martedì, Ottobre 13, 2026

ALESSIO PIETROBELLI

Età: 41 anni – Amministratore Delegato di Pietrobelli Elettronica Srl (dal 2021). Entrato 20 anni fa in azienda affiancando il padre Paolo (fondatore nel 1990), ha ricoperto ogni ruolo operativo prima di prenderne le redini. Risultati: Fatturato triplicato in soli 5 anni. Imprenditore eclettico, opera da alcuni anni e con successo anche in altri settori e recentemente una ulteriore iniziativa: ha acquisito lo storico locale “L’ombra che conta” ad Abano Terme.

Alessio, la Pietrobelli Elettronica srl è stata fondata da tuo padre Paolo nel 1990. Tu sei entrato poco più che ventenne, facendo tutta la gavetta. Quanto è stato importante “sporcarsi le mani” in ogni reparto prima di diventare AD nel 2021? 

È stato assolutamente fondamentale. Spesso si pensa che i figli d’arte arrivino e si siedano comodamente su una poltrona già pronta, godendosi i frutti del lavoro dei padri. Per me non è stato così: ho voluto toccare con mano ogni singolo settore dell’azienda per comprendere a fondo l’ingranaggio di questo organismo complesso. Lavorare sul campo mi ha permesso di guadagnarmi il rispetto dei collaboratori, di capire i problemi reali prima di doverli risolvere da manager e di conservare i valori fondanti di mio padre, ampliando al contempo la nostra visione e i nostri obiettivi di crescita.

I numeri parlano chiaro: negli ultimi cinque anni hai triplicato il fatturato aziendale. Qual è stata la leva strategica principale che ha permesso questo salto di qualità? 

La chiave è stata l’ottimizzazione dei processi commerciali unitamente a una forte spinta sulle relazioni personali. Non ci siamo mai accontentati della posizione acquisita. Ho riorganizzato il lavoro ponendo al centro la velocità di risposta al cliente e l’efficienza. In un mercato dinamico come quello dei componenti elettronici, la tempestività fa la differenza tra chiudere un accordo e perdere un’opportunità. Triplicare il fatturato è stato il risultato naturale di una squadra coesa e di una visione commerciale aggressiva ma sempre etica.

L’avvento dell’Intelligenza Artificiale spaventa molti settori industriali. Come vedi il futuro della componentistica elettronica di fronte a questa rivoluzione tecnologica? 

Non temo affatto l’Intelligenza Artificiale, anzi la vedo come un grande alleato. L’IA ha bisogno di hardware, sensori, microprocessori e schede per poter funzionare: la componentistica elettronica andrà sempre di pari passo con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Più l’IA si evolve ed entra nella vita quotidiana e industriale, più aumenterà la domanda di componenti di alta qualità. L’innovazione tecnologica non sostituisce il nostro settore, lo alimenta ed espande continuamente il nostro mercato di riferimento.

La tua attività è prevalentemente di natura commerciale. Quali sono, secondo te, le qualità umane indispensabili per avere successo nelle trattative oggi? 

Al primo posto metto indiscutibilmente l’empatia. Nel business non si vendono solo prodotti, si costruiscono rapporti di fiducia tra persone. Capire le esigenze profonde dell’interlocutore, mettersi nei suoi panni e sapere ascoltare sono doti che nessun algoritmo potrà mai sostituire. A questo affianco l’ottimizzazione del tempo. Essere empatici non significa perdere tempo in molti convenevoli inutili, ma creare subito una sintonia autentica per arrivare al punto con concretezza e rispetto reciproco.

Il periodo del Covid ha trasformato radicalmente il mondo del lavoro. In che modo ha cambiato la tua quotidianità manageriale e la gestione dei clienti?

Il Covid ha segnato uno spartiacque decisivo sul nostro modo di lavorare. Prima si viaggiava tantissimo anche solo per un primo incontro conoscitivo; oggi la tendenza è quella di lavorare prevalentemente in videochiamata per le fasi preliminari e gestionali. Questa nuova modalità di approccio ha generato un enorme risparmio di tempo e risorse, consentendo di gestire più trattative nello stesso giorno mantenendo una elevatissima efficacia commerciale.

