giovedì, Giugno 20, 2024

Alberto Bresci

Direttore creativo di Alberto Bresci Creative Lab.

Nel 2003 ha fondato Hydrogen che è diventata un’azienda leader del Luxury Sportswear. Nel 2022, dopo la vendita dell’azienda, collabora attivamente con brand internazionali attraverso il suo nuovo hub creativo ”Alberto Bresci Creative Lab”.

«Non voglio assolutamente omologarmi e quindi evito tutte le attività che potrebbero conformare le mie idee a quello che c’è già».

Alberto, benvenuto tra le nostre pagine. Sono curiosa di sapere come è cominciata la sua avventura con Hydrogen, quando era ancora giovanissimo.

È nata quasi per caso: l’idea di mettere al mondo una nuova casa di abbigliamento mi è venuta quando il mio caro amico Lapo Elkann mi regalò una camicia piuttosto usurata del suo arcinoto nonno, l’avvocato Agnelli. Rimasi così colpito che decisi di riprodurla con un denim invecchiato ad hoc, strappi e sgualciture compresi, e la chiamai “camicia Avvocato”; insieme ad altri soli due capi d’abbigliamento (un pantalone e una felpa) fece parte dell’operazione di lancio del brand. L’intenzione iniziale era quella di pedinare spiritosamente i grandi marchi veneti che allora mi parevano inarrivabili, come per esempio Gas e Diesel, ma con un piglio più audace e anticonformista.  

Nome e logo invece hanno avuto due strade diverse. Hydrogen proveniva dalla mia convinzione che questa parola fosse un simbolo chiaro del futuro che ci stava correndo incontro, dell’avvenire vincente che sia io che un mondo più ecologico avremmo incontrato a breve. Il teschio invece è arrivato ben tre anni dopo: per un lungo periodo continuavo a incontrare questa immagine in forme e contesti diversi, fino a quando ho voluto leggere questa ripetizione come un “segno”; dopo averlo destrutturato (come spesso faccio con i miei progetti), decontestualizzato e addolcito con un cuore capovolto come naso, l’ho trasformato in una vera icona di design.

Ad una professione come la sua serve trovare sempre nuova linfa con cui alimentare la vena creativa. Dove trova ispirazioni e stimoli per le nuove idee? 

Prima di tutto cerco di sfogliare il meno possibile riviste di moda e di non osservare le tendenze del momento: non voglio assolutamente omologarmi e quindi evito tutte le attività che potrebbero, anche involontariamente, conformare le mie idee a quello che in realtà c’è già. Piuttosto traggo molteplici ispirazioni dai molti viaggi che faccio, l’arte, anche quella di strada, la musica, le persone e i luoghi che incontro per caso viaggiando.

Dal suo punto di vista il Made in Italy è ancora fortemente apprezzato all’estero?

Decisamente sì, la creatività italiana è ancora molto stimata all’estero, anche se non nello stesso modo ovunque. Per esempio in Giappone, che è una delle mie mete preferite, si trova un mercato “divertente”, che sa valutare con correttezza il valore aggiunto della creatività italiana; in America invece il mercato è meno ampio, perché tende a gratificare il Made in USA e proprio per questo in futuro vorrei concentrarmi sul mercato americano, che sicuramente apprezza e premia l’innovazione.

In qualità di direttore artistico di “Alberto Bresci Creative Lab” il suo obiettivo rimane quello di rinnovare il fashion nel mondo dello sport?

Questo nuovo progetto è un vero e proprio laboratorio creativo, in cui disegnare prodotti prendendo e unendo ispirazioni da ogni dove; l’obiettivo sarà anche quello di non limitarsi alla progettazione di abbigliamento e accessori, ma di espandersi e sconfinare in vari mondi quali sport, food, motori. 

Il payoff “Luxury Sportswear” che ho coniato e posto sotto il logo Hydrogen anni fa denota esattamente ciò che mi ha reso riconoscibile come stilista: far incontrare mondi che paiono lontani, creare uno stile che prima non esisteva e che ora invece definisce una fascia ben specifica del marketing della moda (di grandissima tendenza). Molti ritenevano poco ragionevole creare commistioni così disorientanti, ma il tempo mi ha dato ragione, quindi continuerò a credere nelle mie idee.

Un uomo di successo come lei ha indubbiamente bisogno di rilassarsi e rigenerarsi: come trascorre il suo tempo libero?

Per rilassarmi investo il mio tempo nelle mie due più grandi passioni: i miei adorati figli, con i quali trascorro più tempo possibile; e mi piace molto l’allenamento (che è una delle ragioni per cui decisi di legare il mio lavoro al mondo dello sport). Anche se il mio grande amore rimane il tennis, pratico con grande piacere molti sport, e ultimamente mi sto avvicinando anche al padel, che mi fa divertire molto.

Cosa riserva il suo futuro?

Attualmente faccio parte di un gruppo che sta avendo molto successo in tutto il mondo, come direttore creativo di una nuova linea per Autry: è il progetto più importante su cui sto lavorando attualmente, ci credo molto e spero che la collaborazione possa continuare per molto tempo. Con il Creative Lab, insieme a tutto il team di professionisti che mi supporta, stiamo portando avanti altre collaborazioni, che si stanno rivelando molto promettenti ma anche molto divertenti.

Qual è la sua opera di più grande successo e di cui va maggiormente fiero?

Credo di non averla ancora fatta… forse è per questo che continuo a ricercare, creare e sviluppare, senza mai fermarmi. Diciamo che finora l’opera che ha riscosso maggior successo è stata l’idea di realizzare dei co-branding con marchi che non erano ancora inseriti nel mondo della moda; questa cosa ha suscitato da subito grande curiosità. La prima è stata la Felpa Fiat, che ha poi istigato altri importanti marchi dell’automotive e del lusso, quali per esempio Lamborghini, MV Augusta, Wally Maxi Yatch, Perfetti Group, creando anche delle limited edition che ormai sono diventate da collezione. E vorrei sottolineare che tutto questo è Made in Italy.

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