lunedì, Maggio 27, 2024

Albergo Capsulare

Dormire come le api

Se si parla di capsule, subito vengono in mente le pillole; ma per i viaggiatori più pratici e da “toccata e fuga” in molti luoghi del mondo, la capsula può anche definire un luogo in cui dormire.

Spazi minimi. Camere piccolissime, giusto per riposare.

A Tokyo si entra nel Nine Hours e ci si reca alla reception da dove si vede subito la vetrata che domina la distesa di capsule. Ogni camera è segnalata da un numero. La porta si apre scannerizzando un codice e si entra nei corridoi comuni, solamente senza scarpe.

Qui sembra di essere nello shuttle con tutti gli spazi letto illuminati in serie. Giusto un letto, la luce, un cuscino. L’hotel offre una sala comune per leggere o lavorare, i bagni e le docce. Viene fornita una borsa con due asciugamani, kit spazzolino e addirittura un pigiama che però devi restituire.

Senza recarsi a migliaia di chilometri di distanza, l’esperienza si può provare però anche in Italia. A Milano è sorto l’Ostelzzz con quote a partire da 29 euro, in zona Porta Venezia. Si accede attraverso un tunnel illuminato e da lì si raggiunge la reception. I letti sono nelle celle la cui privacy è garantita dalla

tenda. All’interno un touch screen, un armadietto dove riporre il bagaglio. Nelle parti comuni la cucina, i bagni con fon, bar e anche terrazzi e spazio esterno. Viene dato un cocktail di benvenuto con un gettone. Vicino alla cucina c’è un distributore di cibo molto particolare il cui acquisto avviene attraverso uno schermo. L’atmosfera è giovane e metropolitana, ovviamente la struttura ha la connessione garantita.

Ma per vivere l’avventura in un capsule hotel di lusso, è necessario tornare in Oriente e soggiornare al First Cabin Ichigaya di Tokyo. Qui lo standard è più elevato. È possibile da subito scegliere gli oggetti e le facilities utili per la notte: in un vassoio sono distribuite all’interno di bianche buste sigillate

cuffiette auricolari, tappi per le orecchie, asciugamani.

Alla reception, molto cool e in stile industrial chic, si trovano anche uno spazio libreria e il money exchange. Le porte sono ad apertura elettronica e tutto è molto avveniristico ma elegante. Nei corridoi comuni si trovano ripiani per i bagagli.

Qui le capsule sono molto più grandi e il letto è posizionato a terra

come una piccola camera di hotel piena di comfort. Al lato del letto un tavolino, alla parete una tv e spazio attaccapanni. C’è anche una cassaforte per i valori. Vengono fornite le ciabattine. La luce si può regolare così come l’aria condizionata. Nella capsula si trovano anche asciugamani e un bel pigiama.

Le toilettes, che sono allo stesso piano delle camere, non hanno nulla a che invidiare agli hotel lussuosi.

Ovviamente ci sono le docce e spazi chiusi dove sistemare il telefono mentre ci si lava. Suggestiva la grande vasca, simile ad una minipiscina a disposizione degli ospiti.

Rientrando nella cara vecchia Europa, la scelta può cadere su Londra, magari al St. Christopher’s Inn a London Bridge, il primo hotel in città con questo concept, inaugurato nel 2018. Per una cella attualmente si parte da 19

sterline a notte, a seconda del giorno della settimana, della stagione e degli eventi in corso.

L’ostello è conosciuto per le feste e la movida, per cui l’atmosfera è frizzante, anche per la vicinanza a molte attrazioni. La struttura è pratica e più basica rispetto a quelle di Tokyo, con meno facilities e omaggi, ma pulita. Gli oblò di ingresso ai letti, posizionati uno sopra all’altro, ricordano un alveare. All’interno sono garantite le prese usb ed è possibile regolare la luce in base al colore e all’umore.

Che siano qui, in USA o in Oriente, comunque è importante definire a chi suggerire questi ostelli-hotel davvero particolari.

Ovviamente se si è claustrofobici non è consigliabile una notte in un box senza finestre e con il soffitto basso. Se si è schizzinosi, nemmeno! Perché anche nei capsule hotel più lussuosi i bagni sono tendenzialmente in comune; pulitissimi, ma condivisi.

Se si è fanatici della privacy assoluta, non è questa la soluzione giusta perché i letti sono uno accanto all’altro, o sotto e sopra. I corridoi sono in comune e non è raro sentire il vicino che russa.

Ma allora a chi è consigliato? A tutti gli altri. Ai giovani a cui basta un posto per dormire pur di stare in una zona comoda e centrale; a chi vuole provare una notte fuori dal comune; a chi è abituato all’utilizzo di servizi comuni come nei campeggi; a chi dorme ovunque senza tanti problemi.

In fondo, provare ogni esperienza ci arricchisce, ci mette alla prova e ci rende consapevoli dei nostri limiti e dei nostri pregi.

Non importa se siamo viaggiatori da suite presidenziale o da capsula minimalista. Ciò che importa è, ogni tanto, invertire la rotta dei nostri gusti per tentare di vederci in maniera diversa e forse capire qualcosa di più sulla natura adattabile e curiosa dell’essere umano.

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