Nella stagione invernale molti di noi amano trascorrere i weekend in montagna e dedicarsi agli sport che la neve ci offre.
Sono momenti che ricerchiamo e che donano un senso di benessere, di libertà, di svago, e fanno bene alla salute e alla mente, soprattutto se vissuti con alcune consapevolezze in più.
Ad esempio, ci siamo mai chiesti perché ci sentiamo allegri e vitali dopo una bella sciata? Che differenze ci sono con il praticare un altro tipo di sport o qualche attività indoor? E quali cibi potrebbero farci stare meglio o peggio?
I benefici psicologici dello sci
Oltre agli ovvi benefici di tipo fisico che questo sport comporta (tonificazione muscolare e allenamento cardiovascolare), emergono anche numerosi effetti positivi sulla salute mentale che derivano dalla pratica di questa attività, come confermato da diverse ricerche.
Praticare lo sci (sia alpino che di fondo) innanzitutto migliora l’umore e previene/allevia stati d’animo depressi.
Fare attività fisica circondati dalla neve, con la sua luce bianca, il sole, le montagne, le valli, dona un senso di pace interiore, di rilascio delle tensioni della vita di città, e di connessione con l’aria e con la natura.
Dopo aver svolto attività sportiva, il nostro cervello produce endorfine e irisina, neurotrasmettitori che riducono la produzione da parte del sistema immunitario di sostanze che favoriscono l’umore basso, e innescano invece sensazioni di euforia, vitalità, senso di benessere psicofisico.
Sostiene l’autostima.
Praticare una sessione di sci, o seguire delle lezioni con un maestro per apprendere o affinare la propria tecnica, consente di guadagnare fiducia in se stessi, di essere contenti di aver portato a termine un risultato, di essere riusciti bene nell’attività, o di essersi migliorati; tutto ciò va ad accrescere l’autostima e l’autoefficacia.
Riduce gli stati d’ansia.
Dover gestire l’attrezzatura, concentrarsi sul proprio corpo e sulla posizione degli sci per una corretta esecuzione tecnica, sposta la mente dai pensieri negativi e dalle preoccupazioni quotidiane, per portarla nel qui ed ora, nel movimento e nel senso di divertimento.
Aumenta l’equilibrio interiore.
Lo sci è uno sport che richiede attenzione a una costante ricerca di equilibrio dinamico con il corpo, e questo meccanismo favorisce il consolidamento anche dell’equilibrio emotivo. È stato inoltre dimostrato che lo sci contribuisce a sostenere importanti funzioni mentali, quali la memoria, l’attenzione, la concentrazione, prevenendo anche in età più avanzata il declino cognitivo.
Consente un sonno di qualità.
Dopo una bella sciata, il corpo e la mente sono adeguatamente predisposti ad abbandonarsi al cosiddetto “sonno ristoratore”, che come sappiamo è prezioso per mantenere la salute del corpo e della mente.
Favorisce il controllo del peso.
Nello sci di fondo si consumano in media circa 600-800 kcal per ora di allenamento, e per lo sci alpino 200-400 kcal per ora di allenamento. Ciò significa che lo sci, in particolare lo sci nordico, è uno sport utilissimo per sostenere un peso sano e un metabolismo efficiente.
Consente il contatto con la natura.
La natura ha sempre dimostrato di essere un’alleata insostituibile per il nostro benessere, e purtroppo spesso nella vita moderna ne usufruiamo troppo poco, con conseguenze non positive sulla salute emotiva e fisica.
Una ricerca condotta dalla dottoressa Frances Ming Kuo, dell’University of Illinois, ha confermato che l’assenza del contatto con un ambiente naturale aumenta nelle persone il rischio di ansia, depressione, iperattività, mentre al contrario immergersi nella natura favorisce l’umore positivo, il controllo degli impulsi, le funzioni cognitive, l’autodisciplina.
Cosa mangiare quando si scia
L’alimentazione dello sciatore non deve discostarsi molto da quella che è una dieta normotipo, tuttavia deve tenere in considerazione alcune accortezze che vanno a favorire sia un allenamento efficace e piacevole, sia un senso di benessere fisico.
I carboidrati devono essere la principale fonte energetica per far fronte all’attività intensa, e devono essere affiancati da una giusta dose di proteine per consentire una corretta termogenesi, che tende a essere più veloce nei climi freddi.
L’apporto calorico deve essere superiore a quello abituale relativo a una giornata che non prevede alcuno sport, per preservare le prestazioni e garantire la corretta resistenza.
La composizione della dieta deve prevedere: 55-60% di carboidrati, 15-20% di proteine, il 20% di grassi.
Un esempio di alimentazione per una giornata sugli sci
Come colazione yogurt con biscotti secchi, un succo di frutta, tè/caffè; oppure fette biscottate/pancake con marmellata, frutta fresca, tè/caffè.
A pranzo sarebbe ideale consumare un piatto unico, che costituisca circa il 30-40% della quota calorica giornaliera, come ad esempio una zuppa di cereali, polenta e spezzatino, un secondo con verdure.
La cena potrebbe prevedere qualche piatto più calorico, come ad esempio pasta, formaggio e verdure fresche, oppure legumi, carne e verdure.
Al bisogno, e a seconda dell’intensità dell’attività che si sta svolgendo, durante la mattinata o il pomeriggio, mentre si scia possono essere consumati anche dei piccoli spuntini, che preferibilmente devono essere costituiti da piccoli apporti di macro e micro nutrienti, che non vadano però ad affaticare l’apparato gastrointestinale: ad esempio si possono utilizzare le barrette energetiche o i gel con maltodestrine.
La ricetta di oggi: Piatto dello sciatore (o Spiegeleier)

A tutti sarà capitato di mangiare questo ottimo e sostanzioso piatto in qualche baita di montagna o sulle piste da sci. Vediamo come si può preparare anche a casa.
Ingredienti (per 4 persone)
1 kg di patate
12 fette lunghe e sottili di speck
8 uova
1 cipolla dorata
15 g di burro
q.b. di olio evo, sale, pepe, erba cipollina
Procedimento
Lavare le patate con la buccia, e cuocerle in acqua calda salata per 20 minuti. Scolarle, lasciarle raffreddare, e poi sbucciarle. Tagliarle a fettine sottili.
Tritare la cipolla finemente.
In una padella ampia, mettere 3 cucchiai di olio, aggiungere la cipolla e far rosolare qualche istante. Aggiungere le patate e lasciate a fuoco vivo per qualche minuto, mescolando ogni tanto.
Abbassare il fuoco a medio-basso e lasciare cuocere per 15-20 minuti, dando ogni tanto qualche colpo deciso di manico della padella.
Regolare di sale, e aggiungere l’erba cipollina. Se si desidera il tipico sapore delle patate tirolesi, aggiungere anche il burro.
In un’altra padella antiaderente e calda, adagiare le fette di speck (di solito non serve aggiungere olio sotto allo speck), aprire sopra ad esse le uova, aggiungere sale e pepe, e lasciare cuocere a fuoco moderato per qualche minuto.
Quando tutto è cotto, impiattare le patate e sopra adagiare le fette di speck con le uova (due uova a persona); aggiungere un pochino di erba cipollina tritata e servire.
Buono sport e buon appetito!
