Con l’arrivo delle festività natalizie si moltiplicano gli appuntamenti conviviali: cene aziendali, ritrovi tra amici, scambio di ceste e i tanto attesi regali che rallegrano bambini e adulti.
Se i più piccoli si dedicano con impegno alla tradizionale “letterina” a Babbo Natale, per i grandi il momento della consegna dei doni è spesso accompagnato da poche righe scritte a mano, un pensiero personale che completa il gesto del regalo.
Come sanno i lettori più fedeli di questa rubrica, ogni scritto manuale racconta molto più di quanto sembri: la scrittura è infatti un gesto proiettivo della personalità. Anche un semplice biglietto d’auguri può rivelare tratti del carattere di chi lo ha redatto e offrire indizi sul tipo di legame che unisce mittente e destinatario.
Ma come si possono cogliere questi aspetti? Attraverso l’interpretazione congiunta di numerosi segni grafologici.
In questo numero di VPOCKET proponiamo un minitest semplice e accessibile a tutti, che aiuterà a scoprire se i biglietti d’auguri ricevuti, o quelli che ci si appresta a scrivere, contengano davvero elementi di autentico e sincero augurio.
Biglietti (non) augurali: il minitest
Prendi il biglietto d’auguri e individua la presenza o meno dei segni grafici indicati nella seguente tabella.
Se un segno è presente annota il punteggio. In assenza di segno non annotare nulla e procedi all’elemento successivo.
Al termine, somma i punteggi ottenuti e consulta il profilo corrispondente al totale.

Risultato
Più di 2: “Veri” auguri. Chi ti ha scritto questo biglietto, con ogni probabilità, è una persona amichevole, spontanea e senza troppi filtri, che non ha bisogno di cercare le parole giuste perché le sente davvero per te. Insomma, anche se quanto trovi scritto può essere una frase di circostanza o un copia e incolla da bigliettini preconfezionati, qui l’augurio è autentico!
Fino a 2: Auguri “in via di miglioramento”. Il biglietto che hai tra le mani, diciamolo, sembra essere stato scritto più per dovere che per reale trasporto. Il mittente, con ogni probabilità, non appartiene alla tua cerchia più affettuosa o semplicemente è una persona dal carattere un po’ riservato, non incline alle effusioni. Il risultato? Un augurio corretto, magari elegante, ma dal cuore un po’ tiepido… ma in fondo mica tutti i “buon Natale” devono essere uguali!
È importante ricordare che il minitest proposto ha l’intento di avvicinare il lettore alla grafologia in modo giocoso (e con il medesimo spirito bisogna leggere i risultati). Il grafologo, nelle sue analisi professionali, non fa infatti la semplice somma dei segni grafologici.
Non sai ancora cosa fare per Natale?
Sperimenta un’analisi grafologica della scrittura: un bel regalo di crescita personale, utile e originale da fare a se stessi e ai propri cari.
