domenica, Settembre 6, 2026

Cena a Buffet 

Come affrontarlo da Vincitori 

Il “ricco Buffet” è un’antica trappola di origine romanica, che nei secoli a seguire è riuscita a sopravvivere insinuandosi ovunque, in occasione di matrimoni, feste private, compleanni, eventi di presentazione, formule alberghiere con pacchetto di mezza pensione, eccetera. Proprio per questa ragione, va conosciuto e analizzato per aiutarti ad affrontarlo da vincitore.

Perché è una trappola? È tale, in quanto si presenta in maniera sempre molto seducente dal punto di vista estetico, ma in realtà per il povero avventore che lo affronta con educata incertezza e leggero timore reverenziale, molto spesso si trasforma rapidamente come il miraggio dell’acqua all’orizzonte nel deserto.

Le insidie quando affrontiamo il “ricco Buffet” sono moltissime, e oggi per approcciarsi all’infido banchetto bisogna essere strategici, ma soprattutto ben addestrati sulle tecniche di guerriglia urbana.

Come dominare il Buffet in sei mosse

La prima è quella di avvicinarti al tavolo delle libagioni prima dell’assalto alle pietanze, studiando il terreno dell’imminente battaglia, memorizzando dove si trovano i piatti, le posate e i bicchieri, fondamentali alla raccolta del cibo durante la fase d’incursione (se ad esempio parti distrattamente facendo la fila dal lato opposto alle posate, sei sconfitto già in partenza!).

La seconda mossa è la logistica. Individuare un tavolo ove depositare rapidamente le derrate alimentari conquistate durante il combattimento, tenendo conto del rapporto di distanza tra il tuo punto di appoggio e la grande tavola imbandita, per non fare mancare poi i rifornimenti liquidi e solidi durante le successive fasi di nutrimento (vino, seconde portate, dessert, liquori ecc.).

La terza mossa richiede doti di equilibrismo e contorsionismo. La disciplina ginnica è richiesta per riuscire a caricare il piatto con il maggior numero di pietanze, senza rovesciarle durante il trasporto, mentre la seconda abilità (il contorsionismo) risulterà fondamentale per insinuarti tra i famelici avventori, sgusciando da un punto all’altro del banchetto, mantenendo il braccio sempre teso e con un piatto ben saldo, all’estremità dell’arto.

La quarta mossa è la mimetizzazione durante il riempimento dei calici (in genere sempre con capienze modeste), evitando abilmente di incrociare lo sguardo con l’addetto al versamento dei vini, che potrebbe riconoscerti nelle successive incursioni, inficiando la preziosa fase del ripristino del livello.

La quinta mossa è sviluppare la capacità di memorizzare in pochi secondi ogni pietanza esposta, ponendosi innanzitutto degli obiettivi concreti, senza lasciarsi mai ingannare dagli ampi vassoi di pasticcini a sfoglia salata e quelli con le fettine di prosciutto crudo, che nel “ricco Buffet” compaiono puntualmente in quantità significative per disturbare proprio l’occhio dell’avventore, distraendolo dai vassoi qualitativamente migliori ma quantitativamente minori (prosciutto e sfogliatine, nei buffet valgono quanto i pedoni nel gioco degli scacchi, non dimenticarlo mai).

Infine, la sesta mossa che risulta fondamentale e deriva dal tuo atteggiamento mentale: scordati chi sei. Nei pressi del buffet dovrai essere spietato, non dovrai fidarti di nessuno, e non avrai amici. In quel momento tu non sei un essere umano ma un lupo. Diffida quindi di quei sorrisini di circostanza delle persone che stanno intorno a te con il piattino in mano, ancor più se questi sorrisini provengono da labbra femminili. 

Ricorda, loro si trovano lì con il tuo stesso obiettivo, ovvero: nutrirsi a sbafo. Non esistono spacchi e décolleté profondi; le belve benché di accattivante femmineo aspetto, cercheranno di distrarti proprio con il linguaggio del corpo, ma in realtà sono lì per la tua stessa ragione, ovvero: sbranare tutto! (Leggi Ulisse e il canto delle sirene).

Quindi per mantenere la tua concentrazione, tieni lo sguardo basso ed incurante di chi ti sta intorno, pena l’obbligo di dover fare spazio alle fauci di queste idrovore che, a discapito dell’aspetto, sono più fameliche di un facocero della savana africana e soprattutto sono in quel momento tue antagoniste. A tal proposito predisponiti subito al combattimento, ovvero procedi con passo delicato e movimenti garbati lungo il perimetro della tavola, mantenendo però tutti i tuoi tendini e tutto il tuo apparato muscolare graniticamente teso, al fine di non concedere al nemico il cedimento di posizione neppure di pochi centimetri. Ai devastatori del buffet si aprirebbero subitaneamente pericolosissimi varchi, in cui si insinuerebbero facendo strage di crostacei e altre leccornìe di facile presa.

Seguendo queste sei mosse, avrai la certezza di tornare a casa con la pancia piena, e con una soddisfacente quantità alcolica in corpo che riuscirai a smaltire già prima di salire in macchina, grazie a un’altra inquietante pratica messa in atto durante questi eventi, che è il rituale del trenino festante al ritmo di “sassùeeera sassùeraaa… Brigitte Bardot Bardot”, ma questa è un’altra storia horror, di cui parleremo prossimamente.

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