giovedì, Settembre 29, 2022

Anish Kapoor

a Venezia tra grandi istallazioni e profonde riflessioni

In questi mesi la città di Venezia è un museo a cielo aperto: oltre alle splendide architetture che si incontrano tra calli, campi e campielli, non bisogna infatti lasciarsi sfuggire le grandi mostre allestite in palazzi storici e spazi espositivi in concomitanza con la 59a Biennale d’Arte di Venezia.

Oggi vi parliamo dell’esposizione dedicata ad Anish Kapoor, ospitata presso le prestigiose sedi delle Gallerie dell’Accademia e di Palazzo Manfrin.

Michael Biasi

Venezia dedica una grande retrospettiva al famoso artista anglo-indiano Anish Kapoor:sono due le sedi che ospitano le numerose opere — di cui alcune inedite — selezionate per questa imponente esposizione.

Dalle Gallerie dell’Accademia nel sestiere di Dorsoduro, il percorso conoscitivo su Anish Kapoor si conclude in zona Cannaregio, nello storico Palazzo Manfrin, sede che l’artista, innamorato della città lagunare, ha acquistato per farne una fondazione a scopo culturale.

Ormai di casa sia a Londra che a Venezia, Kapoor ha dichiarato:

«Adoro Venezia, la amo per quel suo lato maternamente oscuro, per queste sue acque. Sono stato qui un po’ anche durante il lockdown».

Il lato materno della Serenissima viene così celebrato nell’opera Pregnant white within me, che ragiona proprio sul concetto di maternità: un gigantesco rigonfiamento totalmente bianco dilata infatti la parete dello spazio espositivo, confondendosi con esso e sfidando il nostro occhio, intento a definirne i contorni.

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Anish Kapoor. Photo: David Levene. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2021
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Anish Kapoor Pregnant white within me Photo: David Levene. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2021

Al candore di questo lavoro si oppongono i colori dominanti di tutto il percorso, il rosso e il nero.

L’uso del rosso è una costante delle opere di Kapoor da almeno trent’anni, ma in questo periodo storico non può che evocare gli scenari drammatici della guerra in corso, invitandoci a riflettere sui tempi che stiamo vivendo. In realtà alcuni di questi lavori, pur raccontando di un mondo violento e sanguinoso, sono stati realizzati oltre 15 anni fa, dimostrandoci come purtroppo certi temi restino sempre attuali.

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Anish Kapoor Mount Moriah at the Gate of the Ghetto Photo: David Levene. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2021

Così è Shooting into the corner (2008-2009), già esposto anni fa alla Royal Academy of Arts di Londra: il grande cannone che fa esplodere contro il muro bianco proiettili di cera rossa offre un’immagine violenta, anche per i toni cromatici simili al sangue che scuotono i nostri animi. All’idea di brutalità si affianca, d’altro canto, il fascino dei colori e dell’impatto visivo di quest’opera, in cui il rosso ricorda sotto molteplici forme colate laviche, il sangue, la materia primordiale.

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Anish Kapoor Shooting into the corner Photo: David Levene. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2021

Tra le 60 opere presenti in mostra troviamo però anche il nero assoluto, il cosiddetto Kapoor Black, il nero più nero esistente, un colore dato da un materiale composto da nanotubi di carbonio “sparato” da un reattore. Assorbe la luce al 99,96 per cento, in pratica facendola sparire.

«Il nero è il colore della terra e della notte. Quando si tratta, però, di materialità, è il colore della terra. Da un punto di vista biologico, possiamo concentrarci sul nero, ma non possiamo fare altrettanto con il blu, seppure sia buio e scuro. Dal punto di vista dell’immaginazione, invece, il nero è il colore dell’interiorità. Se chiudiamo gli occhi, ad esempio, vediamo nero. Ecco l’interiorità. È strano notare che c’è un’associazione di stati d’animo con i colori»

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Anish Kapoor Shooting into the corner Photo: David Levene. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2021

A Palazzo Manfrin l’opera che sicuramente creerà maggior turbamento è Mount Moriah at the Gate of the Ghetto (2022), che si presenta come un invadentemagma che scorre dall’alto. Questa installazione site-specific ci accoglie nella mostra inondando l’ingresso del palazzo di una materia rosso sangue che intralcia la visuale, occupando totalmente lo spazio.Nella corte è esposta anche Turning Water into Mirror, Blood into Sky (2003), una grande vasca contenente vernice rosso sangue che gira vorticosamente evocando allo stesso tempo cielo e inferno.

Cosa aspettarci quindi da questa esposizione?

Indubbiamente un turbinio di emozioni che, tra opere specchianti e immagini perturbanti, ci daranno modo di riflettere ma anche di interagire e giocare insieme ai lavori esposti.

Queste sono solo alcune delle suggestioni che provocherà in voi la grande mostra di Anish Kapoor curata da Taco Dibbits e aperta fino al 9 ottobre per tutti coloro che vorranno immergersi nel mondo visionario dell’artista.

ANISH KAPOOR

Gallerie dell’Accademia e Palazzo Manfrin, Venezia

20 aprile – 09 ottobre 2022

Gallerie dell’Accademia

Campo della Carità, Dorsoduro 1050, 30123, Venezia

Palazzo Manfrin

Fondamenta Venier, Cannaregio 342, 30121, Venezia

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