domenica, Settembre 6, 2026

Boomers vs Millennials

Due generazioni a confronto

C’è chi ci chiama “Boomers”, o per quelli con qualche anno di meno, la definizione è: “X generation”; in tutti i casi stiamo parlando di noi, i nati tra gli anni ’50 e ’70.

Siamo quelli che i jeans li chiamano ancora “blue jeans”, e che al posto di “sneakers” scivolano spesso nel più confidenziale “scarpe da ginnastica”. 

Siamo cresciuti a pane, dischi e videocassette, in un mondo che oggi parla solo di tracce su file e di Netflix.

Sino all’altro ieri, eravamo noi a canzonare i nostri genitori che non capivano l’avvento dell’informatica. Noi moderni geni che avevamo affrontato vittoriosamente le difficoltà d’uso dei telecomandi tv di ultima generazione, che maneggiavamo con disinvoltura dvd e cd-rom, e soprattutto che ci eravamo traghettati fuori con successo, durante l’insidioso passaggio dalle macchine da scrivere Olivetti alle tastiere del personal computer. 

Oggi però, siamo noi che davanti all’AI (intelligenza artificiale), o studiando determinati applicativi che nemmeno a Cape Canaveral se li sognavano ai tempi delle missioni Apollo, ci sentiamo dei beati ignoranti informatici rispetto ai Millennials e alla cosiddetta Generazione Z (la versione aggiornata dei Millennials, ancor più giovane e tecnologicamente agguerrita), infingardi virgulti che ci umiliano quotidianamente con lo stesso sarcasmo che noi rivolgevamo un tempo ai nostri genitori (gli unici, per chi ha la fortuna di averli, che ancora ci considerano individui ”moderni”).

Tempus fugit recita l’antica locuzione latina. Per me, il tempo è “fuggito” alla velocità del suono. Dopo il mio periodo scolastico preuniversitario, una volta raggiunti i fatidici 18 anni, chi iniziava le scuole elementari in quel momento, l’unica innovazione che si ritrovava, era la calcolatrice elettronica al posto delle mitiche tavole pitagoriche (stampate sulla pagina assorbente di fine quaderno). Pensate invece oggi, la tecnologia quanto ha creato in questi ultimi 18/20 anni. La televisione digitale, gli attuali smartphone, ormai spaziali rispetto a quelli d’inizio millennio. Pensate ai social media, alle auto elettriche, ai supercomputer in formato ormai quasi tascabile, alla tecnologia d’illuminazione a led che ha pensionato la lampadina di Edison; pensate in casa alla friggitrice ad aria, il Dyson, il Bimby, il forno ad acqua, il climatizzatore silenzioso e senza unità esterna, la domotica tutta, il 5G, il wi-fi ultraveloce, e mille altre diavolerie.

Per gente come noi, alla boa del mezzo secolo in su, riuscire a tenere il passo è mera finzione davanti agli agguerriti Millennials. Noi siamo ormai dei vecchi fumosi diesel che grazie alla cosmesi, e all’abbigliamento informale, ci mimetizziamo riuscendo a esibire ancora una “carrozzeria” apparentemente in discreto stato, ma restiamo dei consunti Naftoni, obsoleti ed obso-lenti. I cari Millennials (più o meno dell’età dei nostri figli) ci osservano con la stessa fascinazione di Piero Angela davanti ai resti di Pompei. Siamo dunque prossimi alla rottamazione definitiva?

Col Ca…volo! Sapete una cosa? In questo mondo sempre più schiavo della tecnologia digitale e della dittatura del politically correct, osservo una schizofrenica subcultura che sta vessando la libertà di espressione gergale, scherzosa e goliardica di ogni sapiens mediamente istruito. I giovani oggi sono sicuramente molto svegli ma informati male, a causa degli strumenti da cui fanno provvista d’informazioni. È abbastanza evidente, osservare la loro mancanza di fantasia e iniziativa, perché: “tanto basta scaricare questa o quella app e si crea tutto”.

Mi dissocio quindi da questa cosiddetta modernità, dichiarandomi convintamente felice della mia appartenenza al mondo dei Naftoni, con il fiato più corto di quello di un millennial, ma con una immaginazione ben più vasta. Noi Naftoni (chi più chi meno), al pari di un supereroe della Marvel, possediamo un superpotere: conserviamo ancora la fantasia maturata da quella creatività che possedevamo nel gioco, ai tempi in cui lo strumento più elettronico che esisteva era il naso illuminato dell’allegro chirurgo. Siamo la generazione dei cambiamenti epocali di questa Società. Abbiamo goduto sinora dell’avvicendarsi di ben sei Papi al Vaticano, del “primo passo” sulla Luna e dello Shuttle, di due fantastiche Coppe del Mondo nel calcio, di zero guerre mondiali (… sinora). Abbiamo conosciuto da bimbi felici gli anni ’60, goduto della musica immortale degli anni ’70 e da ragazzi adulti abbiamo abbracciato il divertimento della “Milano da bere”, nei meravigliosi anni ’80.

Siamo protagonisti del cambiamento della tv in bianco/nero al colore, siamo stati testimoni della nascita delle radio libere e delle tv private (sì, le chiamavano così), siamo sopravvissuti alle televendite urlate di Vanna Marchi, a quelle del “Baffo Asmatico” e ai deliri di Sergio Baracco con i gioielli di Valenza Po. 

Abbiamo vissuto l’austerity con le domeniche a targhe alterne, gli anni di Piombo della politica, il terrore per l’Hiv, la mucca pazza, l’aviaria, la Sars, l’influenza suina e ora anche il Covid-19…

I nostri nonni fecero due guerre mondiali e ne uscirono con i testicoli corazzati. Noi non abbiamo fatto le guerre di trincea, ma ne abbiamo vissute così tante di ben più subdole: abbiamo combattuto tutta la vita con i cambiamenti epocali. Cari Millennials, sicuramente non padroneggeremo come voi gli applicativi dell’intelligenza artificiale di oggi, ma continueremo a sopravvivere con dignità intellettuale grazie alle esperienze maturate in questi decenni di continue trasformazioni, a cui ci siamo adeguati, sviluppando una rassicurante Intelligenza Naturale… mettetevela quindi via: Noi Naftoni non ci arrenderemo mai!

Other Articles