domenica, Settembre 6, 2026

Claire Lindner: L’essenza organica della scultura

Da diversi anni collaboro con l’artista francese Claire Lindner e, ogni volta che osservo le sue ceramiche, rimango incantato dalla sua abilità nel modellare la materia. Le forme di queste creazioni, eleganti e al tempo stesso evocative, sembrano nascere da un immaginario universale, che tutti noi siamo in grado di comprendere. Attingendo al mondo naturale, Claire realizza dei lavori che sfidano la pesantezza della ceramica e appaiono leggeri, effimeri, come in grado di fluttuare e librarsi nell’aria.

Trovo molto interessante la ricerca di questa artista, con la quale ho instaurato un rapporto di stima reciproca e che continua a dare importanti conferme e grandi soddisfazioni. 

La sua mostra In Limbo, che abbiamo allestito alla MAAB Gallery a Milano nel 2022, è stata la prima personale dell’artista in Italia. Collezionisti ed esperti hanno apprezzato soprattutto la raffinatezza e la peculiarità di questa artista, che ha intrapreso un percorso in costante evoluzione, sempre aperto a nuove declinazioni per i continui rimandi al rapporto tra arte, natura e trasformazione. In mostra a New York nel 2023, quando è finalista al Loewe Craft Prize, l’anno seguente Claire ha preso parte a The Journey of Life, l’edizione 2024 di Homo Faber, prestigioso evento internazionale ospitato dalla Fondazione Giorgio Cini a Venezia.

Michael Biasi

Di fronte alle sculture in ceramica di Claire Lindner si avverte un’energia primordiale: siamo introdotti in un dialogo silenzioso tra materia e vita mentre assistiamo all’apparizione di forme organiche che risvegliano la nostra immaginazione, suggerendo l’idea di essere in presenza di mondi in continua metamorfosi. 

Si ha come l’impressione di sentire il rumore del vento, l’acqua che scorre, il battito d’ali di un uccello in volo. La ceramica, materiale per definizione associato alla staticità e alla solidità, si trasforma nelle opere dell’artista francese in un medium dinamico e inafferrabile. Talvolta, e questo è molto evidente in alcune opere, queste forme sembrano accumularsi “per gemmazione”. 

Elemento essenziale della poetica di Lindner è l’uso del colore, che contribuisce a rafforzare la relazione con il mondo organico, con la natura che ci circonda. Le delicate transizioni cromatiche delle sculture seguono la fluidità delle forme che possono essere lette come una metafora del movimento incessante della vita. La matericità è, tuttavia, ben evidente e lo dimostrano la porosità e l’irregolarità delle sculture, che presentano una texture vellutata, non levigata, che avvicina queste creazioni alla spontaneità della natura.

Altri lavori traggono ispirazione da elementi appartenenti alla sfera dell’arte e della decorazione, come il panneggio. La disposizione delle pieghe dei tessuti nelle opere d’arte figurativa, in particolare nella scultura, ha sempre rivestito un ruolo di grande rilievo nella produzione artistica. Questo aspetto ha assunto un’importanza fondamentale soprattutto nell’arte classica, dove per la prima volta si è configurato come un vero e proprio sistema accademico. In Lindner, il drappeggio non è inteso semplicemente nella sua funzione decorativa e accessoria, ma assume un significato più profondo. Ispirandosi agli studi del filosofo e teorico dell’Estetica francese Georges Didi-Huberman, esso viene interpretato nelle sue ceramiche come un simbolo del movimento stesso della vita, espressione della sua natura metamorfica e mutevole. Oltre a questo, il panneggio diventa un potente veicolo di emozioni e di connotazioni psicologiche, capace di suggerire tensioni interiori, stati d’animo e dinamiche esistenziali.

Nata nel 1982 a Perpignan, in Francia, Claire Lindner è figlia di due ceramisti. Cresciuta a contatto con l’arte fin dall’infanzia, ha consolidato la sua formazione artistica sia in Francia che presso il prestigioso Camberwell College of Arts di Londra. Negli ultimi anni, il suo lavoro ha ottenuto un crescente riconoscimento internazionale, rendendola una delle voci più promettenti della ceramica contemporanea. Le sue opere sono state esposte in importanti collettive, tra cui la Contemporary French Scene al Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 2011, e la mostra Le Banquet al Grand Palais, nell’ambito della biennale Revelations 2015. Nel 2013 ha rappresentato la Francia alla Triennale Europea della Ceramica e del Vetro di Mons, in Belgio, contribuendo a riaffermare il ruolo della ceramica come linguaggio artistico innovativo e carico di potenzialità espressive.

Marta Previti

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