi maturati sul conto estero possono essere tassati alla fonte con aliquote, in genere, inferiori a quelle italiane. 

Per aprire il conto all’estero, è necessario recarsi personalmente presso la filiale dell’Istituto prescelto, fornendo informazioni e motivando la richiesta di apertura del conto che può essere collegata ad esigenze lavorative, di studio o di investimento. È anche preferibile essere presentati da un professionista fiduciario della Banca, il che consentirà una verifica celere dei presupposti per l’immediata apertura.

Il conto può essere, chiaramente, aperto sia da privati che da società, ed in questo caso, oltre al documento d’identità del suo legale rappresentante, sarà necessaria la consegna della visura camerale e l’indicazione delle ragioni che giustificano l’apertura.

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