Agente procuratore per la Reale Mutua
Consulente assicurativo. Servizi di utility per l’impresa e la persona (energia, telemedicina, noleggio auto a breve e lungo termine)
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Andrea, benvenuto nelle pagine di VPOCKET.
Vorrei cominciare dalla tua storia. Come hai iniziato il tuo percorso e come hai scelto di evolvere negli anni?
Ho iniziato il mio percorso nel 1999, dopo 6-8 mesi di prova, con la convinzione che sarebbe stato il mio lavoro per la vita. Questo perché mi permetteva di stare a contatto con la gente; conoscere i bisogni delle persone, ascoltarne le storie di vita, i successi lavorativi, le difficoltà e i problemi che in qualche modo le preoccupavano. La fiducia su di me riposta, mi ha fatto capire l’importanza di questo lavoro.
Man mano che il tempo passava sentivo di esserne all’altezza, sentivo di essere in grado di creare con essa un profitto di reale valore per tutte le parti in gioco.
Ed è stata proprio la mia grande curiosità, la mia voglia di spingermi a cercare nuove conoscenze che mi ha permesso di essere sempre al passo con le esigenze dei miei clienti, della mia famiglia, e anche riguardo la mia persona.
Nel lavoro bisogna cercare la propria anima; una visione da portare avanti e verso cui protendere. Cosa ti ispira, cosa ti muove?
Mi muove il desiderio di essere parte del cammino dei miei clienti. Non a caso cerco sempre un rapporto interpersonale con loro; si crea empatia, e questa permette soddisfazioni che vanno ben oltre l’aspetto economico.
L’aspetto economico è infatti un mezzo non il fine. Non può essere altrimenti.
Parlando di collaborazioni hai detto: «In questo momento viaggiare da soli è la cosa peggiore da fare». Cosa significa “viaggiare insieme”? Come si collabora in modo sano con partner e clienti?
Viaggiare insieme significa ascoltare e farsi ascoltare, altrimenti diventa un viaggio sterile. Sì è vero, accompagnare può essere gratificante; accompagnare una persona verso un traguardo o farsi accompagnare evita solitudine, dà indietro un valore… Ma ascoltare davvero chi ti è al fianco e farsi ascoltare, porta il rapporto a un livello superiore che permette la condivisione di un progetto comune, dove entrambe le parti si sentono valorizzate per ciò che danno e ricevono. Viaggiare insieme porta accoglienza e condivisione.
Per te è importante che il cliente si faccia le domande giuste per arrivare a ciò di cui ha davvero bisogno. Come si guida questo processo di ricerca?
In tanti modi, di sicuro attraverso la conoscenza. La capacità di trasmettere il proprio sapere, e non per il gusto di arricchire il proprio ego ma piuttosto per rendere accessibile a tutti la conoscenza. Così facendo non bisogna temere di non essere più utili. Anzi, se il cliente conosce, si renderà meglio conto di quanto sia importante averci al suo fianco.
Poi si guida con l’ascolto, non smetterò mai di sottolinearlo. Ascoltare, lasciar parlare liberamente il cliente quando esprime la sua esigenza, la sua storia, per poi guidarlo in una direzione che tenga conto di tutto.
Il cliente non vuole qualcuno che “sappia già” di cosa ha bisogno. Vuole qualcuno che sappia ascoltare cosa ha da dire.
Sei stato un atleta di pugilato e ora sei da parecchi anni presidente del club pugilistico Boxe Piovese. Sport e lavoro, qual è per te la connessione tra questi due mondi?
È una connessione continua.
Medesimo l’approccio: la passione mi muove a dare sempre di più, e non è una questione di affermazione, ma un bisogno di spingermi al massimo delle mie potenzialità, alzare l’asticella per andare oltre. Vedo la vita come un dono, e come segno di riconoscenza credo sia mia responsabilità dare il massimo.
Medesime le situazioni: la fase di preparazione per il match, accurata, senza presunzione, pronta agli imprevisti (infortuni o difficoltà); poi arriva la resa dei conti, il match o il progetto lavorativo, il cliente, il rapporto con i collaboratori, l’eventuale sconfitta o vittoria, il rialzarsi e il migliorare dagli errori…
La vita a volte ti mette all’angolo, altre ti mette al tappeto. Se non vuoi farti mettere all’angolo devi spostarti e trovare in te tutta la forza necessaria per non finirci. Poi accade che ci finisci lo stesso, allora devi cercare le motivazioni, quelle giuste, quelle forti, quelle profonde che ti spingono a trovare la capacità di uscirne attraverso l’esperienza.
Se la vita ti mette al tappeto, beh, allora non ti rimane altro che ricominciare da capo, allenarti, progredire e via via assestarti per il nuovo match. A volte bastano anche piccoli cambiamenti per ritornare in piedi.
Sei molto legato al tuo maestro di pugilato, Gino Freo.
Quali sono i valori che ti ha trasmesso e che applichi con orgoglio nella tua vita?
Impegno, lealtà, competenza, accoglienza. La curiosità verso il nuovo e la conoscenza, che poi apre le porte a tante altre qualità capaci di arricchirti.
Sono valori del mio Maestro, ma già facevano parte di me.
Nel nostro rapporto c’è sempre stata sinergia, una profonda comunione di valori che ci ha legato e accompagnato nel corso degli anni.
Aggiungerei spirito di squadra, fiducia, iniziativa, proprio perché è insieme che si realizzano le cose, qualsiasi esse siano.
Grazie per il tuo tempo Andrea. Concludo con la domanda simbolo di Interview: Cos’è il successo per te? Cosa significa raggiungerlo?
L’essere riconosciuto dagli altri per la caratteristica o la qualità che più apprezzo di me stesso.
Non necessariamente il successo deve riguardare il lavoro. Mi sento una persona di successo ogni qualvolta vengo riconosciuto per ciò che mi piace di me. Per quello di cui posso sentirmi fiero.
