Il racconto di una storia, un racconto che attraversa gli stili contemporanei.
Il Vintage: uno dei pochi stili d’arredo che non necessita di principi specifici, che non deve rispettare regole precise per poter essere riconoscibile. Il segreto sta nel racconto.

Poter raccontare la propria storia attraverso oggetti che narrano le vicende di qualcun altro è quasi una magia.
In ogni imperfezione, venatura del legno, strappo nella stoffa si può percepire quanto e come questi complementi d’arredo possano essere stati utilizzati; i segni che appaiono sulla superficie non modificano il significato assunto dagli oggetti per i precedenti proprietari e utilizzatori. Pensate ai banchi da lavoro oggi utilizzati come tavoli da pranzo: quanto lavoro, quanta passione possono portare nelle case, proprio attraverso quelli che a una prima occhiata possono sembrare difetti, ma che, se profondamente compresi, si rivelano veri e propri racconti di un passato arricchente per la quotidianità della vita.

Impunture, intrecci e solchi che, come la pelle del viso di un grande saggio, possono illuminare la modernità di abitazioni super attuali, troppo spesso sofferenti della mancanza di un pizzico di personalità.
Forse proprio perché per poter raccontare una storia servono esperienze, tentativi, battute d’arresto e rilanci, il tutto percorso attraverso salite e discese, traslochi, cambiamenti: se tutto fosse liscio, ordinato e candido le storie — e le case — sarebbero troppo lineari per essere interessanti.
È quindi bene aprirsi a variazioni sul tema che possano movimentare lo stile principale prescelto: un tocco vintage regalato dalla famosissima sedia Panton della fine anni ’50, da una raffinata scrivania di Gio Ponti risalente agli anni ’40, dalle intramontabili lampade da tavolo Eclisse o Tolomeo di Artemide. Ricordate che a volte basta il tocco speciale offerto da un piccolo oggetto per regalare la magia del salto nel passato, pur trovandosi nel mezzo di un soggiorno ipermoderno e minimal.

L’alternativa è circondarsi completamente di pezzi vintage, creando un vero e proprio viaggio nel tempo che attraversa il secolo scorso, a partire dagli anni ’20, grazie a iconici oggetti che descrivono alla perfezione le caratteristiche del decennio a cui appartengono. Il segreto è riuscire ad amalgamare diversi stili, oggetti provenienti da ogni dove e composti da materiali e geometrie differenti, in una raffinata mescolanza di storie che al termine della composizione diventeranno la vostra.

Antico: manifestazione concreta ed esemplare del passato.
A volte sinonimo di iconico
Ultimo consiglio, ma sinceramente appassionato: attenzione a non confondere il vintage con il rétro. Il primo, più apprezzato dai puristi, è ciò che è stato prodotto il secolo scorso e che porta con sé le tracce di un utilizzo passato; rétro invece è uno stile che richiama linee, colori ed espressioni del passato.
Sta a voi decidere quale storia volete raccontare.
