giovedì, Dicembre 8, 2022

Alimentazione olistica: cibo e anima

Cosa c’entra l’atto del mangiare con la nostra interiorità?

Nulla, si potrebbe pensare in prima battuta, ma andiamo a scoprire i nessi che ci sono.

Il saper mangiare in modo olistico significa alimentarsi con la piena consapevolezza sia di chi siamo, sia di cosa è l’alimento che abbiamo nel piatto, inteso non solo come nutrienti e calorie.

Il concetto di “olistico” viene purtroppo ad oggi utilizzato in maniera impropria e molto banale, di solito intendendo con questo concetto qualcosa di relativo al benessere completo.

In realtà, il termine olistico deriva dal greco olos, che significa “intero”, stando ad indicare un sistema che può funzionare bene solo se lo si considera come molto di più della somma delle sue parti. Come una musica: è considerata nella sua completezza e bellezza poiché non è solo la somma delle sue note.

Alimentarsi in maniera olistica significa quindi considerare come un insieme unico, che funziona con le sue specifiche regole: il chi siamo (in quella giornata specifica ed in generale), cosa facciamo, lo stato fisico che abbiamo in quel momento, lo stato emotivo, la tipologia di cibo che ingeriamo, cosa è e da dove viene, che caratteristiche intromettiamo con esso nell’organismo.

Una considerazione olistica del cibo non si ferma quindi alla sostanza fisica dell’alimento, cioè tipologia (verdura, dolci, pasta, e così via), all’apporto calorico, alla presenza di determinati nutrienti (carboidrati, grassi, proteine, oligoelementi), al gusto e alla qualità; ma considera anche le dimensioni non fisiche del cibo, come il carattere della luce e del colore, e come esse condizionano l’organismo e la mente che le riceve.

Infatti, come l’essere umano, così anche il cibo contiene sia una dimensione fisica (ovvero le caratteristiche misurabili e osservabili oggettivamente e scientificamente), sia una dimensione metafisica non direttamente tangibile.

La ricerca del benessere alimentare non dà risultati completi se non è “olistico”.

Tante persone si rivolgono al campo della nutrizione perché cercano un miglioramento del proprio corpo e della propria salute; e la maggior parte dei programmi vertono su aspetti organici del cibo e delle calorie, tralasciando tutta la parte emotiva (della persona e del cibo) che invece risulta fondamentale in una visione olistica del benessere.

Il lato materiale dell’alimentazione viene analizzato e gestito dalla chimica e dalla fisiologia, mentre il lato “interiore” del cibo riguarda altri aspetti: la luce che esso ha assorbito, il calore naturale o artificiale a cui è stato esposto, i metodi di coltivazione e di preparazione, il taglio, la disposizione, il raccoglimento a tavola durante il pasto, l’estetica.

Nel concetto di alimentazione olistica dunque, l’atto del mangiare non si limita alla salubrità dell’alimento e al gusto, ma viene considerato come un momento in cui ci connettiamo da una parte con noi stessi e dall’altra con la natura. Il nostro intimo incontra il mondo esterno.

Sicuramente è un pensiero che non facciamo mai quando siamo seduti a tavola. Ma proviamo a fermarci un attimo al prossimo pasto e consideriamo da quale terra proviene quel cibo, da quali mani è stato maneggiato, che sole lo ha illuminato, di cosa si è nutrito, come lo abbiamo cucinato e disposto nel piatto. Proviamo a pensare che tutto ciò, in un’ottica olistica, va ad influire su cosa la nostra parte emotiva riceverà da quell’alimento.

Come vivere l’alimentazione in modo olistico.

I primi strumenti a disposizione sono i nostri 6 sensi. Sei, e non cinque, perché includiamo anche la capacità di consapevolezza e di cura a tavola.

Quanto utilizziamo la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto quando mettiamo in bocca un boccone? Il gusto (talvolta unito all’olfatto) certamente è il mezzo più utilizzato per percepire se un cibo ci piace o non ci piace, ed anche per godere del piacere di mangiare quel tipo di alimento. Ma siamo sicuri di usarlo appieno? Cogliamo tutte le sfumature del gusto? Le assaporiamo con calma? Notiamo come esse cambiano durante la masticazione?

E sappiamo “guardare” un cibo, o lo vediamo banalmente per il colore e la tipologia? Potremmo farci tante domande per ogni singolo senso, e scoprire molte cose interessanti. In particolare sul senso “numero sei” di cui parliamo qui, ovvero lo stato di consapevolezza a tavola: 

A cosa penso mentre mangio? Considero da dove viene quel pezzo di cibo? 

E provo gratitudine? Mi dà gioia mangiare in questo momento?

Spunti per iniziare a mangiare in modo olistico

In questa visione olistica, ecco quindi che mangiare non significa solo consumare del cibo buono e nutrirsi più o meno bene o in modo dieteticamente corretto. Mangiare significa molto di più: fare un’esperienza di benessere e di completamento ogni volta che ci sediamo a tavola.

Ne continueremo a parlare nei prossimi articoli, con qualche dettaglio in più sugli alimenti.

Lo sapevi che…

Se ti interessa questo approccio, ci sono dei percorsi per impararlo e metterlo in pratica.

Buon appetito e buon Benessere!

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