domenica, Marzo 3, 2024

Carla Accardi:  La mostra al Museo Correr

Visitare le sale del Museo Correr in piazza San Marco a Venezia è come fare un viaggio nella storia dell’arte attraverso capolavori inestimabili: una meraviglia continua tra opere medievali e rinascimentali, fino ad arrivare alle sale di Canova e il Neoclassicismo.

Ed è in questo luogo, fra i più prestigiosi della Serenissima, che è in corso la mostra dedicata ad una delle artiste più conosciute del Novecento: Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014).

È sorprendente come i suoi Lenzuoli si inseriscano così armoniosamente nello spazio espositivo grazie ad un allestimento suggestivo che sfrutta l’altezza e la superficie della stanza.

CARLA ACCARDI. Gli anni Settanta: i Lenzuoli. Courtesy Fondazione Musei Civici di Venezia. Photo Daniele Molajoli

Carla Accardi, caposaldo dell’arte del XX secolo, ha dato un forte impulso all’affermazione dell’arte astratta in Italia nel secondo Dopoguerra e, come unica donna del gruppo Forma 1 (1947), ha portato avanti un linguaggio sperimentale basato sulla mediazione tra Astrazione e Realismo.

Le opere dell’artista siciliana hanno raggiunto record d’asta che superano i 300.000 euro e sono molto ricercate nel mondo del collezionismo. In effetti, la sua cifra stilistica la rende unica nel panorama artistico internazionale.

Questa mostra celebra un periodo ben preciso della produzione di Accardi, quello caratterizzato dai “Lenzuoli”, realizzati a partire dagli anni Settanta e raramente esposti in altre mostre.

Quindi non perdete questa occasione!

Michael Biasi

«Il mio scopo è di rappresentare l’impulso vitale che è nel mondo»

Carla Accardi

Nata a Trapani nel 1924, Carla Accardi è una delle artiste italiane più importanti del Novecento. Pur avendo vissuto a Roma, ha stabilito durante la sua vita un legame privilegiato con Venezia partecipando a diverse Biennali d’Arte: dalla prima volta nel 1948 al 1964, quando è invitata a esporre con una sala personale e poi, ancora, in molte altre edizioni fino all’ultima curata da Cecilia Alemani.

Quando, nel 1964, il Padiglione italiano della Biennale di Venezia dedicò un’intera sala alle opere dell’artista siciliana, i giornali dell’epoca lanciarono la notizia sottolineando la straordinarietà dell’evento: era la prima volta che a una pittrice, a una donna italiana per intenderci, fosse stata concessa un’occasione così importante. Ancor più clamore fece la notizia quando ci si rese conto che le era stato dato più spazio del marito, l’artista Antonio Sanfilippo, anche lui invitato alla Biennale di quell’anno ma al quale era stata data a disposizione solo una parete da condividere con altri artisti.

Le opere esposte al Museo Correr nella Sala delle Quattro Porte appartengono a un ciclo realizzato dall’artista negli anni Settanta e consistono in grandi e avvolgenti stoffe intitolate “Lenzuoli”.

CARLA ACCARDI. Gli anni Settanta: i Lenzuoli. Courtesy Fondazione Musei Civici di Venezia. Photo Daniele Molajoli

Come altre opere precedenti, Carla Accardi dipingeva questi lavori sul pavimento, unico modo per potersi confrontare con superfici di dimensioni così grandi. Decorati con segni e combinazioni cromatiche, i “Lenzuoli” hanno un grande impatto visivo e catturano lo sguardo di chi li osserva.

La prima volta che vengono presentati al pubblico è nel 1974, alla Galleria Editalia di Roma. Di quella mostra romana possiamo vedere al Correr, disposti in una teca, il catalogo, alcune fotografie e diversi disegni che ci danno modo di capire il modus operandi dell’artista.

I due curatori, Pier Paolo Pancotto e Chiara Squarcina, riportano così alla luce opere praticamente inedite che, dialogando con gli ambienti storici del museo, mostrano un aspetto intimo e poco conosciuto di questa artista della quale il prossimo anno sarà celebrato il centenario dalla sua nascita.

Queste creazioni che, come scrive Pier Paolo Pancotto, mettono in risalto «una sintassi primaria, fatta di pochi segni geometrici alternati ad ampie campiture monocrome», ricordano la Sicilia di Accardi per la loro luminosità e per le cromie vivaci e gioiose.

Seguiamo, fino ad arrivare quasi al soffitto, l’andamento ondulato o verticale dei segni dell’artista che, in base alla nostra vicinanza dall’opera, sembrano infittirsi o distendersi sulla stoffa.

E anche i lavori plastici, come la Scultura trasparente del 2002 e l’Oggetto trasparente del 2001, si inseriscono perfettamente nello spazio espositivo, interagendo con esso attraverso la trasparenza del materiale di cui sono costituiti che crea degli effetti interessanti grazie a un gioco di luci ed ombre.

 «La figurazione è la cosa più importante del nostro passato.

Ma noi pensavamo, e lo penso ancor oggi,

che non si può avere un’arte che ha come contenuto sempre l’uomo,

la figura dell’uomo.

L’arte può e deve essere come la musica,

che ha in se stessa delle doti e ti trasmette della spiritualità.

Ed è così che è nata la mia pittura,

a cui sono arrivata con un cammino personale…»

 Carla Accardi

CARLA ACCARDI. Gli anni Settanta: i Lenzuoli

Venezia, Museo Correr, Sala Quattro Porte

28 aprile – 29 ottobre 2023

A cura di Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto

In collaborazione con Archivio Accardi Sanfilippo

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