Chi ti conosce ti descrive come un “vulcano di idee” sempre in movimento. Oltre all’elettronica, scopro che hai appena rilevato ad Abano Terme uno storico locale, “L’ombra che conta”. Come nasce questa sfida? 

Trovo molto stimolante mettermi alla prova in ambiti diversi. Il settore della ristorazione ad esempio mi ha sempre affascinato e da diversi anni osservo questo settore con una visione di lungo periodo. Prendere le redini de “L’ombra che conta” insieme a mio cugino è la realizzazione di un grande sogno. Poiché la mia indole mi impedisce di limitarmi a guardare soltanto, sono intenzionato quindi a “metterci le mani” anche in questa nuova avventura. Nel locale comunque, salvo forse qualche mia breve incursione, in cucina ci sarà mio cugino Thomas, la cui energia, sommata al nostro grande entusiasmo alla nostra passione e conoscenza internazionale della cucina (nel mio caso maturata in veste di Cliente ) saranno le armi vincenti della nostra gestione. La Cucina per me è un’altra forma d’arte e di gestione, dove esperienza, precisione e chimica si fondono insieme, esattamente come avviene nell’elettronica. 

Sveglia alle 6:20 ogni mattina: “sono il primo ad arrivare in azienda. Il lavoro duro e la passione sono gli unici segreti del successo.” ALESSIO PIETROBELLI

Tra l’azienda di elettronica ed il progetto del nuovo locale, le tue giornate sembrano infinite. Qual è la tua routine quotidiana e cosa ti dà la carica ogni mattina? Sono un fermo cultore del detto “chi dorme non piglia pesci”. Tutte le mattine la mia sveglia suona puntuale alle 6:20. Sono costantemente il primo ad arrivare in azienda: mi piace godermi quel momento di tranquillità iniziale per pianificare la giornata prima che inizi il flusso operativo. Da lì parte una maratona tra riunioni, videochiamate, decisioni strategiche per l’elettronica e, ora anche i preparativi relativi alla gestione del locale. L’energia mi arriva dalla curiosità inesausta e dal desiderio continuo di costruire qualcosa di significativo per me stesso (non per avidità di denaro ma per sfida personale. I soldi quando arrivano, sono soltanto una diretta conseguenza.

Dietro un grande imprenditore c’è spesso una solida vita personale. Che ruolo gioca la famiglia nel tuo equilibrio quotidiano e nei tuoi successi? La famiglia per me viene assolutamente al primo posto. Mia moglie Diana gioca un ruolo fondamentale nella mia vita: mi ha donato quell’equilibrio sentimentale sereno e profondo che mi consente di trovare ogni giorno la forza e l’energia per affrontare continue sfide imprenditoriali. Senza il suo supporto non potrei essere ciò che sono. Poi i nostri due gioiellini: Cesare, di 4 anni, e Dante di 2 anni e mezzo. Due nomi importanti per due splendidi bambini a cui auguro un futuro altrettanto importante. Tutto ciò che faccio, tutti i miei sogni e i miei sacrifici, sono dedicati a costruire un futuro solido per loro e soprattutto spero, sereno. Infine nella scala dei miei affetti prioritari esiste anche l’amicizia, un valore che dedico costantemente ad una cerchia ristretta di persone speciali, per le quali ci sarò sempre in ogni modo e maniera. 

Famiglia, amicizia, generosità, visione: qual è l’eredità umana e magari imprenditoriale che speri di trasmettere a Cesare e Dante? 

Vorrei che imparassero l’importanza del donare e del donarsi nella vita, oltre al valore autentico dell’amicizia, princìpi che io da sempre metto al vertice della mia vita personale. Spero che un giorno possano vedere nel padre un esempio di impegno, umiltà e discreto coraggio: l’idea che non bisogna mai adagiarsi sulle comodità o su quello che si è ereditato, ma bisogna rimboccarsi le maniche, studiare, rischiare e persino un po’ soffrire per inseguire le proprie passioni con determinazione. Se cresceranno con questi valori e con la capacità di sognare in grande, avrò ottenuto il mio successo più importante.

Stefano Cannas ©2026

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